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Quarta generazione di un’azienda artigiana di calzature

Una tradizione che con passione guarda al futuro, nel segno della qualità – Di Daniele Maurizio Bornancin

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Un vecchio catalogo dell'azienda Dallapè Calzature.

Oggi ci si appresta a conoscere un’azienda artigiana di lunga data, che opera nel settore della produzione e vendita di calzature.
Si tratta della «Dallapè Calzature» di Stravino, frazione di Cavedine. La realtà di una famiglia nell’azienda e di un’azienda nella famiglia, con profonde radici nella Valle dei Laghi, territorio incantevole con paesaggi incontaminati, di tradizione contadina, ma nello stesso tempo moderno, in questo lembo del Trentino, che da un lato porta al Lago di Garda e dall’altro alla zona di Campiglio e del bresciano.
Una storia, quella della famiglia Dallapè, che esiste da cento anni (1920-2020), attualmente rappresentata dalla terza e quarta generazione di gente impegnata e coraggiosa, appassionata del lavoro, che negli anni 30 ha avviato il commercio per corrispondenza anticipando così l’attuale sistema online.
Per avvicinarci al mondo dell’artigianato trentino e per conoscere meglio questa impresa familiare ho incontrato Giuliana, assieme ai cugini Nicoletta ed Ermanno (terza generazione) e alla figlia Beatrice (quarta discendenza).
Giuliana ha cominciato il nostro colloquio esponendo le caratteristiche dell’azienda, e raccontando le esperienze professionali vissute, la tradizione del settore calzaturiero non tanto presente nel panorama dell’artigianato trentino.
 

Nicoletta, Ermanno e Giuliana; davanti Beatrice.
 
Giuliana, mi descriva la realtà della vostra azienda e della produzione calzaturiera.
La nostra azienda nasce nel 1920 come piccola realtà artigianale quando i fratelli Giulio e Celeste, di famiglia contadina, proprietari di un piccolo appezzamento di terra, non sufficiente per sostenere tutti, trovandosi nella necessità di lavorare fuori dal contesto agricolo, iniziano quest’avventura che continua anche oggi.
Giulio, con la grande voglia d’imparare “un mestiere” inizia a fare l’apprendista da un calzolaio di Calavino, nello stesso tempo frequenta un corso di ortopedia a Trento, poi è affiancato dal fratello Celeste.
Diventati calzolai a tutti gli effetti, nel 1928 decidono di aprire una propria bottega a Stravino, dove oggi ha sede il laboratorio artigianale, il negozio e l’unità produttiva.
All’epoca eseguivano riparazioni di scarpe e scarponi e di seguito iniziarono la produzione di scarponi da montagna, tutti rigorosamente fatti a mano. Erano calzature comode, usate sia d’estate sia d’inverno.
 
Negli anni trenta un cappellano di Vigo Cavedine, che operava in Alto Adige tra i minatori abruzzesi, che avevano bisogno di scarponi per lavorare nelle miniere, li mise in contatto con la calzoleria Dallapè, che già produceva calzature su misura, così iniziò l’attività produttiva e commerciale.
Dopo la chiusura delle miniere gli stessi, tornati nelle loro terre, continuarono a ordinare gli scarponi.
Nel 1940 i nostri nonni idearono il primo catalogo con foto, prezzi e il modo per prendere le misure del piede. Sulla base delle richieste, i prodotti preparati erano spediti per corrispondenza in Abruzzo e in altre zone.
Negli anni cinquanta ai fratelli Giulio e Celeste, subentrano i figli Nerio e Giancarlo, (genitori di Giuliana, Nicoletta ed Ermanno terza generazione).
Questo sistema di vendita si espanse in molte zone d’Italia, una sorta d’innovazione per quei tempi, e permise un buon sviluppo aziendale. I prodotti fatti a regola d’arte e su misura cominciano ad essere richiesti e conosciuti in gran parte d’Italia, di conseguenza valutano di aprire un negozio a Vezzano e l’occupazione sale a circa 20 dipendenti.
 

Esposizione.

Che cosa può aggiungere sulle produzioni, sulle vendite, e della gestione aziendale?
«Allo stato attuale le vendite sono per corrispondenza e online o direttamente alle singole persone, non a negozianti o altri calzaturifici.
«Abbiamo un nostro sito web seguito da mia figlia Beatrice, che si occupa anche di promozione e sviluppo del prodotto e in parte dell’amministrazione.
«Oltre al negozio nella sede di Stravino abbiamo aperto un nuovo punto vendite a Ponte Arche, dei quali si occupa mia cugina Nicoletta.
«La produzione è seguita da mio cugino Ermanno, mentre suo figlio Massimo, che frequenta a Montebelluna una scuola di specializzazione nel campo della modellistica e design, si occupa dei nuovi prodotti, dei modelli, dei colori, e dei disegni, perché le nostre calzature sono da uomo, donna e ragazzo e per le nuove esigenze del mercato. Le materie prime sono tutte italiane, le pelli sono naturali e scelte con cura, il pellame selezionato è di alta qualità per rendere le scarpe comode e sicure.
«L’assortimento dei prodotti è stato ampliato negli ultimi anni nelle diverse tipologie, in base alle richieste della clientela. Sono stati inseriti nuovi ganci e vari colori della pelle, in particolare negli scarponi per la montagna e ad uso sportivo.
«Il nostro metodo di lavoro si basa sul fornire un servizio di progettazione personalizzata della calzatura, per creare un prodotto finito adatto a ogni tipo di piede e calzata. La scarpa deve essere adatta a chi lavora nei cantieri, così come per chi cammina nei boschi, chi pratica sport in montagna o passeggia in città. Le nostre creazioni sono tipicamente artigianali secondo la tradizione tipica dei nostri nonni e dei nostri genitori, che si caratterizzavano per la conoscenza della manualità. Per noi il benessere inizia dal piede e calzare una scarpa comoda è un passo avanti per migliorare la qualità della propria vita, questo è diventato la missione, del nostro quotidiano operare in azienda.
«Abbiamo sempre dato importanza al nostro territorio anche nello scegliere i nomi dei nostri prodotti. Infatti, nelle varietà del Trekking ci sono scarpe denominate: Pordoi, Adamello, Brenta, Campiglio, Marmolada, Bondone, Lagorai; negli scarponi tradizionali: Lagolo, Stelvio, Paganella, Ortles, negli scarponi da caccia: Viote; nelle scarpe da città: Rovereto e Bolzano.
«È una gestione prettamente familiare e noi tre cugini siamo intercambiabili; se necessita, ci si occupa sia dei settori produttivi che commerciali e amministrativi, oltre alle riparazioni.
«Noi tre soci e i due giovani della quarta generazione lavoriamo con entusiasmo, volontà e impegno per ottenere sempre risultati buoni per l’azienda e soprattutto per i clienti.
«Le lavorazioni si fanno ancora in parte a mano e in parte a macchina, con l’uso di strumenti moderni, in particolare per le cuciture.
«La crisi del 2008/2018, sia pure con molta difficoltà, è stata superata, la vendita online è aumentata ed anche i mercati sono ampliati, toccando varie regioni italiane come l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, regioni del Nord e dell’Italia centrale. Ultimamente abbiamo ordini dalla Francia, Germania Austria, Inghilterra, Repubblica Ceca, Brasile e Nuova Zelanda, Canada, Corea e dagli Stati Uniti.»
 

Un vecchio catalogo.
 
Qualche novità nel campo dell’informatica, della promozione e del social?
In questo caso interviene anche Beatrice, giovane figlia di Giuliana.
«Innanzitutto abbiamo ottenuto gli attestati di riconoscimento di professionalità artigiana e di bottega storica, che per noi sono un buon veicolo d’informazione, che caratterizza anche il sistema dell’artigianato trentino. Da qualche anno, anche con l’aiuto di una ditta specializzata, abbiamo inserito sistemi specifici nel mondo online.
«Dal 2007 è stato creato un sito web, costantemente aggiornato per facilitare l’acquisto.
«Dal 2013 esiste un account Instagram aziendale, dove sono pubblicate tutte le foto dei prodotti presenti nei negozi, per attirare gente nuova che solitamente è interessata a osservare pagine riguardanti scarpe e scarponi.
«Infine siamo presenti su Facebook, strumento molto utilizzato per aiutare i clienti a contattarci velocemente, conoscere chi siamo e porre domande attinenti all’assortimento dei prodotti raffigurati con foto di scarpe indossate per dimostrare la calzata e il modello.
«Questa è, di fatto, la nostra Dallapè Calzature snc. una sia pur piccola realtà che continua a crescere con successo e crede nell’innovazione e nel futuro.»
 
Una piccola impresa, che ha fatto negli anni dell’esperienza, della manualità e del seguire con cura e passione il cliente, non solo un principio, ma un modo di essere nel rispetto del solco tracciato dai fondatori.
Una storia che rappresenta un concreto esempio del Made in Trentino di qualità.
 
A cura di Bornancin Daniele Maurizio

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