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«Un minuto tutto per te» – Di Daniela Larentis

È il titolo del libro di Spencer Johnson in cui l’autore dispensa alcuni piccoli consigli che possono aiutare a vivere meglio

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Non esistono segreti per la felicità, tuttavia dedicare un po’ di tempo al proprio benessere e alle proprie passioni non può che contribuire a migliorare lo stile di vita, questo è in sostanza ciò che sostiene Spencer Johnson, noto psicologo e terapeuta americano, nonché autore di un libro intitolato «Un minuto tutto per te», edito da Sperling Paperback.
Egli dispensa alcuni preziosi consigli, invitando i lettori innanzitutto a prendersi cura non solo degli altri ma anche di se stessi.
I due concetti sono legati l’uno all’altro, non sono separabili e il massimo della felicità, ribadisce, si raggiunge quando si riesce a trovare un equilibrio fra queste due posizioni.
 
Scrive l’autore: «Penso che il massimo della felicità io la raggiunga quando riesco a controbilanciare questi due elementi così importanti. Talvolta, infatti, è meglio curarsi innanzitutto degli altri, mentre invece in altri casi è più utile occuparsi per prima cosa di se stessi».
Aggiunge più avanti: «In fondo, pensare al nostro prossimo è un modo di prendersi cura di noi stessi, ci dà la forza e serenità. […] E, ironia della sorte, da quando ho preso a occuparmi maggiormente di me stesso la gente mi dice di trovarsi meglio in mia compagnia».
 
Più ci prendiamo cura di noi e più ci sentiamo vivi, sereni, e questo stato d’animo ci predispone a stare meglio anche con il prossimo.
Riuscire a fare qualche piccola cosa per se stessi fa star meglio, aiuta ad affrontare con animo positivo la giornata, come per esempio fare una passeggiata, oppure andare in posti in cui non si è mai stati prima soltanto per scoprire la sensazione che si prova, permettersi qualche piccolo piacere come anche solo sorseggiare in santa pace una tazza di caffè indugiando sul divano, leggere un libro, ascoltare musica o fare un giro in bicicletta, andare a correre e chi più ne ha più ne metta.
 
Ci si può prendere cura di se stessi in molti modi, anche facendo propri taluni atteggiamenti. Attraverso il dialogo fra zio e nipote, riguardo al modo di trattare se stessi e gli altri, l’autore sottolinea quanto sia insensato nutrire aspettative.
«Non mi piace che gli altri abbiano l’impressione che non sono all’altezza delle loro aspettative. È come se non fossi mai in grado di soddisfare le loro esigenze. Perciò evito di pormi obiettivi troppo rigidi e di confrontarmi con un’immagine a cui ritengo di dover corrispondere. Se provo un senso i delusione in genere è perché non ho ottenuto da me stesso ciò che pretendevo di ottenere.»
Il segreto, suggerisce, sta nel rinunciare alle aspettative, apprezzando qualunque cosa capiti, «senza per questo pretendere di fare confronti con ciò che sono convinto dovrebbe accadere», aggiunge.
 
Un altro modo di prendersi cura di se stessi, spiega Spencer Johnson, è l’esaminare i propri desideri alla luce delle proprie necessità, intendendo per necessità tutto ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro benessere, mentre i desideri sarebbero ciò che speriamo possa darci la felicità.
Occorre interrogarsi seriamente su quali siano le reali necessità, per capire se si abbia davvero bisogno di quello che si sta inseguendo, altrimenti vanificheremo gli sforzi fatti per ottenerlo.
E quando le cose non vanno proprio per il verso giusto? A questa domanda risponde dicendo: «Passo in rassegna tutto il male che mi è capitato finché non trovo qualcosa di positivo».
C’è sempre un risvolto positivo, in ogni situazione.
 
Si tratterebbe di imparare a guardare il «bicchiere mezzo pieno», è un concetto tanto banale quanto efficace.
Spostare la propria attenzione su tutto ciò che di bello c’è nella propria vita, cercare di vedere il lato positivo di una circostanza anche sgradevole, mantenere un atteggiamento non negativo proprio nel momento in cui ci si sente più a terra, in altre parole «essere ottimisti», può davvero aiutare ad affrontare nel miglior modo possibile ogni giornata.
 
Per formare una visione più ottimistica e serena delle possibilità che ci offre l’esistenza, è fondamentale pensare un po’ anche a se stessi, rimarca ancora una volta l’autore, il quale sottolinea che tanto più ci si prende cura di sé e tanto meno si cova risentimento e collera verso gli altri.
«Il tuo equilibrio – scrive – deriva dal fatto che ti dedichi equamente a te stesso e agli altri ed è per questo che non ti senti più così frustrato.»
Siamo sicuri che possa bastare un minuto al giorno per prendersi cura di se stessi?
A questo lecito interrogativo risponde l’autore stesso, il quale afferma: «Un minuto tutto per me è solo una maniera per applicare al modo di vita moderno una saggezza antica. Sono stati in molti a descriverla nel corso dei secoli nell’ambito di varie culture tra cui la cinese, l’indiana e la medio-orientale.
«I filosofi Zen l’hanno battezzata il potere di scrutare se stessi. Si tratta di un’abilità che ci è propria, ma che tuttavia pochi di noi utilizzano: l’osservazione di sé ha inizio con un periodo di silenzio. Nel caso del nostro metodo – rimarca – esso dura un minuto. Ma naturalmente ciò costituisce soltanto una fase di attivazione del processo […]».
 
L’importante è iniziare. È sempre importante l’inizio, il resto viene da sé con il tempo.
 
Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it

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