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Roberto Lorenzini, «L’inizio» – Di Daniela Larentis

Curata da Claudio Mattè, la mostra dell’artista trentino sarà visitabile dal 9 al 25 novembre 2019 all’Urban Center di Rovereto, Trento

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Sabato 9 novembre alle ore 18.00 verrà inaugurata a Rovereto, Trento, la mostra «L’inizio» dell’artista trentino Roberto Lorenzini, curata da Claudio Mattè.
Sarà visitabile fino al 25 novembre 2019 presso l’Urban Center di via Rosmini nei seguenti orari: lu-sa 16-19|sa 10-12.
All’esposizione sono collegati una serie di altri eventi indicati nella locandina a piè di pagina.
 
Roberto Lorenzini è un apprezzato pittore e scultore con alle spalle un percorso umano segnato da grandi prove da superare, sembra aver vissuto tante vite; è stato un apprezzato chef e un grande sportivo, raccogliendo molte soddisfazioni, fino a quando una grave malattia improvvisamente lo ha costretto a fermarsi.
A distanza di tempo è riuscito a ripartire nuovamente, grazie alla sua forza d’animo e anche al supporto della sua famiglia (ha subito il trapianto di ambedue i polmoni, vivendo il lungo travaglio dell’attesa).
 

 
Dalla pittura si è avvicinato alla scultura, un passaggio avvenuto in seguito agli ostacoli che ha dovuto superare e che lo hanno portato ad affrontare artisticamente un tema ricorrente, quello del viaggio, simbolicamente rappresentato dalle valigie in terracotta.
Chi vive il calvario della malattia, chi ne sperimenta la solitudine, chi prova la sofferenza per il tempo trascorso ad attendere la donazione di un organo, entrando e uscendo dagli ospedali, sa quanto siano difficili quei momenti.
 
Le affascinanti sculture di Roberto Lorenzini sembrano rinviare all’esperienza vissuta, una vita sospesa fatta di attese, di valigie sempre pronte da fare e disfare, ma anche di persone importanti che danno un senso alla propria vita, come la moglie Barbara (che gli è sempre rimasta vicino e alla quale è dedicata una parte della sua produzione artistica); sono valigie, libri, corpi sinuosi di donna e altri oggetti come cassetti, diari da riscrivere, figure maschili spesso con la valigia in mano.
Osservandole si ha la sensazione di avvertire la sensibilità profonda di chi le ha create, sono ricche di spiritualità, ognuna dà l’impressione di emanare una grande forza. La valigia è l’oggetto più rappresentato dall’artista, elemento presente in molte opere, questa custodia rigida dentro cui poter riporre gli effetti personali, le proprie certezze.
 

 
Ciascuno di noi ha una valigia dentro la quale può mentalmente depositare le proprie gioie ma anche i propri dolori, le giornate di sole e di pioggia, tutto ciò che viene racchiuso in quello spazio ci ha portato ad essere quello che siamo, piccoli uomini con un grande bagaglio colmo di emozioni vissute, di aspettative disattese, di dispiaceri ma anche di piccole e grandi soddisfazioni, di attimi di felicità condivisa.
Questo contenitore, emblema del viaggio, ha una simbologia potente, rappresenta la partenza ma anche l’arrivo, l’inizio di una nuova esperienza oppure un ritorno, comunque sempre rinvia a un cambiamento.
 
Le valigie sono oggetti più o meno ingombranti, proteggono ciò che riteniamo indispensabile, richiamano l’idea della partenza e dell’arrivo, ci ricordano quanto la vita stessa sia un grande viaggio, sembrano anche raccontare quanto sia prezioso custodire i propri ricordi non solo dei momenti piacevoli ma anche di quelli più difficili e tristi, in modo da poterli trasformare in qualcosa di positivo.
Ogni valigia è una speranza, una luce oltre il buio.
Alle volte sono socchiuse, non ci consentono di vedere ciò che possiamo però sentire, sono spazi della speranza che alberga nel cuore a nostra insaputa e che ci dona la forza di affrontare dopo la notte più buia la luce abbagliante di un nuovo giorno. Anche a queste riflessioni sembrano rinviare le sculture di Lorenzini.

Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it


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