Home | Arte e Cultura | Conclusa a Palazzo Trentini la mostra «Sanatorium»

Conclusa a Palazzo Trentini la mostra «Sanatorium»

Dolzan: «Una mostra in progress». (Come diceva Picasso, «un quadro appeso a un chiodo muore»)

image

«Oggi si crede, sbagliando, nel valore terapeutico dell’arte che, invece, acuisce il disagio nervoso e psichico dell’artista.»
«Rincorrendo il successo nella società di oggi l’artista sacrifica se stesso, si immola per compiacere gli altri e perde così il proprio ruolo.»
Sono alcune delle affermazioni provocatorie con cui Paolo Dolzan ha stimolato il dibattito intorno al tema arte-malattia che ha concluso questa sera la mostra Sanatorium a palazzo Trentini.
 
La collettiva di pittura, scultura, fotografie e allestimenti vari di forte impatto visivo (stanze di ospedale con tanto di letti, flebo, radiografie reali e referti medici), opera di sei autori - Fulvio De Pellegrin, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Adriano Eccel, Paolo Facchinelli e Capitan Giduglia - è stata promossa con il patrocinio della presidenza del Consiglio provinciale negli spazi espositivi di via Manci.
«Una mostra in progress», – l’ha definita Dolzan, citando Picasso per il quale “un quadro appeso a un chiodo muore”.
 
Infatti il catalogo presentato anche da Tommaso Decarli, tra gli ideatori dell’evento, è stato realizzato nel corso dell’esposizione e ne riflette lo svolgimento.
E lo stesso documentario di Luca Insinga, proiettato durante l’incontro, ha filmato le opere dei sei artisti nel contesto della mostra finita oggi.
Gli autori hanno dialogato a lungo con il pubblico in sala dopo che Insinga e Facchinelli hanno spiegato il senso dei loro lavori.
 
«I temi della malattia, del dolore, della sofferenza umana, non sono facili da digerire – scrive il presidente del Consiglio Dorigatti in apertura di catalogo – e lo sono ancor meno se, attraverso la rappresentazione del male che affligge l’uomo, ci troviamo a riflettere sul male che attanaglia l’arte e la cultura.
«Un male – conclude – che questi autori non si propongono presuntuosamente di curare, ma di riprodurre visivamente. Siamo alla diagnosi, per ora, in attesa di una non facile terapia.»
 
La mostra «Sanatorium», promossa negli spazi espositivi di Palazzo Trentini, testimonia il lavoro di apertura all’arte contemporanea che da anni il Consiglio provinciale promuove, svolgendo un ruolo di primo piano - assieme alle Gallerie d’arte dislocate sul territorio - nella diffusione di contenuti creativi innovativi (legati sia alla tradizione sia all’avanguardia) capaci di dare spunti di riflessione - ma anche soste di contemplazione estetica - nell’analisi della complessità e delle criticità interne alla società attuale. 
 
Massimo Parolini
m.parolini@ladigetto.it

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni

I miei cammini

di Elena Casagrande