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Europei 2020 a Trento: la città dello sport si mette in bici

Presentati a Milano i Campionati Europei di ciclismo su strada (9-13 settembre) che completeranno la stagione insieme alle Olimpiadi e ai Campionati del Mondo

Consacratasi città dello sport per eccellenza dopo lo straordinario successo riscosso lo scorso autunno dal Festival dello Sport (che tornerà con la seconda edizione dal 10 al 13 ottobre prossimi), Trento allarga ulteriormente i suoi confini.
Capoluogo e simbolo di una provincia che richiama ogni anno – tra stagione estiva e invernale – quattro milioni e mezzo di visitatori (dati 2018) da tutto il mondo, polo universitario di eccellenza e dunque naturalmente vicina ai giovani ed alle loro passioni, Trento lancia un’altra sfida di alto profilo ospitando i Campionati Europei di Ciclismo su Strada in programma dal 9 al 13 settembre 2020.
Con congruo anticipo, l’organizzazione capitanata dall’APT Trento Monte Bondone Valle dei Laghi, in stretta collaborazione con la Provincia di Trento, il Comune di Trento e Trentino Marketing, ha presentato quest’oggi presso la Sala Buzzati a Milano il logo ufficiale ed i percorsi sui quali in cinque giorni verranno assegnati 13 titoli continentali (sei per parte tra uomini e donne, oltre alla gara a squadre), l’ultimo dei quali sarà quello della prova in linea élite uomini.
 
SCELTA STRATEGICA IN UNA STAGIONE DA CAPOGIRO
A cavallo tra l’appuntamento olimpico di Tokyo e quello iridato in Svizzera (nel Cantone del Vaude), i Campionati Europei 2020 ospitati per la quarta volta dall’Italia (Bergamo 2002, Verbania 2008 e Offida 2011 i precedenti) vanno a collocarsi dunque in una stagione particolare ed estremamente impegnativa.
Proprio da qui discende la necessità di anticipare la conoscenza dei percorsi, dando così ai maggiori protagonisti del ciclismo mondiale la possibilità di scegliere con ponderazione i traguardi a loro più congeniali.
Assodato che sia la prova olimpica che quella mondiale verranno disputate su percorsi molto selettivi, la scelta di «Trentino 2020» è stata di disegnare tracciati impegnativi ma con un tasso di difficoltà decisamente minore, dunque perfetti per stimolare gli appetiti di ruote veloci.
Non semplici sprinter, ma campioni dotati di un ottimo spunto in velocità ed in grado di ben difendersi su qualsiasi tracciato.
 
IL TITOLO EUROPEO RICHIAMA I CAMPIONI VERI
Il campionato europeo su strada, la cui prima edizione risale a 25 anni fa (1995), è d’altro canto un appuntamento che ha acquisito una grande rilevanza negli anni recenti, anche grazie al ruolo sempre più importante assunto dalla UEC (Union Européenne de Cyclisme) nel valorizzare la tradizione del vecchio continente, culla del ciclismo e della sua storia - rispetto all’avanzata continua di realtà con minore tradizione ma con forti potenzialità e notevoli mezzi economici.
A conferma dell’accresciuto valore del titolo europeo e della maglia che i vincitori indossano per un’intera stagione – come quella arcobaleno che identifica il campione del mondo – basta scorrere i risultati delle ultime tre edizioni della prova in linea élite.
Nel 2016 in Francia primo Peter Sagan, secondo Julian Alaphilippe; nel 2017 in Danimarca vittoria di Alexander Kristoff sul nostro Elia Viviani; nel 2018 a Glasgow infine il trionfo di Matteo Trentin davanti a Mathieu Van der Poel, con quest’ultimo annunciato quale principale favorito nell’edizione 2019 che correrà sulle strade amiche, ad Alkmaar (Olanda) all’inizio di agosto.
 
TRENTIN E PATERNOSTER APRIPISTA DELLE AMBIZIONI ITALIANE
Tutti i più bei nomi del ciclismo internazionale del presente e del futuro, dunque, guardano al Campionato Europeo come ad un obbiettivo primario della stagione ed il fatto che il campione in carica dei professionisti sia proprio un atleta di casa, Matteo Trentin, rende ancora più densa di significati l’attesa dell’evento 2020, considerando quello che il Trentino ha rappresentato, oggi come ieri, per il ciclismo italiano.
Campioni come Moser, Fondriest, Simoni hanno lasciato un’eredità importante di cui oggi sono brillanti interpreti, oltre allo stesso Trentin, i vari Gianni Moscon, Daniel Oss, Cesare Benedetti, Nicola Conci, oltre alla bellissima Letizia Paternoster, reginetta del ciclismo femminile e già idolo del pubblico giovanile.
Con circa 3000 tesserati e un centinaio di Società affiliate, in una provincia che supera di poco il mezzo milione di abitanti, il Trentino è considerato attualmente la realtà più fertile e vivace del ciclismo nazionale, considerando la qualità e la quantità dei talenti che continua a produrre.
 
STORIA, CULTURA, NATURA, INNOVAZIONE: UN EVENTO PER TUTTI
«2020 UEC Road European Championships – Trentino 2020» è la denominazione ufficiale dell’evento a cui il prossimo anno Trento regalerà lo scenario mozzafiato di Piazza Duomo, già teatro di grandi eventi ciclistici come l’annuale appuntamento de «La Leggendaria Charly Gaul – UCI Granfondo World Series», il Campionato del Mondo Cicloamatori e Master UWCT nel 2013, la tappa finale del Tour of the Alps 2017 che consacrò Geraint Thomas, vincitore del Tour de France un anno più tardi e la partenza della crono del Giro d’Italia 2018.
I percorsi delle varie prove – a cronometro e in linea per le categorie élite, under 23 e juniores sia uomini che donne, più la team relay – interesseranno luoghi particolari e significativi della città di Trento, della Valle dei Laghi e del Monte Bondone, esaltando la cultura (Castello del Buonconsiglio e i tanti luoghi d’interesse storico- culturale), la natura (i laghi di Toblino, Cavedine e gli altri specchi d’acqua della valle, le pendici occidentali del Monte Bondone tra boschi e riserve naturali) e i poli simbolo della ricerca e dell’innovazione (il quartiere Le Albere, il MUSE – Museo delle Scienze, la Fondazione Bruno Kessler a Povo e la Facoltà di Ingegneria a Mesiano).
 
GARE PIÙ BREVI, SPETTACOLO TV SU SCALA MONDIALE
Tutte le gare avranno partenza e arrivo in Piazza Duomo, con la sola eccezione delle prove a cronometro che prenderanno il via dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento.
La scelta dettata dalla UEC è favorevole a tracciati di distanza contenuta, e così sarà anche per la prova regina che si svilupperà su una distanza di circa 180 km con un tratto in linea di poco superiore ai 70 km (non privo di qualche asperità, tra cui Passo San Udalrico e Bondone salendo da Vigolo Baselga) prima di entrare nel circuito finale da ripetere 7 volte il cui unico dislivello è rappresentato dalla salita di Povo.
L’Europeo promette un impatto importante considerando che coinvolge quasi 50 Paesi con un totale di 800 atleti e 450 membri dello staff.
Dal punto di vista mediatico, oltre ad una massiccia presenza della stampa internazionale, l’Eurovisione produrrà tutto l’evento in diretta trasmettendo le prime tre giornate in streaming e le ultime due in TV, con la copertura di Eurosport e di almeno 7 TV nazionali (tra cui Raisport) che garantiranno la visibilità in oltre 60 Paesi europei, senza dimenticare la copertura di Eurosport Asia.

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