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Fratelli d’Italia, l’Italia s’è... gusta

L’Istituto Agrario di San Michele e l’Istituto delle arti di Trento e Rovereto protagonisti a Brescia

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Sabato scorso, a conclusione del progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione «La scuola in tavola: l’Unità d’Italia nel piatto e nel bicchiere» (che unisce storia, arte e gastronomia), si è realizzato a Brescia un evento nel quale le sedie, i sottopiatti, i portatovaglioli, il menù, le locandine, i piatti culinari, i vini, frutto dell’azione didattica che ha coinvolto studenti e insegnanti, sono confluiti in un pranzo collettivo.
 
Protagonisti gli studenti (e alcuni docenti) dell’Istituto Agrario San Michele all’Adige (Fondazione Edmund Mach) e dell’Istituto delle arti di Trento (Vittoria) e Rovereto (Depero), ospitati da compagni e colleghi dell’Istituto di istruzione superiore «A. Mantegna» di Brescia.
Intorno al tema conduttore, ciascuno ha lavorato nella propria ottica peculiare, con gusto e fantasia, per cogliere alcuni aspetti del secolo che ha visto nascere lo Stato italiano.
 
Il Dirigente dell’Istituto di istruzione superiore «A. Mantegna» di Brescia Augusto Belluzzo (che unisce i percorsi Enogastronomico, alberghiero, Turistico) ha accolto gli ospiti trentini (con vari docenti e varie classi dalla 2ª alla 5ª, coordinati dalla prof. di Ricevimento Tebaldini), realizzando un’azione didattica nella quale conoscenze e competenze insegnate nell’istituto si sono fuse in un’offerta di accoglienza mirabile.
I ragazzi del San Michele erano guidati dal vicepreside Alberto Bianchini e dal prof. di Enologia Massimo Bertamini, quelli dell’Istituto delle arti dal Dirigente Silvio Cattani (e da un gruppo di insegnanti).
 

 
All’evento presenziavano anche la Dirigente dell’Uffico IV dell’Ufficio Scolastico Regionale Lombardia dott.ssa Modenini, il dott. Bellissima (in rappresentanza del Prefetto) e l’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Brescia Peli Aristide.
Le studentesse del Turistico del Mantegna hanno quindi accompagnato la delegazione nella visita dell’istituto, intrattenendola con alcune relazioni sulla storia e l’arte della città e del territorio di Brescia.
 
Dopo un aperitivo a base di Nosiola (Arlecchino) della Cantina «Zeni-Il maso nero» dei Sorni di Lavis (illustrato dallo stesso figlio del proprietario, studente del San Michele) il pranzo è stato preceduto da una recita in costume da garibaldini del Canto degli Italiani (o Inno di Mameli).
Passate le penne perdute dall’Aquila austriaca e l’Italia che chiama, i cuochi del Mantegna (coordinati dai prof. Mattei e Palazzo) hanno proposto, tramite l’azione dei compagni della Sala (coordinati dal prof. Rinaldi), un antipasto «Sformatino alla Giuseppe Verdi», con uova, maizena (amido di mais), panna e pomodoro.
Quindi una «Camicia rossa» (un pomodoro ramato farcito con melanzane, sedano, uva secca, pinoli, pesto e con fogliolina di basilico), «Grossi casoncelli tricolore» (tre paste sfoglie dei tre colori nazionali farcite rispettivamente con mozzarella, pomodoro e spinaci).
 
Per secondo un «Filetto alla moda dei Borbone» (filetto di vitellone, funghi, pasta sfoglia tricolore, Marsala) che evocava l’impresa dei Mille.
Per dessert una «Delizia dei Mille» (coulis di fragole, sciroppo alla menta, cioccolato bianco).
Il tutto accompagnato (per i maggiorenni) da due bianchi e quattro rossi (tutti provenienti dalle cantine dell’Istituto di San Michele).
Ricordiamo che la scelta dei vini serviti, frutto dello studio e della realizzazione pratica di studenti e docenti dell’Istituto Agrario di San Michele All’Adige, è ricaduta su quelle tipologie di vitigni che erano già presenti sul nostro territorio nel 1861.
 

 
Per i bianchi sono stati scelti il Vernaccia trentina (presente ormai solo in un piccolo vigneto collezione per la sua conservazione di proprietà dell’Istituto Agrario San Michele vinificata dagli studenti stessi) e l’Invernenga, un rarissimo vitigno ottocentesco coltivato a ridosso del Castello di Brescia, nei quattro ettari del Vigneto della Pusterla.
Per i rossi il Marzemino, il Teroldego e il Negrara (vinificato dagli studenti), oltre a un Groppello del Garda Bresciano.
 
Per concludere, la Torta (monumentale) Unità d’Italia (i cui colori delle glasse rappresentavano i diversi mari che bagnano la nostra penisola) è stata accompagnata da un passito Vino Santo Trentino particolarmente apprezzato.
 
Ad ogni tavolo erano presenti studenti e docenti dell’Istituto delle arti, del San Michele e del Mantegna, in modo che l’azione didattica potesse proseguire durante il pasto, illustrando l’attività artistica, grafica, culinaria ed enologica in un pranzo conviviale condiviso.
 
L’Istituto A. Vittoria di Trento ha realizzato novanta sedie dipinte a tema (classi 3ª, 4ª e 5ª sezione, decorazione Pittorica & Visual Art, Design guidati dai prof. Zeni, Orsingher, Viscuso, Valenti, Rizzi, Larcher, Pola, Seppi, Baldo, Tartarotti, Valletta) oltre ad un coordinato da tavola composto da un portatovagliolo in metallo (una forchetta sagomata, ottenuta con la piegatura a freddo del metallo) e da una serie di candelabri in legno (classe 3ª, D sezione, Metalli & Oreficeria e sez. Architettura & Arredamento guidati dai prof. Sebastiani, Baldi, Brunelli e Pasquali, Marriggiò).
 


L’Istituto Depero di Rovereto, invece, si è dedicato con i propri studenti (classe 5B, sezione grafica, guidata dai docenti Baroni, Giordani, Lanaro, Panaroni) alla progettazione/realizzazione di alcune etichette (Etichette dell’arte, serie di dipinti a soggetto storico, ed Etichette della Costituzione, con articoli della nostra carta fondamentale), alla carta del Menù, agli inviti e ai manifesti che pubblicizzano l’evento.
Coordinamento generale del progetto a cura del Dirigente Silvio Cattani e dei prof. Gloria Zeni e Rolando de Filippis.
 
Un aspetto interessante, ricordato in sala alla fine del pranzo dal Dirigente Cattani e dalla prof. Zeni, per quanto riguarda le sedie e il coordinato da tavola, risiede nella decisione di recuperare vecchie sedie smesse sviluppando temi artistici attinenti all’Unità, seguendo in ciò il concetto del Ready made dadaista: ritrovare un oggetto e ridargli una vita (con tecniche miste e polimateriche quali la pittura, il collage, il decoupage, il mosaico, il batik, la doratura e altre) dandogli la funzione di oggetto scenografico.
Pure il coordinato da tavola, composto da tre candelieri in legno d’abete, è stato ricavato da scarti di travi in legno lamellare (proveniente da una segheria), mentre la forchetta (piegata) è stata trasformata dal suo contesto usuale a portatovaglioli e segnaposto, operando così una defunzionalizzazione (forse memori del detto «La Regina Margherita mangia il pollo con le dita»).
 
Al termine del pranzo, dell’azione didattica e dei discorsi conclusivi riassuntivi della valenza dell’evento, la delegazione trentina si è messa al lavoro per reimballare le 90 sedie e il coordinato da tavola.
Servirà per una cena conclusiva (nostrana) all’Istituto di san Michele all’Adige.
L’Italia s’è... gusta!
 
Massimo Parolini
m.parolini@ladigetto.it
 
 
 

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