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La SAT presenta il prossimo sabato culturale nei rifugi

Sabato 12 settembre, ore 9.00: «Le scritte dei pastori», Ziano di Fiemme. Ritrovo presso la Chiesa Parrocchiale

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Marta Bazzanella – Le scritte dei pastori tratte dal sito omonimo.
 
L'iniziativa della SAT dal titolo «Le scritte dei pastori» riprende una pregevole ricerca promossa dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e curata dalla dottoressa Marta Bazzanella.
La collaborazione della Commissione Storico Culturale e Biblioteca della SAT con il Museo di S. Michele all’Adige ha dato vita all’escursione in programma sabato 12 settembre (percorso numero 3 della Guida «Sui sentieri dei pastori. Itinerari escursionistici alla scoperta delle scritte dei pastori di Fiemme»).
Dall’abitato di Ziano di Fiemme (Frazione di Zanon) con partenza alle 9 del mattino, ci si immette sul sentiero SAT 509 fino alle porte di Valaverta, per poi discostarsi dal sentiero e incontrare le pareti con le scritte dei pastori.
La visita alle scritte dei pastori si avvale anche della collaborazione con la Magnifica Comunità di Fiemme, in particolare di Ilario Cavada e Sandro Gilmozzi.
 
Ma che cosa hanno portato alla luce queste iscrizioni?
«Alle pendici del Cornón, in val di Fiemme si trovano gli abitati di Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme e Predazzo, – spiega l’etno archeologa Marta Bazzanella. – Quattro comunità che, nell'ambito di un'economia agro silvo-pastorale si sono spartite le attività di tutta la montagna alle loro spalle: dai prati di quota, riservati alla fienagione, ai ripidi pendii dei versanti che sovrastano gli abitati, non coltivabili a causa della pendenza, e destinati al pascolo degli ovini da lana e dei caprini asciutti che, non dovendo essere munti, potevano essere pascolati sui terreni più impervi alla ricerca anche dell'ultimo filo d'erba.
«Una ristrettezza di risorse che ben rappresenta la fatica svolta da sempre dall'uomo per poter sopravvivere in montagna, un contesto che prevedeva lo sfruttamento di tutto il territorio a disposizione, il quale veniva quindi rigidamente controllato e regolamentato dalle istituzioni locali.»
 

 
Sui supporti rocciosi di colore biancastro, che separano le grandi praterie d'alta quota dalle fasce pascolive intermedie, i pastori, in stragrande prevalenza, ma anche i cacciatori e gli sfalciatori, si sono prodotti lungo i secoli in un'opera di graffitismo, istoriando la roccia con un ocra rossa che si reperisce facilmente in noduli, in varie zone dello stesso Cornón e sul Latemar.
Localmente quest'ora viene chiamata ból. Il ból de bèsa, viene detto nel dialetto fiemmese, perché era un pigmento che serviva a contrassegnare le pecore.
Si tratta di oltre 1.300 iscrizioni, le più antiche risalgono al 1600-1700, ma ne abbiamo trovate anche del 1400 che non sono visibili a tutti.
Molto varie le raffigurazioni: disegni di casa, disegni di caccia, il Sacro Cuore di Gesù ed ancora firme, date, conteggio del bestiame un segno concreto di quanto l'uomo fin dall'antichità abbia avuto bisogno di formule espressive, per testimoniare la propria presenza terrena, il proprio passaggio e il proprio lavoro.

L’iniziativa è stata organizzata grazie alla collaborazione con la sezione SAT di Trento, il ritrovo per i partecipanti è preso la Chiesa Parrocchiale di Ziano di Fiemme alle ore 9.00.
Si tratta di un percorso per escursionisti esperti della durata di circa tre ore.
Sono richieste attrezzature da trekking e racchette, sarà inoltre garantito il rispetto delle disposizioni anti Covid-19 sul distanziamento interpersonale.

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