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Una Finanziaria tra rallentamenti e novità – Di M.D. Bornancin

Legge di bilancio dello Stato 2020-2022: incertezza e sogni per la popolazione italiana

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Con l’avvio del nuovo anno cercherò di fare una breve riflessione sulla manovra finanziaria, approvata di recente in via definitiva dal Parlamento italiano.
Una finanziaria blindata, che sarà interessata nel corso dei prossimi mesi da specifici decreti legge attuativi e regolamenti interpretativi e che ha avuto un iter difficile.
Per entrare nel merito di questa Legge non si possono tralasciare gli ultimi rapporti dell’ISTAT e del CENSIS, e nemmeno lo studio del BEN (Benessere Equo e Sostenibile) dell’ufficio statistico, che fotografano la fiducia e i malumori del Paese.
 
Questi documenti indicano una leggera fiducia nelle istituzioni e una piccola ripresa, ma i partiti hanno preso un voto che è del 3 meno, (gli italiani bocciano i partiti) così come il sistema giudiziario non arriva alla sufficienza.
Uno spaccato dello stato di salute della Nazione che non si basa solo sul PIL, che porta a una minimale crescita dell’ottimismo complessivo trainato dal Nord.
Nell’insieme però sono i giovani a risentirne - in particolare l’under 35 - cui mancano dimensioni del benessere, per mancanza di lavoro e in certe situazioni anche di salute.
 
Un quadro generale di cittadini sfiduciati, ansiosi, spesso individualisti, affezionati al cellulare e alle nuove tecnologie, in una realtà di eccezionale trasformazione dei fenomeni socio economici, che oramai nel nostro Paese dura da 10 anni e che segna anche ora un periodo di stagnazione.
Per il 69% degli italiani il futuro è incerto, per il 17,2% vi è un forte pessimismo, per il 13,8% un buon ottimismo.
Si nota una certa paura e molta preoccupazione in generale.
I consumi sono fermi al palo da 4 anni e nell’ultimo mese del 2019 si è riscontrata comunque una debole crescita per l’utilizzo della liquidità di una parte della tredicesima e per un minor risparmio nello stesso periodo.
 

 
I suggerimenti si possono riassumere nel favorire gli investimenti privati e pubblici, con aiuti e sgravi fiscali e nella riduzione della burocrazia.
Una percentuale di crescita è data dall’uso d’internet, pari nel 2019 al 31,9%, per l’effettuazione di acquisti online di prodotti vari.
Gli italiani sognano un miglioramento complessivo, con più spazio alla meritocrazia a chi è bravo, favorendo i più capaci e meritevoli, una maggior uguaglianza e distribuzione più equa delle risorse, una migliore protezione sociale per dare più sicurezza alle persone.
Inoltre il 73,9% della popolazione è favorevole alla tassa sui grandi patrimoni.
 
La popolazione è anche interessata a una serie di modifiche nei comportamenti delle famiglie, sia nella struttura dei consumi della spesa per qualità dei prodotti, che per i canali di distribuzione utilizzati, con l’intento di seguire i vantaggi in termini di prezzo e del mantenimento del tenore di vita.
Famiglie che comunque adottano forme anche innovative, di micro risparmi, che fa ben sperare sugli sviluppi a breve termine dell’economia interna.
Nel sociale vi è una preoccupante rappresentazione del calo delle nascite, dell’aumento della popolazione anziana e delle persone sole, senza nessun tipo di rete familiare.
Una fotografia questa complessa, in sintonia con una parte dei Paesi europei, dove gli interventi per la crescita e il miglioramento sociale sono in parte differenti.
 
Ma veniamo alla nuova finanziaria, che si colloca in questo quadro per così dire di ombre e di qualche modesto spiraglio di luce.
Cercherò ora di esaminare alcuni aspetti degli interventi in programma di questo documento di bilancio triennale.
Investimenti per la rigenerazione urbana, ossia sono assegnati ai comuni vari contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana per la diminuzione del degrado sociale e per i fenomeni di marginalizzazione. Inoltre, per il decoro della struttura sociale e ambientale è supportato nel limite complessivo di stanziamento di 150 milioni di euro per il 2021, 250 milioni per il 2022 e 550 milioni per il 2023 e 2024, e di 700 per gli anni dal 2025 al 2034. Purtroppo l’articolato non contempla l’avvio della conseguente procedura per l’anno 2020.
Per le spese sostenute nel 2020 e relative a interventi edilizi, incluse le manutenzioni ordinarie, anche per il restauro delle facciate degli edifici e delle abitazioni, la detrazione è fino al 90% dei costi sostenuti e dimostrati.
 

 
Un importante intervento è dato dalla definizione e completamento della Carta Geologica italiana, con sistema d’informatizzazione.
Progetto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, cui è assegnato un contributo di 15 milioni di euro per il triennio 2020/2022.
È istituito un Centro di studio e ricerca sui cambiamenti climatici, che tanto interessa le Regioni italiane, con sede a Venezia.
Una delle finalità del Centro studi, è di mettere in connessione il patrimonio e le esperienze maturate negli anni da soggetti privati e pubblici che si occupano di territorio, di clima e di sistemi meteo, e di definire strategie sull’adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare riguardo alla tutela dei territori e alla riduzione dei rischi idrogeologici.
 
Dal 2020 è tornato il bonus cultura per i diciottenni, spendibile per acquistare biglietti per la visita a musei, per rappresentazioni teatrali, musicali e cinematografiche, per abbonamenti anche in forma digitale di quotidiani, libri, prodotti dall’editoria audiovisiva, anche ai fini di migliorare la conoscenza della cultura dei giovani.
Un’altra novità è la detraibilità del 19% per un importo non superiore a 1.000 euro di spese sostenute, da contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36.000 euro, per lo studio e la pratica musicale di ragazzi tra i 15 e i 18 anni, presso conservatori di musica, bande, cori e scuole di musica riconosciute dalle amministrazioni locali.
Per il progetto Industria 4.0 sono prorogati a tutto il 2020 il superammortamento e il credito d’imposta per le imprese, per progetti ambientali ed è creato un nuovo credito d’imposta per le spese sostenute in beni strumentali nuovi, in ricerca e sviluppo, in innovazione tecnologica, in nuove attività innovative a supporto della competitività delle imprese.
 
Per quanto attiene al sistema forfettario è soppressa l’imposta sostitutiva al 20% per i contribuenti con ricavi tra i 65.000 e i 100.000 euro.
Di fatto, la mancata proroga della cedolare secca, che limitava al 21% l’aggravio fiscale per le locazioni di spazi commerciali non superiori a 600 metri quadri, soprattutto negozi, mette in difficoltà i piccoli commercianti e farà ampliare il patrimonio dei locali sfitti, in particolare nelle città.
Con la cedolare secca, i negozianti potevano prevedere conti stabili e ridotti, rispetto al regime ordinario e il proprietario poteva contare su un prelievo fiscale fisso e moderato.
Tutto questo può ridurre la diversificazione dell’offerta commerciale e la presenza preziosa dei piccoli negozi, sia in città, sia nelle periferie.
Non si dimentichi ad esempio che nel territorio trentino vi è un incremento di aperture di bar, pizzerie e ristoranti a discapito di chiusure di altri tipi di negozi.
C’è anche l’introduzione, come condizione per l’accesso al regime forfettario al 15% del limite delle spese sostenute per il personale, con l’esclusione per i redditi di lavoro dipendente superiori ai 30.000 euro.
È stato inserito per le imprese una forma di premio per l’uso della fatturazione elettronica.
 

 
Si riduce il cuneo fiscale dall’anno in corso, a carico dei lavoratori dipendenti, con la riforma IRPEF.
Allo scopo è istituito un fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti, che ha una dotazione di 3 miliardi di euro per il 2020 e di 5 miliardi per ogni anno dal 2021.
Per le politiche sociali sono stanziate risorse per le persone diversamente abili, per l’assistenza e per le esigenze di mobilità.
Dal luglio 2020 ci sarà un aumento in busta paga, per i lavoratori pari a 15 euro mensili per chi ha già beneficiato del bonus di 80 euro e ha un reddito tra gli 8 mila e i 24 mila euro/anno; 33 euro al mese per chi ha un bonus parziale tra i 24 e i 26.600 euro/anno; 95 euro al mese per chi non prende il bonus e ha un reddito tra i 26.600 e i 35 mila euro/anno.
 
La tassa sullo zucchero sarà introdotta dall’1 ottobre 2020 (salvo proroghe) solo sulle bevande zuccherate, con un costo di 10 euro ogni 100 litri.
Dal primo settembre 2020, è abolita la quota di compartecipazione al costo in misura fissa per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, il c.d. superticket.
Sono previsti in via generale anche dei rincari chiamati «tasse etiche» ossia sui giochi d’azzardo, compresi i giochi slot con macchine elettroniche e di altre nuove tecnologie.
I previsti aumenti dell’IVA su beni e servizi e su prodotti anche di prima necessità sono sospesi, con una prevista rimodulazione dell’IVA e accorpamento delle percentuali, da metà anno.
 
Una buona notizia è che le bollette della luce dal 2020 saranno meno care con un annunciato calo del 5,4%, ma nello stesso tempo è in essere un incremento, sia pure minimale, pari allo 0,8% del costo del metano per uso domestico.
Questi interventi dovrebbero portare a un risparmio annuale per famiglia di circa 125 euro.
In conclusione, con questa esposizione, non intendo dare pagelle al governo che ha predisposto la finanziaria, ma ho cercato di raffigurare, in parte, la realtà di questi complicati documenti finanziari che regolano la vita del nostro Paese.
 

 
Una finanziaria quella affrontata, mentre l’Italia è in bilico tra ripresa e recessione, in un quadro sostanzialmente di stagnazione dell’economia e dove i consumi delle famiglie stanno andando pericolosamente verso la crescita zero.
Da prendere in considerazione allo scopo, che nonostante l’introduzione del reddito di cittadinanza c’è stato un minor apporto dei consumi delle famiglie, anche perché le domande pervenute sono state molto inferiori alle attese e con la previsione di un altro calo.
 
Una situazione che indica qualche novità, ma che attraverso gli strumenti del rinvio rallenta la crescita economica delle varie zone del territorio, delle comunità, e fa crescere forti preoccupazioni, sia nelle famiglie, sia nelle imprese.
Certo i cittadini, i piccoli risparmiatori, i lavoratori, le piccole imprese, ossia l’ossatura della nostra nazione, sicuramente si aspettavano qualche cosa in più dalla nuova squadra giallo – rossa, che fatica a far prevalere una fase di stabilità politica e amministrativa, tale da portare l’economia fuori dalle secche dell’immobilismo complessivo.
Il nuovo obiettivo deve essere quello della ricostruzione della fiducia da parte dei cittadini e delle comunità verso le Istituzioni che guidano il Paese, fattore questo cruciale per favorire le condizioni di una crescita reale.
 
La mia sensazione è che è necessario affrontare con impegno e realismo alcune azioni tipo: il sostegno agli investimenti privati, lo sblocco degli investimenti pubblici, la riforma fiscale nella direzione di un alleggerimento del carico fiscale in materia di lavoro, per favorire l’offerta di nuove occupazioni e di consumi, riducendo altresì il costo del lavoro, per aumentare la competitività e la domanda di impiego.
Tutto questo deve essere attuato solo attraverso un costante dialogo e confronto con le categorie economiche, i sindacati e le altre realtà che hanno a cuore il futuro della nostra Italia.

A cura di Bornancin Daniele Maurizio

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