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«La voce dell’antenna»: teatro, musica, video e suoni per Fortunato Depero

L'assessore Franco Panizza a Malosco per assistere a una perfomance multimediale in ricordo del grande artista noneso

In chiusura della mostra «Depero Diabolicus» allestita presso il Centro Civico di Malosco, l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, che per l'occasione era accompagnato dal direttore del MART Cristiana Collu, ha assistito - sempre a Malosco - allo spettacolo multimediale «La voce dell'antenna - Depero: un uomo Fortunato» nato dalla collaborazione tra Walter Salin e Giampaolo Campus («Cava Tapi» il loro pseudonimo), come risultato finale di un laboratorio di ricerca durato tre anni.
«Sono grato agli autori e agli interpreti di questa curiosa e originale perfomance teatrale, musicale e letteraria, perché hanno reso possibile ricordare la figura di un grande artista noneso facendo leva sull'intelligenza degli spettatori - ha detto l'assessore Panizza nel commentare lo spettacolo di Malosco. - Hanno nuovamente confermato quanto possa essere malleabile il linguaggio della voce e del corpo e come il linguaggio del palcoscenico possa sapientemente intrecciarsi benissimo anche coi linguaggi dell'arte e della storia. Questa è cultura di eccellenza, è cultura che sa farsi godere e che costituisce una pietra di paragone per le nostre realtà teatrali locali.»
 
La chiusura della mostra d'arte «Depero Diabolicus», che è rimasta aperta al Centro Civico di Malosco dal 6 dicembre 2011 all'1 aprile 2012, è stata solennizzata ieri sera sia con una visita dell'assessore Panizza e di Cristiana Collu, direttore del MART alle trenta opere dell'artista futurista noneso, sia da uno spettacolo teatrale dal titolo «La voce dell'antenna».
Ad accoglierli nella località della Val di Non il sindaco di Malosco Adriano Marini.
 
La mostra d'arte, organizzata in collaborazione con il MART di Rovereto, ha costituito la felice occasione per moltissimi residenti e per i turisti della stagione invernale per confrontarsi con una selezione molto attenta e curata di opere pittoriche dell'artista trentino.
Il titolo della mostra è stato preso a prestito da un autoritratto nel quale l'artista si effigia come l'uomo di montagna, lo scalatore, ma anche come il personaggio colto e viaggiatore capace di trasformare «diabolicamente» il proprio destino.
 
Depero, nella sua lunga carriera, ha creato una forma d'arte totale, che spazia dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall'editoria alla pubblicità, affermandosi tra i protagonisti del movimento Futurista.
 E infatti lo spettacolo teatrale andato in scena ieri al Centro Civico di Malosco e intitolato «Cava Tapi: La voce dell’antenna» (dove Cava Tapi è lo pseudonimo dietro al quale si celano gli autori Walter Salin e Giampaolo Campus) è un progetto multimediale pensato, scritto e recitato per meditare sulla produzione artistica e sulla vita di Fortunato Depero.
 
Nato dalla collaborazione tra Salin e Campus all’interno di un laboratorio di ricerca durato 3 anni, questo progetto prende spunto dall’interpretazione di alcuni lavori letterari dell’artista trentino composti in diversi momenti della sua carriera artistica e poi raccolti nelle opere «Onomalingua» (1916), «New York» (1928-1930) e «Liriche Radiofoniche» (1934).
La parte vocale, interpretata da Walter Salin, si occupa di rendere le sfumature linguistiche e musicali dei testi, talora enfatizzate attraverso uno specifico trattamento della voce.
 
La parte musicale, invece, si propone di caratterizzare la carica fantastica del poeta attraverso una ricerca timbrica basata sull’uso di oggetti sonori della vita quotidiana, con l'aggiunta di strumenti tradizionali e con l’elaborazione digitale dei materiali sonori, accompagnati da composizioni brevi per chitarra  composte e interpretate dal vivo dallo stesso Walter Salin.
E mentre Anna Baroldi opera in presa video diretta con materiali, oggetti e colori per creare eventi visivi che accompagnano i testi, Stefano Fadda lavora alle telecamere e concerta con i video di Sergio Camedda, che cura nella performance anche la produzione di musica elettroacustica, supportato da un tecnico audio.
 
Il lavoro è ulteriormente contestualizzato attraverso la presentazione delle testimonianze di persone legate alla vita di Depero: abbiamo le interviste a Carla Amadori, nipote di Rosetta, moglie dell’artista; a Ivana Gaifas, recentemente scomparsa, amica e sostenitrice dell’artista attraverso la commissione d’acquisto di 120 copie del Libro Imbullonato; e, in ultimo, a Marco Zamboni, nipote di Ferruccio Zamboni, che nella Tipografia Mercurio di Rovereto stampò il Libro Imbullonato.
Questi interventi sono pensati come isole che riportano l’ascoltatore in una dimensione narrativa all’interno della declamazione delle poesie di Depero.
 
Il tutto è inoltre ampliato attraverso la registrazione di suoni d’ambiente (le macchine della tipografia Zamboni, lo scorrere del fiume Leno a Rovereto e altri elementi sonori) utilizzati per immergere l’ascoltatore nei luoghi in cui Depero operò.
Lo spettacolo teatrale «La voce dell’antenna» sarà prossimamente pubblicata gratuitamente in rete per la netlabel spagnola Alg-a.

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