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«Associazione Castelli del Trentino» – Di Daniela Larentis

Giovedì 10 novembre Eleonora Mezzanotte e Giacomo Bianchi dialogheranno sul rapporto tra uomo, natura e arte, focalizzando l’attenzione su Arte Sella – L’intervista

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Arcangelo Sassolino - Physis - Arte Sella 2022 - Foto Giacomo Bianchi.
 
Prosegue con un terzo appuntamento il nuovo ciclo di incontri organizzato dall’Associazione Castelli del Trentino, guidata dal presidente dell’Associazione, l’archeologo Andrea Sommavilla, responsabile del Servizio biblioteca e attività culturali del comune di Borgo Valsugana.
I protagonisti della serata di giovedì 10 novembre 2022, che avrà luogo come sempre a Mezzolombardo, Sala Spaur, Piazza Erbe, alle ore 20.30, saranno il presidente di Arte Sella Giacomo Bianchi ed Eleonora Mezzanotte, dottoressa in Storia dell’Arte presso l’Università di Trento, presentatrice Rai Trentino.
 
Il titolo dell’incontro è «L’arte nella natura, tra creatività e rispetto. La realtà di Arte Sella».
Il tema che verrà affrontato è molto attuale, il rapporto fra uomo e natura è centrale nei dibattiti non solo scientifici, numerosi esponenti del panorama artistico contemporaneo attraverso le loro opere cercano di indirizzare lo sguardo, invitando a una profonda riflessione sul destino stesso dell’umanità.
 
Da oltre trent’anni l’Associazione è attiva nell’ambito culturale provinciale soprattutto attraverso pubblicazioni, convegni e cicli di conferenze su tematiche storiche e storico-artistiche che vengono seguiti con attenzione dal pubblico e dalla stampa.
Le iniziative proposte godono del patrocinio della PAT e della Regione, sono inoltre riconosciute valide ai fini dell’aggiornamento del personale docente da parte dell’Iprase.
Continua la collaborazione con l’Accademia roveretana degli Agiati e con la Società di Studi trentini di Scienze storiche.
 

Spiral Jetty, Robert Smithson, 1970.
 
Giacomo Bianchi è laureato in Ingegneria Biomedica presso il Politecnico di Milano. Ha frequentato il Corso di Formazione Avanzata Photoart Workshop presso l’Istituto Europeo di Design. Ha lavorato come ingegnere biomedico nel settore biomedicale fino al 2010. E’ membro dell’Associazione Arte Sella dal 2008, anno nel quale inizia la sua collaborazione in qualità di fotografo. Membro del Comitato Esecutivo dell'Associazione, ne diventa presidente nell’anno 2012.
 
Eleonora Mezzanotte si è laureata in Storia dell’Arte presso l’Università di Trento. Il suo è un volto noto, Miss Trentino Alto-Adige nel 2014, lavora come presentatrice televisiva presso la Rai (conduttrice del programma «Tapis Roulant», su Rai Tre regionale).
Abbiamo avuto il piacere di porgere loro alcune domande.
 
Su quali aspetti focalizzereste maggiormente l’attenzione durante l’incontro di giovedì 10 novembre?
Mezzanotte: «L’incontro di giovedì 10 novembre sarà incentrato sul rapporto tra uomo, natura ed arte e sulle implicazioni sociali, etiche e culturali che tale incontro presuppone.
«Fare arte nella natura significa doversi rapportare non solo con la tecnica, con la manualità e la materia, ma anche con tutte quelle variabili e quelle regole che la natura impone.
«L’opera di Art in Nature si inserisce con garbo e discrezione nell’ambiente naturale, dialoga con esso e si lascia plasmare e modificare dalle condizioni atmosferiche e ambientali di tale contesto, si abbandona all’entropia.
«È la natura che guida la mano dell’artista ed è il luogo che offre materiali, scenari e scandisce ritmi ed equilibri sottili che vanno rispettati.
«Si parlerà quindi del felice e fortunato incontro tra arte e natura e la sua riuscita sintesi nell’Art in Nature europea, corrente artistica nel cui filone si identifica la realtà di Arte Sella.»
 

Eleonora Mezzanotte.
 
L’arte può essere un potente strumento per indagare il rapporto tra uomo e ambiente naturale, sensibilizzando le persone sul tema del rispetto della natura. Può condividere un pensiero a riguardo?
Mezzanotte: «L’arte è un linguaggio universale e potente, in grado di veicolare contenuti anche importanti attraverso un universo di immagini, simboli e forme. L’approccio delicato dell’artista di Art in Nature è di profondo rispetto nei confronti dell’ambiente e questo rappresenta un punto di partenza per comprendere l’importanza di fare arte nella natura. L’Art in Nature è un movimento artistico nato negli anni Sessanta del Novecento come risposta europea alla Land Art americana.
«Durante gli anni Sessanta si rafforzano i movimenti ambientalisti e la consapevolezza ecologica di dover difendere e rispettare una natura sempre più minacciata dalla presenza dell’uomo.
«La fortuna di questa corrente artistica è stata anche la capacità di catturare l’attenzione e la sensibilità di sempre più persone nei confronti di una effettiva e preoccupante crisi climatica, che ci rendiamo conto essere tutt’ora in corso.»
 
La bellezza della natura è da sempre uno stimolo per la creatività dell’uomo. Può parlarci brevemente della Land art, mettendo in luce il punto di forza di questa forma d’arte contemporanea?
Mezzanotte: «La Land Art è un movimento artistico degli anni Sessanta del secolo scorso, nato e diffusosi negli Stati Uniti. I presupposti artistici e teorici del movimento vanno però ricercati nel minimalismo degli anni Cinquanta che per la prima volta abbatte i confini fisici dei luoghi tradizionalmente deputati all’arte, come musei e gallerie, per portare l’arte in spazi aperti, in contesti urbani o naturali. Negli anni delle battaglie femministe, la Land Art rappresenta la forma artistica più spiccatamente maschile: esplosioni, scavi in zone desertiche, polvere e gasolio erano le materie prime indispensabili per i primi grandi lavori, intesi come interventi drastici e imponenti. Una delle opere più iconiche e simboliche di Land Art è sicuramente Spiral Jetty di Robert Smithson. Trattasi di un imponente earthwork sul Great Salt Lake nello Utah, un progetto di dimensioni considerevoli che ha richiesto ben 292 ore e 625 uomini per sportare con dei camion 6783 tonnellate di terra dalla spiaggia alla riva per poi creare l’ormai celebre forma a spirale che si addentra nel lago. L’indiretta proporzione tra l’elevata quantità di materiali e mezzi impiegati e la brevità delle installazioni è stata spesso motivo di accese polemiche da parte di gruppi ecologisti che vedevano in questi massicci ed effimeri interventi uno scandaloso spreco di risorse e un’ingiustificata aggressione all’ambiente naturale. Vedremo infatti come in Europa, un diverso clima culturale e ideali di tutela e valorizzazione dell’ambiente filtrati dalla prassi ecologista, saranno il motore per una diversa valutazione e intenzionalità artistica, le premesse dell’Art in Nature, che dalla Land Art eredita i presupposti teorici ma non i metodi.»
 

Giacomo Bianchi.
 
Arte Sella da più di trent’anni rinvia all’interazione fra uomo e natura: qual è la funzione etico- sociale di questo grande e meraviglioso museo a cielo aperto?
Bianchi: «Ci piace spesso usare il termine risonanza, quando raccontiamo il rapporto che le opere di Arte Sella e lo straordinario contesto naturale della Val di Sella intessono con il visitatore.
«Si tratta di un rapporto personale di ognuno di noi con l’opera, che in quel preciso momento, in quella precisa stagione, in quell’attimo unico e non ripetibile dà vita ad un dialogo tra il dentro ed il fuori, tra noi ed l’altro da noi.
«Corpo e mente compiono un viaggio che spesso, consciamente o inconsciamente, è trasformativo, aprendo nuove modalità di relazione con la natura, con ciò che consideriamo troppo spesso fuori da noi ma che in realtà ci condizione, ci determina, ci plasma proprio perché ne siamo parte.
«La principale funzione di Arte Sella è proprio questa, quella di aprire uno squarcio su un altrove che, molto spesso, è un nuovo sguardo su noi stessi.»
 
Quattro anni fa la furia di Vaia si è abbattuta anche su Arte Sella. Cosa è cambiato da allora?
Bianchi: «Se l’impermanenza e la fragilità erano già due temi centrali della ricerca artistica di Arte Sella, con Vaia la nostra responsabilità si è fatta ancora più urgente e più improcrastinabile.
«Abbiamo sentito la necessità di trovare, pur nel solco di più di trentacinque anni di attività e di riflessione su questi temi, nuove modalità per indagare la relazione tra uomo e natura, ancora più consapevoli di ciò che era già evidente ancora prima di Vaia, ovvero di una compromissione ormai globale di un equilibrio che abbiamo dato superficialmente per scontato.
«L’arte ha la capacità di immaginare futuri possibili, di innescare un pensiero critico, di scardinare l’abitudine. Artisti quali ad esempio Arcangelo Sassolino, Kristof Kintera, Daan Roosegaarde, nel solco di una felice intuizione di Emanuele Montibeller, direttore artistico e fondatore di Arte Sella, in questi anni ci hanno portato a sperimentare una nuova modalità di indagare la complessità del nostro stare in natura, con tutte le contraddizioni, ma anche le grandissime opportunità insite nella creatività dell’uomo e la sua capacità trasformativa.»
 
Progetti futuri?
Bianchi: «Arte Sella intende proseguire in questa ricerca con un approccio complesso, multiforme, interdisciplinare alla questione ambientale, sia tramite la collaborazione con artisti capaci di interpretare questa complessità, sia attraverso la prosecuzione del progetto Arte Sella Architettura che, da diversi anni, indaga attraverso lo sguardo di architetti di fama internazionale il tema dello stare al mondo e delle grandi sfide che ci attendono nel futuro anche prossimo, come l’intensificazione dei flussi migratori, i fenomeni atmosferici sempre più distruttivi e le tensioni sociali che ne derivano.»

Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it

KRITSOF KINTERA - Memoriale della luce che fu - Arte Sella - Foto Giacomo Bianchi.

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