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Presentato il film di Mauro Quattrina «La Battaglia del Brennero»

Documenti cinematografici unici e agghiaccianti quelli recuperati dal regista, che mostrano il Trentino attraverso il mirino dei B17

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L'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza ha presentato stamani in Provincia «La Battaglia del Brennero», una docu-fiction realizzata dal regista Mauro Vittorio Quattrina relativa ai feroci e devastanti bombardamenti lungo l'asse del Brennero nell'inverno-primavera del 1944-'45.
Accanto all'assessore erano seduti l'autore, la signora Grazia Pacella, presidente dell'associazione culturale «Storia Viva», e lo storico Lorenzo Baratter.
«Si tratta di un documento di eccezionale importanza – ha detto l'assessore Panizza, – un film che getta luce su un periodo storico poco conosciuto, ma che è rimasto nella memoria di molte persone che all'epoca furono le vittime di quei bombardamenti. Un film che mescola rigore storico alle testimonianze dei sopravvissuti, utilizzando immagini assolutamente inedite e di enorme valore.»
 
È un'opera, questa, ha ancora detto Franco Panizza, «che ha il merito di aver coinvolto i territori e le comunità grazie anche al sostegno dell'associazione Memores di Ala, ma grazie anche alla disponibilità dei testimoni e alla sensibilità del regista. Ma è anche un film che mette in luce i drammi vissuti dal Trentino, che in circa trent'anni di storia patì sulla propria pelle due grandiosi eventi bellici: la prima guerra mondiale del '15-'18, quando la nostra provincia si trovò ad essere fronte bellico con le inevitabili conseguenze in termini di massacri e di sfollamenti, e il secondo conflitto mondiale, nel corso del quale il Trentino fu corridoio di transito e, quindi, teatro di laceranti bombardamenti. Questo documentario fa, quindi, memoria usando lo stile della realtà vissuta, intrecciandolo però con le testimonianze storiche. Un prodotto corale che farà di sicuro parlare di sé e che noi vogliamo far arrivare alle nostre biblioteche e alle scuole.»
  

La vista panoramica dell'alta Valle dell'Adige, oltre la collina, Bolzano.
Sotto il titolo, un B 17 che sorvola Ala, la cittadina più bombardata l'Italia.

 
Lo storico Lorenzio Baratter, che che ha collaborato a «La Battaglia del Brennero» mettendo a disposizione i risultati dei suoi studi, ha definito quella del regista Mauro Quattrina «un'opera straordinaria, un documento originale di importanza internazionale, un film che avrà un sicuro riscontro per il rigore ma anche per l'umanità con cui viene raccontata quella pagina di storia».

È toccato quindi all'Autore illustrare più nel dettaglio il contenuto del suo film.
«Durante la realizzazione del documentario Tunnel Factories sulle armi segrete di Hitler e le fabbriche di armamenti in galleria che coinvolsero soprattutto il Trentino, – ha detto Quattrina, – mi sono imbattuto in molte testimonianze che parlavano dei violenti bombardamenti che la linea del Brennero subì nell'inverno e nella primavera  del 1944-'45. Durante la ricerca negli archivi cinematografici americani, inoltre, ho avuto la grande fortuna di rinvenire alcune pellicole dei combat camera americani che avevano fotografato e filmato, stazione per stazione e ponte per ponte, tutti i paesi e le città da Verona fino a Innsbruck e che poi sarebbero stati gli obiettivi  di una serie devastante di bombardamenti.»
  

Un tratto imprecisato della Statale del Brennero, contornata da crateri di bombe. 

 
A quel punto Mauro Quattrina cominciò sia le ricerche sul campo sia quelle d'archivio, scoprendo l'esistenza di un libretto scritto a macchina nel 1946 e intitolato «The Battle of The Brenner», che riguardava il 57° stormo da bombardamento della U.S: Air Force e che era stato realizzato per mantenere vivo, nell'immediato dopoguerra, il ricordo di quegli avvenimenti.
Nei sei mesi precedenti la fine delle ostilità del 2 maggio 1945, le forze aeree alleate, per la totalità americane, furono protagoniste di innumerevoli attacchi lungo l'asse Verona-Innsbruck, chiamata anche «Linea del Brennero», effettuati appunto dal 57th Bomb Wing o dal 22° Comando Tattico Aereo della 12ª e 15ª Air Force, «con uno sforzo bellico – ha ricordato il Quattrina – pari a ben tre bombardamenti su Cassino».
 
E questo perché, soprattutto dal Brennero ma anche da altre linee secondarie, passavano 24mila tonnellate di rifornimenti ogni giorno, circa cinque volte il fabbisogno delle truppe tedesche in Italia.
Preceduta da attacchi isolati nei mesi precedenti, il 6 novembre 1944 scattò l'operazione «Bingo», con l'obbiettivo di fermare questo flusso di merci tedesche.

I bombardamenti si concentrarono sulle centrali elettriche e sui trasformatori elettrici, perché i Servizi segreti degli Alleati avevano stimato che, fermando le locomotive elettriche, i tedeschi avrebbero dovuto usare quelle più lente a carbone, e quindi il flusso quotidiano delle merci avrebbe potuto scendere da 24mila a sole 10mila tonnellate.
Non ci fu ponte, centrale elettrica, stazione, snodo stradale o ferroviario che non venne colpito.
 

Il ponte di San Miche, distrutto.
 
Cominciò in tal modo una vera e propria battaglia, con tanto di rafforzamento della difesa antiaerea tedesca che usò i famosi cannoni da 88mm.
I bombardamenti aerei si concentrarono soprattutto nella zona che parte sud dal confine fra il Trentino e il Veneto e che si ferma a Nord poco sopra Trento, anche se la «Battaglia del Brennero» non risparmiò nessuna zona del Trentino-Alto Adige.
 
Ala fu una delle cittadine più bombardate d'Italia, tanto che la stima parla di circa 220 kg di esplosivo per abitante lanciato dagli aerei sulla linea del Brennero.
I bombardamenti, naturalmente, coinvolsero duramente la popolazione civile, come sempre avviene in guerre, ed è soprattutto questa questa la storia che il regista Mauro Vittorio Quattrina ha voluto raccontare con il suo docu-fiction.
 
Vi si racconta allora come si viveva nei rifugi antiaerei – ricavati spesso in grotte o in gallerie che risalivano alla prima guerra mondiale, – narra la paura, le speranze, il vivere quotidiano anche nelle sue piccole cose, ritmato però dal terrore all'arrivo del famigerato «Pippo».
Il regista ha poi confezionato il tutto con una serie di interviste fatte a «chi c'era»: si tratta di dialoghi che prendono spunto dalla «Battaglia del Brennero» per far conoscere fatti che sono raramente raccontati: ad esempio che cosa significava l'oscuramento, com'era organizzato il razionamento, cosa si mangiava, cosa si indossava, che scarpe si usavano... Ne vien fuori una serie di informazioni preziosissime e incredibili.
 

Il passaggio dei bombardieri in Vallagarina, con i fumogeni attivati dai militari della Tot.

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