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In sella dalla Mongolia a Fieracavalli di Verona

Il lungo viaggio della scrittrice Paola Giacomini sulla Via della seta

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Dalla Mongolia alla Polonia, lungo la via della seta, fino a Fieracavalli. Tra gli ospiti chiamati a testimoniare la propria esperienza del «viaggio che cambia», la scrittrice, guida e cavallerizza torinese Paola Giacomini, che ha fatto tappa proprio al salone internazionale del mondo equestre prima di rientrare a casa, dopo più di un anno trascorso in sella.
Stamattina, nell’area forum AGSM – «Il viaggio che cambia - Percorsi di Turismo Sostenibile» – la Giacomini ha raccontato questa esperienza, «Mare d’erba», iniziata nell’estate del 2018 fra le steppe delle Mongolia.
Un’avventura a passo lento, fatta di paesaggi sconfinati, incontri di culture e tanto amore per i propri compagni di viaggio.
Una spedizione in solitaria, dove i veri protagonisti sono stati i fedeli Custode e Dritto, i due cavalli con cui Paola ha deciso di affrontare questa sfida, uno per sé, l’altro per trasportare i viveri.
 
L’escursionista piemontese è partita il 10 giugno 2018 da Harhorin, antica capitale della Mongolia, per arrivare lo scorso 16 settembre a Cracovia (Polonia), lottando contro l’inverno imminente della Siberia e portando con sé una freccia creata da uno degli ultimi artigiani della tradizione mongola in ricordo della leggenda dell’«hejnał», legata all’attacco dei tartari del 1241.
Cresciuta tra l’amore per la montagna e per i cavalli, la cavallerizza torinese è laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie.
«Dal 2005 ho compiuto dieci viaggi a cavallo tra i 500 e i 4.500 chilometri», – ha raccontato, spiegando che due di queste avventure sono alla base dei libri «Campo di Stelle», auto pubblicato, e «Sentieri da lupi», uscito a fine settembre per la casa editrice Blu Edizioni.
 
«Durante quest’ultima spedizione mi è capitato di dormire all’aperto, in un sacco a pelo, anche a meno 35 gradi, ma non ho mai patito il freddo, – ha raccontato. – È stato un viaggio faticoso, ma non l’ho sofferto: ero troppo impegnata a vivere l’esperienza.
«Il fatto di essere donna, inoltre, mi ha aiutato, perché tutti si ritenevano in dovere di proteggermi, coccolandomi e seguendomi persino da lontano per controllare se prendevo la direzione giusta.»
Otto ore di marcia giornaliere con una media di 30 chilometri al giorno.
«È stata un’emozione continua – ha concluso – ed è bello ora poterla condividere, coinvolgendo tutti.»
 
L’esperienza di Paola Giacomini rientra perfettamente nell’ottica del «viaggio sostenibile» promosso da Fieracavalli, in particolar modo quest’anno, in cui il Salone del mondo equestre di Verona ha lanciato Fieracavalli Academy, progetto che vuole diffondere una cultura sempre più rispettosa del benessere dell’animale, anche nell’ambito dell’equiturismo.

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