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Altro trionfo dell’Italia agli Europei di Roma

Stravince la staffetta di Melluzzo, Jacobs, Patta, Tortu. Argento Iapichino nel lungo.. Bronzo anche alla 4x400 di Sito, Aceti, Meli e Scotti e Arese nei 1.500

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Foto Fidal.

Dominio assoluto dell’Italia agli Europei di Roma con 24 medaglie: 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi al termine di sei giornate leggendarie.
Per la prima volta in ventisei edizioni, al 1934 a oggi, gli azzurri festeggiano il primo posto nel medagliere: finora erano stati al massimo quarti nel 1978 a Praga e nel 1990 a Spalato.
Doppiato il precedente record di medaglie che risaliva proprio a Spalato con dodici podi e cinque ori. Italia in vetta anche nella classifica a punti, a quota 232, mentre il miglior piazzamento era il terzo posto di due anni fa a Monaco di Baviera.
Battuto anche il record di finalisti: a Roma sono 45. Una rassegna continentale che riscrive la storia dell’atletica italiana e si chiude con altre quattro medaglie.
 
Trionfa la 4x100 di Matteo Melluzzo, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu in 37.82, padrona della finale con un abissale vantaggio su Olanda (38.46) e Germania (38.52), il maggior distacco di sempre agli Europei.
Dopo l’oro olimpico di tre anni fa e l’argento mondiale della scorsa stagione, è il primo titolo europeo della storia per il quartetto veloce degli azzurri.
Conquista l’argento Larissa Iapichino all’ultimo salto di una sfida appassionante nel lungo con 6,94 (+0.1) a un solo centimetro dal record personale e a tre dal suo primato indoor.
Straordinaria prova di carattere della ventunenne fiorentina, ancora sul podio dopo l’argento dell’anno scorso agli Europei indoor, con una serie in crescendo e di grande spessore: 6,82-6,84-N-6,86-6,90-6,94.
 
Nella gara vinta dalla formidabile tedesca Malaika Mihambo a 7,22 (+1.4), migliore prestazione mondiale dell’anno, l’azzurra sorpassa nel turno conclusivo la portoghese Agate de Sousa, bronzo con 6,91, e la tedesca Mikaelle Assani, quarta con la stessa misura.
Argento per la staffetta 4x400 maschile con Luca Sito, Vladimir Aceti, Riccardo Meli, Edoardo Scotti in 3:00.81 alle spalle del Belgio (2:59.84) e resistendo al rientro della Germania (3:00.82) che viene preceduta al fotofinish.
 
Esaltante la gara degli azzurri, dal neoprimatista italiano Sito alla seconda frazione di Aceti che passa al comando, da Meli che sostituisce Alessandro Sibilio costretto al forfait per crampi in riscaldamento fino a Scotti, autore di un clamoroso parziale di 44.46 lanciato.
Splendido bronzo di Pietro Arese nei 1500 metri, guadagnato con una palpitante volata in 3:33.34 dal torinese dopo il quarto posto di due anni fa, mentre si conferma il fenomeno norvegese Jakob Ingebrigtsen (3:31.95).
È quarta con il nuovo record italiano la 4x400 donne di Ilaria Accame, Giancarla Trevisan, Anna Polinari, Alice Mangione in 3:23.40, quasi mezzo secondo in meno rispetto al 3:23.86 dell’anno scorso in batteria ai Mondiali di Budapest.
Spettacolare la finale dell’asta: il fuoriclasse svedese Armand ‘Mondo’ Duplantis è oro con 6,10 mancando poi di un soffio il record mondiale a 6,25.

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