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Storie di donne, letteratura di genere/ 253 – Di Luciana Grillo

«Soroptimiste - colte, impegnate, generose: donne nella Milano del ’900» – A cura di Mariagiovanna Sami e Letizia Vergnano Pecorella

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Titolo: Soroptimiste. Colte, impegnate, generose: donne
            nella Milano del '900
 
Curatrici: M. Sami, L. Vergnano Pecorella
Editore: Enciclopedia delle Donne 2018
 
Pagine: 287, illustrato, Brossura
Prezzo di copertina: € 20
 
 Ritornare alle origini per ripensare il futuro 
Nel mondo e in particolare in Italia sono numerose le Associazioni femminili che promuovono la condizione della donna, ne valorizzano i talenti, la sostengono negli studi, l’aiutano a contrastare la violenza e a conquistare, soprattutto in Paese lontani e poveri, il diritto alla salute.
Il Soroptimist International d’Italia è membro della Federazione Europea e conta più di 150 club.
Se qualcuno volesse conoscere la storia e le azioni di questa Associazione, non potrebbe prescindere dalla storia del club di Milano, nato in Italia nel 1928, sospeso durante il ventennio, ricostituito nel dopoguerra, che oggi, attivo e vivace, ha festeggiato i suoi 90 anni con una interessante pubblicazione che ricorda le socie «colte, impegnate, generose», sia quelle fondatrici che le altre che, negli ultimi 90 anni, hanno messo a disposizione le loro competenze e il loro tempo per attività filantropiche e sociali.
Fu socia onoraria Ada Negri, scrittrice per due volte in lizza per il premio Nobel; furono socie fondatrici, fr a le altre, la scrittrice Milly Dandolo, la concertista Anita Terribili, la pittrice Elisabetta Keller, la studiosa di lingua e letteratura francese Ada Da Rios Rossi, iscritta nella categoria «dicitrice», prima presidente del club e prima presidente dell’Unione Italiana nel 1949.
 
Dopo la prefazione dell’attuale Presidente nazionale Patrizia Salmoiraghi, che sottolinea «gioia, orgoglio di appartenenza e consapevolezza di valori condivisi» che accomunano tutte le socie italiane, e la ricca e documentata introduzione di Anna Maria Isastia, già Presidente nazionale e prof. Associata di Storia contemporanea dell’Università «La Sapienza» di Roma, le curatrici presentano in particolare alcune socie, «figure di prima grandezza in ogni campo. Sceglierle è stato difficile», e la ricerca spazia nei campi più diversi, da «Architettura e Design» a «Carriere giuridiche», da «Editoria» a «Industria e commercio», da «Musica e danza» a «Sanità e cura»: sfilano davanti agli occhi di lettrici e lettori nomi ben noti, come Iole Veneziani e Camilla Cederna, Gina Lagorio e Fernanda Pivano, Anna Ferrieri – architetta creativa e determinata, produttrice «di oggetti di uso quotidiano secondo innovative tecnologie produttive» per la Kartell, fondata dal marito nel 1949, Pinin Brambilla Barcilon – restauratrice coraggiosa anche della Cena di Leonardo da Vinci, Maria Schellenbrid Buonanno e Emma Coen Pirani – direttrici della Biblioteca Braidense, Ada Cammeo Verona – avvocata specializzata in diritto di famiglia e civile minorile e Presidente nazionale del Soroptimist nel biennio 1981-1983, Giancarla Re Mursia – editrice, scrittrice, traduttrice, Ida Borletti – fondatrice del Caf (Centro di aiuto al bambino e alla famiglia in crisi), Anna Bonomi Bolchini – «considerata tuttora la più importante, forse l’unica, Signora della Finanza Italiana», Onorina Brion – cofondatrice della Brionvega, eccetera eccetera.
 
In 90 anni, il Soroptimist club Milano Fondatore ha contato fra le sue socie nomi significativi a livello nazionale e citarli tutti sarebbe davvero un’impresa ardua.
Ancora, mi piace ricordare Wanda Roveda, creatrice di moda, la stilista che per prima creò modelli per le giovani donne, per le studentesse, per le debuttanti in società, per le spose, Renata Tebaldi – grande cantante lirica la cui voce fu definita da Toscanini «voce d’angelo» e Giulietta Simionato – mezzosoprano acclamata in tutto il mondo.
E poi ci sono le socie che hanno dato contributi importanti all’evoluzione della sanità, da Adelaide Colli Grisoni – «che ha inventato e introdotto la neuropsichiatria infantile» a Luisa Gianferrari, esperta di genetica, a Vittoria Preto Parvis, prof. di Istologia ed Embriologia generale, a Eloisa Milla, ordinaria di Fisiologia Generale e pianista, costretta alla fuga quando furono promulgate le leggi razziali.
 
L’elenco è ancora lungo, ci sono le socie Stem, le Umaniste, le attrici e le esperte di storia del costume, e anche la «madre» di Topo Gigio, Maria Perego.
 Non vorrei fare torto a nessuna di queste splendide socie, ma non potrei mai tacere il nome di due grandi soroptimiste milanesi che ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare: Claudia Pizzi, coordinatrice del centro Nord Italia Transplant program, a cui il Presidente Ciampi ha conferito la Medaglia d’Oro al merito della Sanità Pubblica, e Amanda Olivi, farmacista e organizzatrice «di corsi di formazione ad alto livello per dirigenti di Usl e farmacisti», di corsi per ostetriche «finalizzati alla promozione della raccolta del sangue placentare a scopo di trapianto» e sostenitrice appassionata del progetto «Rayon de Soleil» che «aveva lo scopo di provvedere all’educazione, alla salute e alla sicurezza di 17 bambine e ragazze orfane ospitate da un orfanotrofio in Togo».
 
Ad Amanda – che recentemente ci ha lasciato – vorrei dedicare questa recensione.
 
Luciana Grillo – l.grillo@ladigetto.it
(Recensioni precedenti)
 
PS: Luciana Grillo, pubblicando il saggio «Costruire Letteratura con mani di donna – scrittrici italiane del ’900», decise di devolvere per intero i diritti d’autore al progetto «Rayon de Soleil».

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