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Oggi al Mart alla presenza degli assessori Bisesti e Segnana

«Dai salotti ai ponteggi», presentato il libro sulle artiste trentine del XX secolo nella giornata dedicata alle donne

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Restituire una visibilità storiografica e critica alle donne che hanno «fatto arte» in Trentino tra la fine dell’Ottocento e la fine del Novecento: questo è lo scopo fondamentale del libro dal titolo «Dai salotti ai ponteggi. Profili di artiste del Novecento in Trentino» presentato oggi in una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla sala conferenze del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Frutto di una ricerca intrapresa a tutto campo dall’autore Roberto Pancheri su materiali spesso inediti e in una prospettiva dichiaratamente «di genere», il volume comprende un saggio della ricercatrice e curatrice del Mart Alessandra Tiddia, che si concentra sulla presenza femminile nelle collezioni del museo.
Alla presentazione sono intervenuti gli assessori provinciali alla cultura Mirko Bisesti e alle pari opportunità Stefania Segnana.
Presenti anche il Soprintendente Franco Marzatico e la direttrice dell'Ufficio Beni Architettonici della Soprintendenza Michela Cunaccia.
 

 
«Abbiamo creduto che il Mart oggi potesse dare un segnale importante parlando di storie di artiste che hanno combattuto contro i pregiudizi e hanno dovuto faticare più dei loro colleghi uomini per portare avanti la loro arte, – ha detto Bisesti. – Sono storie di fatica, ma anche di successo: quello delle artiste spesso non viene considerato un lavoro, invece chi lavora nella cultura spesso è donna, anche se alla fine nelle mostre e nelle collezioni le donne tendono ad essere meno presenti. Sono comunque molti i passi fatti in questi ultimi decenni.»
Arte e passione delle artiste trentine sono state al centro dell'intervento di Stefania Segnana, che ha ringraziato l'autore e quanti hanno partecipato all'incontro di oggi per «aver raccontato in modo bello ed esaustivo la storia dell'emancipazione femminile attraverso un altro punto di vista, quello dell'arte.
«Se anche io sono assessore oggi – ha sottolineato Segnana – devo ringraziare soprattutto queste donne perché è proprio per la loro passione e la loro forza che è stato fatto un grande lavoro, un progresso nella vita di tutte noi, che ci lascia qualcosa in più.»
 

 
Edito dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, il lavoro è il risultato di un’indagine effettuata a più riprese nei musei, in archivi pubblici e privati e soprattutto nelle collezioni private del Trentino, da cui sono emersi nomi e volti di una compagine finora invisibile: quella delle numerose pittrici e delle rare scultrici attive in Trentino nel corso del XX secolo.
Si è trattato, per molti aspetti, di un lavoro di scavo effettuato ex novo, alla ricerca di vicende e carriere artistiche completamente dimenticate.
Per alcune delle personalità considerate mancavano, infatti, i dati minimi per poterle valutare o rivalutare in sede critica: assenti o lacunosi i dati anagrafici, ignoti o mal delineati i percorsi formativi, sconosciute le opere e la loro ubicazione.
Di alcune artiste non si conosceva nemmeno l’aspetto fisico, una circostanza al limite del paradosso, se si considera che stiamo parlando di personalità scomparse da pochi decenni.
«Il recupero dei loro volti, attraverso il ritrovamento di vecchie fotografie che spesso le raffigurano al cavalletto o nel loro atelier – ha detto l'autore – ha costituito uno dei passaggi più intensi e appaganti dell’intera ricerca.
 

 
Il volume vuole dunque essere soprattutto un compendio di dati e un repertorio di immagini, uno strumento di consultazione destinato non solo ai cultori di storia dell’arte, ma anche a tutti coloro che intendono approfondire il contributo offerto dalle donne allo sviluppo culturale e sociale del Trentino.
Il saggio introduttivo si propone di fornire un inquadramento del tema nel suo complesso, procedendo in senso diacronico fino alla soglia del XXI secolo e allargando lo sguardo al più ampio ventaglio possibile di personalità e di vicende.
Il contributo di Alessandra Tiddia si occupa della presenza femminile nelle collezioni del Mart, il più importante museo d’arte moderna e contemporanea della regione, e sul ruolo che esso ha esercitato nella conservazione e nella valorizzazione delle opere delle artiste trentine del Novecento.
Una lettura critica più approfondita è stata affrontata caso per caso nei profili biografici delle sedici artiste ritenute più rappresentative, attraverso lo studio di un congruo numero di opere e un’attenta selezione della letteratura.

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