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La mostra «Boemia mia» è arrivata a Praga

Panizza: «Nel 1915 Trentini e Boemi erano nello stesso Impero, oggi sono invece nella stessa Europa»


 
«Nel 1915 i trentini e i boemi erano nello stesso Impero, oggi si trovano insieme nella stessa Europa: è attraverso iniziative come questa che si rinsaldano i rapporti fra le diverse comunità che popolano l’Europa.»
Con queste parole, lunedì pomeriggio, l’assessore provinciale alla cultura, rapporti europei e cooperazione, Franco Panizza, ha inaugurato «Boemia mia», all’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
 
La mostra, 150 fotografie che raccontano la vita quotidiana dei profughi ledrensi in terra boema durante la Grande Guerra, è organizzata dal Comune di Ledro, dal Comitato Storico «Ludwig Riccabona», dalle associazioni boeme «Amici di Ledro» e «Amici d’Italia», con il patrocinio della presidenza della Camera dei deputati, del Senato e della Regione della Boemia Centrale, e il sostegno della Kellner family Foundation.
«Le comunità qui rappresentate sono un esempio importante – ha quindi proseguito l’assessore Franco Panizza – per l’impegno profuso nel cementare la collaborazione fra popoli diversi; l’auspicio è che questo gemellaggio possa crescere ancora ed essere imitato da tante altre comunità. La mostra – ha aggiunto ancora l’assessore – racconta una storia dolorosa, nata dal dramma della guerra eppure sfociata in un’amicizia straordinaria.»
 
Ad accogliere gli ospiti trentini e cechi nella cappella barocca dell’ex orfanotrofio italiano a Praga, il direttore dell’Istituto, Paolo Sabbatini.
«Come mi piace sempre ricordare – sono state le sue parole - questa è la casa degli italiani a Praga ma è anche quella degli amici cechi.»
 
Quindi l’ambasciatore italiano a Praga, Pasquale D’Avino.
«Quella descritta in queste fotografie è una storia straordinaria di amicizia e di solidarietà tra i popoli, in un momento così drammatico come quello della prima guerra mondiale, ennesima testimonianza del calore e della fratellanza del popolo ceco.»
 
Tra i presenti anche l’ex ambasciatore ceco in Italia, Vladimir Zavazal.
«Dopo quattro anni di questa amicizia fra la valle di ledro e la regione di Boemia, pensavo ormai di non sorprendermi più dei nostri rapporti così intensi, invece oggi, in questo Istituto, alcuni amici della Valle di Ledro mi hanno mostrato nelle foto i loro antenati e mi sono commosso. Il rapporto che ci lega è davvero un progetto che vale la pena di portare avanti.»
 
Infine il sindaco di Ledro, Achille Brigà ha paragonato l’esodo dei ledrensi e, più in generale dei trentini durante la Grande Guerra, a quello del popolo ebraico
«Anche i nostri antenati sono stati chiamati a lasciare la propria terra senza sapere dove sarebbero andati, ma qui hanno trovato un’amicizia vera come può nascere solo dalla sofferenza.»
 
A Giuliano Pellegrini, anima dei rapporti fra la comunità ceca e quella ledrense, il compito di descrivere la mostra.
«Attraverso questa esposizione abbiamo potuto delineare i numeri degli esuli ledrensi ospitati in Boemia e Moravia, che furono 3.335, mentre gli esuli ledrensi in Austria furono 624 e 405 quelli morti in esilio, 107 i nati e 103 i soldati di Ledro che morirono al fronte.»
 
Quindi il concerto del coro Cima d’Oro e del quintetto dell’orchestra della Guardia del Castello di Praga - che a luglio sarà ospitato in Valle di Ledro insieme a tutta l’orchestra – e il taglio ufficiale.
L’inaugurazione è servita anche per tracciare iniziative di collaborazione fra l’Istituto Italiano di Cultura di Praga e la Provincia autonoma di Trento.
 
L’assessore provinciale Franco Panizza si è infatti intrattenuto con il direttore Paolo Sabbatini per approfondire iniziative rivolte ai ragazzi delle scuole e ai volontari del mondo culturale trentino interessati a visitare Praga.
Il direttore Sabbatini si è detto disponibile sia ad ospitare iniziative culturali che a mettere a disposizione la sede.
 
La mostra fotografica ceco-italiana «Boemia mia» rimarrà presso l’Istituto (ingresso in Vlašská, 34, Praga 1) fino all’11 maggio, ingresso libero, poi verrà spostata nei vari comuni cechi gemellati con Ledro fino al 29 ottobre 2012.
Con l’apertura della mostra si è chiuso l’articolato programma della trasferta in Repubblica Ceca dei ledrensi, raggiunti anche da un nutrito gruppo del volontariato della alta Valle di Non con il sindaco di Fondo Remo Bonadiman.
 
Domenica sera, dopo il concerto in Senato, la solenne celebrazione nella cattedrale di San Vito, situata all'interno del Castello di Praga.
La messa, officiata in due lingue dal vicario della diocesi di Litomerice, padre Stanislav Pribyl, è stata allietata dai canti del Coro Cima d'Oro diretto dal maestro Cristian Ferrari e del Coro Misto di Zdice guidato da Martina Rajtmajerovà, ed era dedicata alla memoria dei trentini morti durante la prima guerra mondiale e sepolti in terra Boema.
La cattedrale è il luogo più sacro di Praga e contiene le tombe dei santi protettori della Repubblica Ceca, San Vito, San Giovanni Nepomuceno e San Venceslao il cui stemma è quello della Provincia autonoma di Trento, a testimonianza della fitta rete di relazioni fra il Trentino e la Repubblica Ceca.
 
Nel corso della serata di domenica 29 aprile anche la consegna di alcune onorificienze alla delegazione trentina da parte della presidente Jaroslava Otipkovà e della vicepresidente Lucie Chvojkovà, dell’Associazione Amici di Ledro.
Si tratta di uno stemma in argento realizzato dall’artista Petr Kazda, che realizza le medaglie d’onore per le autorità ceche.
I ledrensi hanno ricambiato con alcune creazioni di Mastro Sette, unitosi alla delegazione, mentre l'assessore Franco Panizza ha consegnato ad Ivan Fuxa, ex ministro della Repubblica Ceca, la copia dell'aquila di Venceslao, donata dal re Giovanni di Boemia nel quattordicesimo secolo al principe vescovo di Trento il boemo Nicolò da Bruna, diventata poi lo stemma ufficiale della Provincia autonoma di Trento.

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