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Oggi parliamo dell’oleandro – Di Davide Brugna

Una pianta mediterranea che si è acclimatata benissimo anche nel territorio trentino

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Ci siamo anche questa settimana con la nostra consueta rubrica sul giardinaggio e sul verde in generale.
Oggi parleremo nel dettaglio dell'Oleandro.
Questa pianta, tipicamente originaria del sud Italia, è un arbusto alto anche 4 metri, sempreverde, che produce fiori per tutta l'estate.
I fiori possono essere profumati, dai molteplici colori, rosa, bianchi, salmone, rossi… Semplici, doppi e stradoppi! Questi sono riuniti all'apice dei flessibilissimi rami.
 
Solitamente, questa pianta viene coltivata dove gli inverni sono miti, infatti non resiste a temperature troppo basse per troppo tempo ma, come sappiamo benissimo, da noi riesce bene a sopportare il freddo.
A meno che non sia un inverno gelido, l'Oleandro ci si ripresenterà a noi in ottimo stato, l'unica cosa che può succedere è che si «brucino» le estremità dei rami, in questo caso, basterà potare la pianta in primavera togliendo la parte oramai secca.
E se abito in montagna? Non preoccuparti, puoi benissimo avere in tuo Oleandro, basterà coprirlo con del agritessuto verso fine autunno e poi scoprirlo quando la temperatura si sarà assestata in «modalità primavera».
 

 
Questa pianta è di facilissima coltivazione, non è per niente esigente dal punto di vista del terreno, chiaramente evitate di metterlo in un terreno asfittico, se possiamo scegliere, meglio un terriccio leggero che possa scongiurare la possibilità di ristagni idrici che causano lo svilupparsi di muffe e funghi…
Per quanto riguarda l'apporto idrico, ricordiamoci da dove viene l'Oleandro, è una pianta mediterranea, resiste molto bene alla siccità, ma non per questa possiamo permetterci di tenerlo sempre asciutto.
Diamo acqua regolarmente, magari abbondantemente ma a giorni alterni, ricordiamoci che questa regola non vale al momento del trapianto, in questo caso irrighiamo abbondantemente ogni giorno per evitare un secondo stress, oltre al trapianto, alla nostra pianta.
Questo vale per tutte le piante che passano da un vaso alla terra piena…
 
La concimazione dell'Oleandro va eseguita ad inizio primavera con del concime a lenta cessione di buona qualità, che possa garantirmi un apporto di sostanze nutritive per tutto il periodo di sviluppo vegetativo e durante la fioritura.
La nostra pianta si presta benissimo alle potature, possiamo regolarla in altezza o addirittura togliere dei tronchi interi (se vogliamo ricompattare), il mese ottimale sarebbe ottobre, se ritardiamo fino a primavera rischiamo di togliere le gemme che porteranno i fiori estivi.
 

 
Parliamo del tasto dolente dell'Oleandro… è una pianta velenosa, soprattutto nelle foglie.
Però cerchiamo di demonizzare tutto questo. Per stare male, un uomo o un cane o un bambino, dovrebbero mangiare le foglie, il semplice contatto con le foglie non causa nessun malessere!
Se decidessimo di coltivarla in vaso dobbiamo seguire un paio di regole, utilizzare terriccio per piante fiorite di buona qualità, evitate sempre il prezzo discount, a questo aggiungete del concime a lenta cessione.
Se il terriccio dovesse risultare troppo compatto, possiamo aggiungere della sabbia per evitare i problemi di ristagno sopra citati.
 
La regola dell’irrigare tanto ma sporadicamente, sulla pianta in vaso non va assolutamente bene, infatti bisogna garantire l'apporto di acqua costantemente, ogni giorno, nonostante l'Oleandro sia pianta di gran resistenza alla siccità.
Il trucco per garantirci una pianta bella, vigorosa e soprattutto con tanti fiori è quello di dar tanta acqua in estate, concimare abbondantemente e coltivarla in un vaso abbastanza grande da permettere un buono sviluppo della pianta.
 
Come sempre scegliete la qualità dei floricoltori trentini (AFLOVIT), la lista dei vivai e garden associati è disponibile su internet.
Buon lavoro, Brugna dott. Davide

d.brugna@ladigetto.it
(Puntate precedenti)


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