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Vasco Bendini: Pensare l'Origine (a 90 anni)

Una piccola ma preziosa mostra inaugurata di recente presso l'«Enoteca Grado 12»

In occasione del novantesimo compleanno di Vasco Bendini lo staff dell'Enoteca Grado 12 e l'Associazione Culturale «Dodecaedro» invitano alla mostra delle opere del pittore bolognese, allievo di Giorgio Morandi e di Virgilio Guidi, a partire dal 27 febbraio fino al 15 Aprile negli orari del negozio.
Come ricorda il professor Nicola Loizzo, curatore dell’evento e anima culturale dell’Enoteca, le misure dei quadri sono più ridotte per sopravvenuta età, ma la propensione al racconto, attraverso la pittura, dei sogni diurni, degli incubi e del pieno erotismo presenti nelle opere dal titolo «l'immagine accolta», «gesto e materia», è tratto caratteristico della ricerca di Vasco Bendini lungo questi straordinari novantanni (27 febbraio 1922).
 
Non si conosce un periodo di stanche ripetizioni in un artista che non ha seguito mode e ha fatto della visionarietà e dell'inquietudine il segno tangibile della sua poesia.
Paesaggi e paesaggi di volti ne ha creati negli anni Cinquanta tra gli Ultimi Naturalisti di Francesco Arcangeli; paesaggi leggerissimi ne crea ancora adesso dove tratti di donne (che vede solo lui e vedi anche tu dopo che l'artista ti ha preso per mano quadro per quadro), abissi e cieli si susseguono in apocalittici contrasti, fiori del male si schiudono e la stanza si riempie di nero come di notte ha lo stesso colore il mare.
 
Per un processo di lenti passaggi le sue immagini, che si nutrono di ombre, si fissano insonni negli occhi di chi le osserva e rischiarano quei vuoti spazi aprendo per noi strade altrimenti impraticabili.
A marcare l'estrema libertà della sua creazione, amando egli sostare presso la sorgente e lasciando ad altri il negotium, non possiamo non ricordare il modo così diretto e intenso in cui l'artista, sempre teso all'ascolto del respiro del mondo, in occasione della sua personale in enoteca (2006) espresse quel fondamento di poetica che lo ha sempre guidato e lo guida tuttora.
«Quando un quadro non mi interroga più lo metto da parte.»
 
Intorno al suo lavoro hanno scritto i più importanti critici della storia dell'arte di questi ultimi sessant'anni, da Arcangeli ad Argan, da Calvesi a Villa, Gualdoni, Castagnoli, Vivaldi, Cerritelli, D'Amico,...ma indimenticabile l'attualità delle parole di Arcangeli del novembre 1954 quando scrisse
«Bendini forma, invece, direttamente i suoi sogni, appena li permea di sostanza sensibile. Autoctono tachiste, realizza in macchie lievi, in chiarori, in strati vaganti o in pareti sensitive un raccolto dialogo tra mondo e coscienza, che talvolta sfuma in monologo, in presenza ineliminabile e individua.»
 
Vogliamo segnalare la partecipazione alle Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma fino alla mostra di Ravenna del 2006 «Dal Romanticismo all'Informale» dove suoi lavori sono accostati a quelli di Turner, Friedrick, Pollock, Kline, Klee, Leoncillo, Burri, Romiti, Moreni.., alla Basilica di Collemaggio a L'Aquila e al Vittoriale di Roma nel dicembre 2011 - gennaio 2012.
Le opere in mostra presso l'Enoteca Grado 12 di Trento (dal 27 febbraio, giorno del compleanno dell'artista bolognese, fino a Pasqua) arrivano direttamente dalla casa – studio di Parma quasi tutte in formato cartolina che l'artista simbolicamente ha scelto e voluto inviare a dimostrare tutto l'affetto che sente per Trento e l’Enoteca di via Carducci.
 
Massimo Parolini
 
Nella foto, l'autore in visita alla sua mostra 
 

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