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La SIE spiega i fatti che portarono alla chiusura del «Trentino»

I conti danno ragione all'editore. Ma non voler vendere la testata non è la soluzione

La SIE Spa ci ha inviato il comunicato che segue, nel quale spiega per quale motivo è stato deciso di chiudere il quotidiano «Trentino».
Sono motivazioni che conoscevamo, ma è bene che vengano chiarite in un comunicato per la stampa.
Conti alla mano, quindi, comprendiamo la scelta dell’editore di chiudere la testata.
Quello che non comprendiamo è per quale motivo non abbia voluto venderla.
Un nuovo soggetto editoriale sta per sorgere, come prevedibile, ma non dalle ceneri del Trentino: sorgerà ex novo.
La casa editrice sperava che la pubblicità del Trentino si riversasse su l’Adige e, soprattutto, che i lettori della testata chiusa acquistassero l’Adige.
Questo, secondo le nostre fonti, non è accaduto.
D'altronde siamo convinti che il monopolio giornalistico (su piazza) non ripaghi in nessun modo. Né dal punto di vista commerciale, né da quello qualitativo.
Secondo noi è proprio la concorrenza che alimenta entrambi gli aspetti.
Sembra che qualche parlamentare si stia occupando di introdurre il divieto di monopolio anche nei territori, ma il nostro parere è che basterebbe il buonsenso d’impresa.

La società SIE SpA conferma il grande rammarico per la difficile e sofferta decisione presa, dopo tutti gli investimenti fatti, le svariate iniziative messe in campo, le approfondite analisi e le valutazioni delle possibili alternative e ritiene utile ricordare il lungo e travagliato processo che ha portato alla chiusura della testata Trentino in queste poche righe:
 
1. Situazione nazionale del fatturato pubblicitario: -75% dal 2007 al 2020.
2. Situazione nazionale diffusione -68% dal 2007 al 2020.
3. Il quotidiano Trentino era, purtroppo, conforme a questa tendenza.
4. Il Gruppo Athesia ha acquisito il giornale Trentino nel novembre del 2016, un giornale in forte perdita da anni anche a causa della concorrenza de l’Adige.
5. Questi gli investimenti fatti per salvare la testata Trentino da novembre 2016 in poi:
 - Apertura sedi a Rovereto e Riva.
 - Aumento di organico (per le sedi di Rovereto e Riva).
 - Investimenti su infrastruttura tecnologica (hw, sw, telecom., ecc.).
 - Investimento su nuova grafica.
 - Raddoppio degli inserti – un inserto ogni due giorni a prezzo invariato.
 - Quintuplicati i Magazine.
 - Creato un nuovo settimanale, Monitor con 52 edizioni all’anno.
 - Da 0 iniziative editoriali per incrementare la vendita del giornale ne sono state realizzate: 6 nel 2017, 8 nel 2018, 25 nel 2019 e 16 nel 2020.
 - Veicolati prodotti collaterali (libri, CD, opuscoli, ecc.): 53 nel 2017, 40 nel 2018, 49 nel 2019 e 38 nel 2020.
 
Dopo tutte queste iniziative il giornale è rimasto in grande perdita.
Dal novembre 2016 al 16 gennaio 2021 sono stati persi oltre 5 milioni di euro, questo ha azzerato tutto il patrimonio netto della società e richiesto il ripianamento e la ricostituzione del capitale sociale da parte degli azionisti.
Il Trentino, come ramo d’azienda ha perso 1,643 milioni nel 2019, oltre 1,6 milioni nel 2020 e avrebbe perso 1,65 milioni nel 2021.
Il Trentino perdeva 4.500 euro al giorno.
Per anni è stata garantita l’occupazione di 41 persone presso il giornale Trentino.
Dopo la chiusura 11 amministrativi, 3 tecnici grafici, 8 commerciali (22 persone pari al 53,6% degli occupati) hanno continuato ad operare senza interruzione essendo state tutte ricollocate.
 
Per i 19 giornalisti sono state effettuate le seguenti azioni:
1) Due giornalisti sono stati reimpiegati al sito www.giornaletrentino.it con part time al 66%, salvando il marchio e la testata storica.
2) Due giornalisti reimpiegati a tempo pieno presso il quotidiano Alto Adige.
3) Quattro giornalisti hanno trovato autonoma sistemazione presso altre strutture.
4) 11 su 19 rimangono tutt’ora in CIGS a zero ore.
 
Per quanto riguarda i collaboratori, si tratta di liberi professionisti non a libro paga che non hanno più un piccolo introito e il piacere di scrivere su un quotidiano ma non hanno perso un posto di lavoro.
Tutto questo su un giornale che il Gruppo Espresso dava già per chiuso prima del 2016, dopo due soli esercizi chiusi male.
Nessuna chiusura dalla sera alla mattina, quindi, solamente l’epilogo di un tentativo di salvataggio che si è rivelato un’impresa impossibile.

S.I.E. SpA – Società Iniziative Editoriali

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