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Pinot nero: alla scoperta del vino nobile dell’Alto Adige

Un'uva che proviene dalla Borgona, non a caso in tedesco si dice «Blauburgunder»

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Tra le tante eccellenze italiane conosciute e apprezzate in tutto il mondo, il vino è sicuramente una tra le più importanti.
Nel nostro paese, d’altronde, ce ne sono sicuramente per tutti i gusti: da quelli più semplici e genuini, ottimi per ogni occasione, a quelli più sofisticati e ricercati.
Tra questi ultimi, in particolare, il Pinot nero che viene prodotto nella nostra regione è un vino decisamente unico nel suo genere: etichettato come «nobile» grazie al suo vitigno unico e alle sue uve dalle caratteristiche inconfondibili, ma che comunque, essendo disponibile anche in una vinoteca come quella di Aldi, rimane in ogni caso alla portata anche del grande pubblico.
Vediamo quindi quali sono le caratteristiche che lo rendono così speciale e i metodi migliori per abbinarlo in cucina.

 Le origini del Pinot nero 
Le origini del Pinot nero sono in realtà francesi, dato che il suo vitigno originario è ben coltivato in Borgogna: su come sia dunque arrivato in territorio alto atesino, dunque, non ci sono notizie precise. Di certo però in Alto Adige si dice Blauburgunder, Borgogna blu, pinot nero.
Questo ceppo, in ogni caso, ha fatto da portainnesto a parecchie piante di ottima resa come il Chardonnay, il Pinot Gris e il Blanc, ed è infatti oggi è presente in tutta la Cote-d’Or francese.
Proprio a partire da questi territori, il Pinot nero si è radicato anche in molte regioni del nord Italia e particolarmente in zone fresche come quelle dell’Alto Adige sull’altipiano di Mazzon e a Glen, dove, tra tantissime cantine grandi e piccole si riesce a produrre un’uva eccellente per un vino che raramente delude per corposità e bouquet.
D’altronde, solo zone come quelle che caratterizzano l’Alto Adige possono essere paragonabili a quelle presenti in Borgogna.
 
 Caratteristiche del Pinot nero 
Come non condividere l’opinione di Donato Lanati, enologo e viticultore, quando afferma che «la qualità di un buon Pinot nero consiste nei tannini e nei profumi… e ciò che rende i migliori Pinot neri dei vini inimitabili sono la finezza dei profumi di cassis e lampone, e l’eleganza dei tannini».
Il Pinot nero, infatti, viene riconosciuto anche da chi non è un appassionato per il suo caratteristico sapore fruttato, che possiede, di base, gli aromi classici dei frutti di bosco, per poi andare verso essenze floreali decise, come la rosa o la viola di campo, e invecchiare con il profumo forte del cuoio e del tabacco.
Questo, quando non viene aromatizzato dal finocchino selvatico o dal più nobile e terroso tartufo.
 
 Con quali cibi si abbina il Pinot nero 
Grazie ai suoi aromi nitidi il Pinot nero è un vino che si abbina molto bene con i cibi speziati, come quelli della cucina tradizionale cinese e indiana, e le carni dal sapore forte, come l’agnello, e i funghi.
Ma può essere abbinato anche a portate molto particolari, come il filetto di cervo ai mirtilli o il gulasch con polenta, entrambi due sapori molto decisi, così come a gusti semplici quali speck, formaggio e sottaceti da assaporare con un buon bicchiere nel corso di un picnic.
Da non sottovalutare nemmeno, come si è visto, un suo abbinamento con piatti insaporiti dal classico curry indiano e con le carni bianche.
Questo particolare vino, in ogni caso, si può però rivelare anche un ottimo aiutante in cucina, dato che riesce a risaltare il gusto del tonno e degli aromi saltati in padella.
Basta un cucchiaio a fine cottura, o un buon bicchiere se il tegame è generoso, a coperchio chiuso e fiamma sparata per qualche secondo, prima di spegnere e lasciar condensare.
Nobile eppure ricco di possibili abbinamenti, dai più ricercati ai più semplici: il Pinot nero è un vino che sa come rispecchiare lo spirito di un territorio.

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