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Uno studio del centro MAGI di Bolzano – Di Nadia Clementi

Decodificare il ruolo della genetica nell’obesità: una sfida per il 21° secolo

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La dottoressa Maria Rachele Ceccarini.
 
L’obesità sta diventando un vero e proprio pericolo per la salute della popolazione nella maggior parte dei paesi OCSE.
Le persone obese nel nostro Paese sono 6 milioni con un impatto sul Servizio Sanitario Nazionale pari a 4,5 miliardi di euro generato dalla malattia stessa.
 

 
Una persona gravemente obesa perde 8-10 anni di vita rispetto ad una normopeso e una persona ogni 10 minuti muore in Italia per cause e complicanze legate all’obesità. Una malattia che ogni anno provoca 57mila decessi e oltre mille morti a settimana.
Sono numeri allarmanti: in dieci paesi europei, recenti ricerche multidisciplinari hanno dimostrato che l’obesità dimezza la probabilità di vivere una normale vita attiva e in Italia la prevalenza nei bambini di 8 anni era del 6% negli anni 60 e del 15% negli anni 80 mentre oggi è di circa il 36%.
Nella gran parte dei casi, l'obesità è dovuta a comportamenti sbagliati dal punto di vista alimentare e di adozione di stili di vita scorretti in senso generale.
 
Tuttavia, vi è una casistica ben precisa che fa riferimento a problemi di natura genetica in una percentuale che varia dal 3 al 5%.
In questi casi l'obesità si profila come la manifestazione primaria di patologie a trasmissione familiare, le cosiddette obesità genetiche non sindromiche ad eredità mendeliana.
Le forme di questa categoria sono principalmente tre. La prima è il Deficit del recettore della melanocortina-4 (MC4R), la forma più comune di obesità mendeliana non sindromica. I sintomi a carico del paziente sono obesità grave, senso dell'appetito alterato, aumento della densità minerale dell'osso e iperinsulinemia grave.
Questa forma colpisce circa l'1 % degli obesi adulti.
 

 
La seconda patologia è il Deficit congenito di leptina (LEP), che dà luogo a obesità patologica accompagnata anche in questo caso da iperfagia (aumento dell'appetito), ipogonadismo ipogonadotropo, iporesponsività delle cellule T e di conseguenza una maggiore predisposizione alle infezioni, e disfunzioni di ordine metabolico e neuroendocrino.
Quando nascono, i bambini affetti da questa malattia mostrano un peso normale, che va fuori controllo nel giro dei primi mesi di vita trasformandosi in obesità nei primi anni.
La fame incontrollata dipende dal deficit di leptina, un neuro-ormone che regola l'appetito.
 
La terapia è quindi concentrata all'integrazione dell'ormone mancante attraverso leptina ricombinante umana, che fornisce ottimi risultati sui livelli di assunzione del cibo e di conseguenza sulla riduzione del peso corporeo.
L'incidenza è per fortuna bassissima, circa un caso su un milione.
Al contrario, a causa della sua estrema rarità mancano addirittura i dati sull'incidenza nel caso del Deficit del recettore della leptina (LEPR), forma non distinguibile attraverso la sintomatologia dal Deficit congenito di leptina e identificabile soltanto dopo un test genetico.
In questo caso, purtroppo, la terapia con leptina ricombinante non funziona e si può adottare soltanto una terapia comportamentale volta alla riduzione del danno e al miglioramento della qualità di vita.
 
L’ identikit del paziente affetto da obesità genetiche ereditarie non sindromiche (gruppo di malattie rare che trovano spiegazione nei geni) è un indice di massa corporea superiore a 35 kg/m2 fin da bambini, familiarità con il sovrappeso e fame insaziabile.
Un tempo conoscenza e mezzi per affrontare queste patologie erano pochi; oggi per questi ragazzi si può fare molto attraverso diagnosi, terapie e riabilitazione.
MAGI ha condotto i primi studi in Italia sulla genetica dell’obesità e ha presentato i risultati a EXPO Milano nel 2015 durante l’evento «Nutrire il pianeta».
 
 
 
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Link 2.
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A tal proposito MAGI da ben 10 anni, studia e svolge il test genetico, contro le obesità genetiche ereditarie non sindromiche in collaborazione con una task force di specialisti.
Questa rete pluridisciplinare permetterà a MAGI di creare una piattaforma per scambi di esperienze tra tutti i partner coinvolti e condurre una ricerca all'avanguardia sulle forme mendeliane dell'obesità.
La collaborazione in questo settore fornirà l'opportunità di sfruttare le conoscenze e le competenze collettive per ottenere risultati migliori nel trovare soluzioni di diagnostica, trattamento e miglioramento della qualità della vita degli individui affetti dall'obesità.
 
A questo proposito, professionisti altamente specializzati con background diversi (genetisti, biochimici, endocrinologi, specialisti di medicina dello sport, dietisti, chirurghi bariatrici, i rappresentanti del settore integratore alimentare e altri) dalle principali istituzioni italiane di ricerca e assistenza sanitaria si sono unite a questa Task Force pluridisciplinare.
Tra i più noti troviamo, il prof. Andrea Zanlari dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (LINK); il prof. Giuseppe Pompucci Professore Ordinario di Biochimica, la dott.ssa Barbara Paolini e la dott.ssa Irene Del Ciondolo responsabili UO Dietetica Medica Azienda Ospedaliera Universitaria Senese; il prof. Sandro Michelini dall’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, il dott. Alessandro Borrelli del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, il dott. Fabio Cesare Campanile di Viterbo, il Prof. Tommaso Beccari dell'Università di Perugia ed il Prof. Vittorio Unfer di Roma. Gli ultimi due professori collaborano su temi specifici, i disturbi del comportamento alimentare con obesità il primo e l'ovaio policistico con insulino-resistenza ed obesità il secondo.
 
Di particolare pregio è la collaborazione con la scuola alberghiera Istituto D'Istruzione Superiore Giacomo Perlasca di Idro, che attraverso una ricerca storica e il laboratorio di cucina, preparerà una serie di piatti selezionati di cucina mediterranea (Ipocalorica e Ipoproteica).
Tali ricette, verranno offerte a tutti i ricercatori del gruppo di studio sopracitato durante gli incontri.
 

Preparazione dell’Istituto D'Istruzione Superiore Giacomo Perlasca di Idro.
 
Come ci ricorda il dottor Matteo Bertelli, presidente del gruppo MAGI: «fu probabilmente una di queste malattie a causare l’estinzione della famiglia dei Farnese il cui ultimo erede morì giovanissimo nel sonno».
L’ipotesi trova credito grazie alla consulenza genetica di MAGI, che si confermerà aprendo la tomba dell’ultimo dei Farnese ed effettuando il test genetico su frammenti ossei.
 

Link all'articolo Archeogenetica su Il Sole24Ore del 25/06/2012.
 
Il presidente stesso ci ha inoltre spiegato l’importanza di fare i test genetici – «perché i laboratori esistenti non potevano rispondere a tutte le esigenze e la diagnosi certa è sempre più indispensabile ora che l’approccio alle cure passa per la farmacogenomica. Ci siamo poi resi conto, facendo il test, dei pochi servizi che questi pazienti hanno a disposizione e così abbiamo deciso di mettere in rete gli specialisti che se ne occupano. Oggi siamo orgogliosi di essere stati i primi a diagnosticare la malattia genetica di Alström – malattia che associata alla retinite e all’obesità nella 4° decade di vita. E i primi risultati della rete, sono 3 casistiche sulle obesità genetiche.»

PUBBLICAZIONE:
Maltese PE, Iarossi G, Ziccardi L, Colombo L, Buzzonetti L, Crinò A, Tezzele
S, Bertelli M. A Next Generation Sequencing custom gene panel as first line
diagnostic tool for atypical cases of syndromic obesity: Application in a case of
Alström syndrome. Eur J Med Genet. 2018 Feb;61(2):79-83. doi:
10.1016/j.ejmg.2017.10.016. Epub 2017 Oct 24. PubMed PMID: 29079548.


 
PUBBLICAZIONE:
Paolini B, Maltese PE, Del Ciondolo I, Tavian D, Missaglia S, Ciuoli C,
Zuntini M, Cecchin S, Bertelli M, Pompucci G. Prevalence of mutations in LEP,
LEPR, and MC4R genes in individuals with severe obesity. Genet Mol Res. 2016 Aug
19;15(3). doi: 10.4238/gmr.15038718. PubMed PMID: 27706562.
 
Come abbiamo precedentemente constatato, secondo gli esperti, serve dunque una maggiore attenzione alla diagnosi per affrontare al meglio la malattia, ma anche strutture in grado di offrire ai pazienti una presa in carico complessa. Un posto dove possa esserci confronto tra gli specialisti e gli incontri tra i pazienti.
Per far comprendere il tema delle obesità genetiche, tante altre iniziative disponibili consultabili ai seguenti link:
Premiazione del Premiato Regio Circolo Atletico Magi a Ginevra per la partecipazione alla Maratona «Walk the Talk» organizzata dall’OMS/WH.:

Link alla premiazione.
Link al filmato RaiTre Salute in Forma del 28/07/2012.
Link al filmato Canale 5 StarBene In Forma del 30/06/2018.
Link a Radio Maria del 28/06/2017.
 
Informa:
Dott. Matteo Bertelli, Medico Genetista, Presidente MAGI EUREGIO, BOLZANO
MAGI Euregio S.c.s.
Via Maso della Pieve 60/A - Pfarrhofstraße 60/A - I-39100 Bolzano/Bozen
Phone: +39.0471.25.14.77 - matteo.bertelli@assomagi.org
 
Nadia Clementi - n.clementi@ladigetto.it

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