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Da Mattarella indicazioni di unità e responsabilità – D. Bornancin

La Lectio degasperiana 2016 sarà ricordata, non solo per la presenza del Presidente della Repubblica a Pieve Tesino, ma soprattutto per la sua lezione politica

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Mattarella è giunto a Pieve Tesino, il paese di De Gasperi, per riconoscere il grande coraggio e la visione del futuro del leader politico trentino e italiano.
Il Presidente ha portato, non solo una sua visione politica dello statista trentino, ma nel suo discorso ha toccato i punti fondamentali del pensiero degasperiano, con precise citazioni ed esempi, oltre ad essere stata anche una occasione per parlare di Europa, per affermare come l'unità europea rimane oggi, come ieri, un'impresa difficile, dove si contrappongono spesso forti fattori ideali e politici, le stesse preoccupazioni che albergavano allora nel pensiero di De Esasperi.
Forte il richiamo all'Europa che non può basarsi sui sistemi bancari o commerciali, ma su uomini politici lungimiranti che riconoscono e agiscono per il bene comune, hanno determinato e determineranno l'Unione Europea.
Il Presidente ha evidenziato l'importanza dei settant'anni della Repubblica, le sue origini, l'identità italiana, l'unità del Paese.
 
Un intervento, quello di Mattarella, che ha collegato la figura e il pensiero di De Gasperi all'attualità, a quella visione della politica di apertura, di prospettiva futura.
Ha illustrato con passione e precisione l'importanza della Costituzione Italiana, da dove nasce e come nasce questo particolare e significativo manifesto, punto di riferimento di tutti gli italiani.
Toccante, poi quel riferimento all'avvio della Repubblica, dove lo statista trentino aveva usato quel profondo concetto di «una Repubblica di tutti» che non può dissociarsi dall'espressione del «fare politica non al servizio di se stessi».
Anche la lettura dell'Autonomia delle Regioni Speciali, che va interpretata in modo propositivo, nello spirito dell'unità nazionale e non solo per quanto riguarda gli interessi materiali, finanziari o territoriali rimane sicuramente un messaggio, ma anche il criterio fondamentale per la costruzione di un nuovo autogoverno basato sull'innovazione politica, su un supplemento di responsabilità, su una forma «dialogata» con le Istituzioni sovraordinate.
 
Il Capo dello Stato, nel ripercorrere le scelte coraggiose e lungimiranti della politica degasperiana, ha evidenziato che l'autonomia del Trentino e dell'Alto Adige, non è un privilegio, ma può diventare esempio anche per le altre Regioni, non può essere nemmeno considerata come una repubblichetta che tende a non contribuire all'unità nazionale. In questo caso, ha spiegato perché anche il Trentino oltre all'Alto Adige, grazie a De Gasperi, ha ottenuto l'autonomia speciale.
Infatti, la conquista dei diritti delle minoranze tedesche e il loro rispetto, venne favorito dalla condivisione del Trentino che aveva toccato con mano disagi, guerre, difficoltà, miseria, in particolare negli anni dell'impero astro ungarico. ottenere
Il messaggio chiaro è stato quello della necessità di maggior attenzione e rigore da parte degli amministratori delle Regioni speciali e delle Province autonome, proprio per continuare a meritare questa autonomia, una sorta di garanzia per le autonomie e anche per quella trentina.
 
Eccessiva, quindi, la richiesta di alcuni dirigenti del Partito Autonomista Trentino, che dimostrando la consueta diffidenza verso la politica romana, insistono nel chiedere la sottoscrizione con il governo italiano di un accordo particolare per la salvaguardia dell'autonomia speciale, già prevista dalla Costituzione, mettendo in discussione l'intera riforma costituzionale in corso e il previsto referendum.
È ben vero che chi chiede questa firma sostiene che tale richiesta non corrisponde ad un «ricatto», ma di fatto rappresenta tutte le caratteristiche e le sembianze di un «ricatto».
Ma giova anche ricordare che la riforma in essere prevede per la prima volta l'inserimento nelle modiche alla Costituzione della procedura dell'intesa tra Stato e Regioni e Province autonome.
Una sorta di condivisione e collaborazione anche per la realizzazione di nuove disposizioni legislative tra le Autonomie Speciali e il Governo.
 
Non possiamo nemmeno dimenticare che è stato costituito un tavolo tecnico o meglio un coordinamento delle Assemblee delle Regioni Speciali e le province Autonome, dove sono state definite le procedure di revisione dei rispettivi Statuti, conseguenti all'eventuale conferma referendaria della riforma costituzionale.
Queste procedure prevedono che la riforma costituzionale referendaria venga disciplinata compiutamente dalla norma transitoria e specificamente, con la previsione dell'intesa da definirsi con le modalità consuete di tale procedimento e cioè con una proposta legislativa del Consiglio Regionale e con mandato al Presidente della Regione per firmare l'accordo con il Governo e di seguito l'invio alle due Camere.
Vi è invece da accelerare la definizione dell'intesa a regime, per assicurare un rapporto paritario tra le Assemblee legislative nazionali e quelle Regionali per le modifiche degli statuti di Autonomia, proprio a garanzia del processo collaborativo sancito dalla Costituzione italiana.
 
Inoltre, fondamentale il trattamento particolare riservato dalla riforma alle Regioni a Statuto Speciale e alle Province Autonome, costituito dalla cosiddetta «clausola di salvaguardia», che esclude le Regioni e Province Autonome dall'immediata applicazione delle nuove norme di modica del Titolo V della Costituzione.
Infatti l'applicazione di tali nuove disposizioni per le Regioni e Province Autonome, può avvenire solo dopo l'approvazione delle modifiche dei rispettivi Statuti, con una forma d'intesa tra Stato e Regioni.
Importante che nel nostro caso, le Province di Bolzano e Trento, costruiscano e condividano un Terzo Statuto, con forme di revisione aperta e dialogata con le comunità, in un'ottica di compartecipazione a quella che sarà l'Autonomia, innovativa, moderna, solidale, ossia l'Autonomia del domani.
Uno Statuto per la comunità e con la comunità, questa è oggi la sfida per il Trentino delle Istituzioni.
Una grande responsabilità, ma anche una precisa risposta ai giovani trentini che hanno ancora speranza nel futuro, nel rispetto della lezione dell'incontro con il Capo dello Stato, in Valsugana.
 
Daniele Maurizio Bornancin

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