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Claudio Cavalieri, Dialogo con la natura – Di Daniela Larentis

L’antologica dell’artista trentino è visitabile allo Spazio FoyEr di via Galilei fino al 21 novembre 2019 – L’intervista

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Allo Spazio FoyEr di via Galilei a Trento è in corso «Dialogo con la natura», l’antologica del pittore e scultore trentino Claudio Cavalieri.
Inaugurata lo scorso 8 novembre innanzi a un folto pubblico sarà visitabile fino al 21 novembre 2019 nei seguenti orari di apertura: lu-ven 10-12|16-19, sabato e domenica chiuso.
L’esposizione è un’anticipazione della mostra che verrà organizzata il prossimo anno per celebrare i 50 anni di attività espositiva dell’artista e riguarda opere di piccole dimensioni ispirate in gran parte alla natura.
L’albero, in particolare, è un tema ricorrente nei lavori artistici di Claudio Cavalieri; lui ama girovagare nei boschi, l’ambiente naturale che meglio illumina la sua capacità creativa.
Nella sua arte utilizza piccoli pezzetti di legno, elementi naturali di scarto che lui stesso raccoglie trasformandoli in sculture, in opere tridimensionali ricche di poesia e colore.
 

Claudio Cavalieri, Memoria-Paesaggio (1992).

Sottolinea Roberta Fiorini nel suo intervento critico: «Nel suo lungo percorso espressivo, da sempre incline alla sintesi e all’astrazione, permane quale imprescindibile referente il suo legame con la natura, nella scelta dei materiali, il legno, nella cromatica, più spesso registrata su giallo, verde, e poi blu, e nelle tematiche, soprattutto nella figura simbolica ed emblematica dell’albero, che diviene inesauribile sorgente di ispirazione; infatti l’artista ne indaga le possibilità di scomposizione, e poi di ricomposizione, di forme.
«Così le recentissime creazioni di piccolo formato, come scatole magiche, si aprono ad accogliere frammenti di memoria naturalistica fin quasi a comporre un ideale bosco fantastico.»
 

Claudio Cavalieri, Natura (2008).

Alcune note biografiche prima di passare all’intervista.
Claudio Cavalieri nasce a Trento nel 1950, città dove vive e lavora. Consegue la maturità all’Istituto d’Arte di Trento, insegna per 35 anni Educazione Artistica iniziando a esporre dal 1970 quando ancora è studente.
Da metà degli anni Ottanta la sua attività artistica si intensifica, esponendo anche fuori provincia. Conta al suo attivo 30 personali e più di trecento esposizioni in varie città italiane (Trento, Bolzano, Torino, Verona, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Udine, Padova, Ferrara e molte altre).
Espone anche all’estero, in Germania in diverse città (a Berlino, Stoccarda, Wuppertal tanto per citarne alcune), in Austria (a Vienna), in Romania, in Polonia, in Ungheria, in Bulgaria, in Svezia e anche oltreoceano, in Brasile.
 

Claudio Cavalieri, Paesaggio (1975).

La sua è un’arte molto materica, dagli anni Novanta le sue opere diventano tridimensionali, Cavalieri si dedica anche alla scultura e alle istallazioni, dal 2000 aggiunge tecniche decorative utilizzate negli anni Cinquanta-Sessanta, prediligendo le tinte pastello, le gradazioni sul blu e gli azzurri oltre ai gialli.
Animatore culturale, ha coordinato nel tempo numerose iniziative, ha fatto parte di diverse associazioni artistiche trentine, fra le quali ricordiamo «Arte Europa 92» (dal 1992 fino al 2003); è stato direttore artistico nel 2003 dell’Expo «SconfinArt» a Trento-Fiere, dal giugno 2009 al 2011 coordinatore artistico del Centro Culturale Casa Tani di Rovereto, Trento; dal 2012 al 2014 coordinatore di «SpazioEventArt - Arte a 360°» di Pergine Valsugana, Trento.
Ha organizzato la settimana del Contemporaneo AMACI nel triennio 2012-2014 a Trento, Rovereto e Pergine. Da qualche mese conduce la trasmissione Incontro con gli artisti trentini su Radio Music Trento.
 
Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo all’inaugurazione e di porgergli alcune domande.
 

 
Quando è nata la passione per il disegno e la pittura?
«Fin da bambino mi piaceva moltissimo disegnare. Più avanti si è fatto strada in me il desiderio di assecondare questa mia grande passione, di imparare le tecniche, di potermi dedicare allo studio della composizione e della storia dell’arte, ho deciso così di iscrivermi all’Istituto d’Arte dove ho approfondito questi e altri aspetti.
«Ho avuto la fortuna di avere eccellenti insegnanti come Bruno Degasperi, Ivo Fruet e il prof. Vittorini, imparando il linguaggio materico della pittura.»
 
Quali sono i soggetti da cui trae maggior ispirazione?
«Traggo grande ispirazione dalla natura nel suo complesso fin dalla metà degli anni Ottanta, in particolare dall’ambiente alpino, quindi dai boschi, dalle montagne, dalla bellezza del nostro territorio. Per quanto riguarda l’elemento albero, ne utilizzo spesso delle parti di scarto nella realizzazione delle mie opere, raccogliendo ramoscelli e pezzi di legno di varie dimensioni che poi assemblo.»
 

Claudio Cavalieri, Paesaggio ricordo (2003).

Secondo lei quale dovrebbe essere la funzione principale dell’arte contemporanea?
«Principalmente quella di educare. Educare per esempio al rispetto dell’ambiente, alla bellezza della natura.»
 
Che tecniche utilizza nella realizzazione delle sue opere?
«Io utilizzo il legno, dipingendolo con colori acrilici. Io sono nato pittore, sono diventato scultore in un secondo momento, le mie opere sono infatti degli assemblaggi di elementi diversi.
«Utilizzo un acrilico per lo più industriale, i colori preferisco crearli io, ho imparato da mio suocero, decoratore e imbianchino, a mescolarli creando tonalità particolari.»
 

 
Ci sono artisti che hanno influenzato il suo lavoro o che le piacciono particolarmente?
«Sicuramente Burri, rimango sempre sbalordito innanzi alle sue opere, all’aspetto materico della sua arte…»
 
Fra le opere realizzate in questi lunghi anni c’è qualche lavoro a cui è più affezionato?
«Mi capita, ogni tanto, di non riuscire a separarmi da qualche opera dopo averla ultimata, sono lavori artistici con i quali si viene a creare una sorta di legame spirituale.
«È accaduto per esempio con una delle opere esposte intitolata Tre cime realizzata quest’anno.»
 

 
Rispondendo in maniera molto sintetica, che messaggio vuole trasmettere attraverso la sua arte?
«Vorrei che le mie opere potessero trasmettere valori legati al territorio, come la bellezza delle nostre montagne, il rispetto per l’ambiente, il rapporto con la natura.
«Siamo immersi in un contesto meraviglioso spesso senza rendercene conto, dovremmo avere tutti il desiderio di conservare la bellezza che ci circonda.»
 
Progetti futuri?
«Questa è un’esposizione di opere di piccole dimensioni che anticipa, in parte, la mostra monografica che si terrà il prossimo anno per celebrare i 50 anni di attività espositiva.»

Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it

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