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Qualcuno lassù sta finalmente guardando il mondo della Stampa

Presentato il disegno di legge che consentirebbe alla Giunta provinciale di considerare gli editori di giornali imprenditori come gli altri

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Oggi la consigliera provimnciale del PD Sara Ferrari (nella foto insieme a Roberto Bortolotti – Segreteria Gruppo consiliare provinciale Partito Democratico) ha depositato un disegno di legge, sottoscritto da tutto il Gruppo consiliare del Partito Democratico del Trentino, che riguarda il «Sostegno e sviluppo al sistema dell'informazione provinciale».
Nella conferenza stampa di presentazione, la consigliera ha illustrato i punti salienti della proposta legislativa che parte dall'evoluzione delle tecnologie legate alla comunicazione, alla diffusione dei social network e delle nuove piattaforme, con il passaggio al digitale terrestre, la crisi della carta stampata e l’esplosione del web.
Tutti questi elementi segnalano il processo di evoluzione in atto nel sistema dell’informazione e della comunicazione.
 
Se il Consiglio Provinciale vorrà affrontare al più presto l’iter legislativo, si potrebbe aprire un nuovo capitolo nell'attività di informazione e comunicazione trentina, perché è uno dei pochi settori cui l’Amministrazione provinciale non ha dedicato provvidenze di alcun tipo.
In un momento così difficile per l’informazione e la comunicazione trentina, così affaticata dalla crisi economica, potrebbe rappresentare un fondamentale aiuto sia per la stampa che per i fruitori.
 
Visto che il Governo Monti ha esplicitato la propria volontà a togliere al settore gli aiuti di Stato, sarebbero le realtà territoriali a dover giocare le carte più importanti.
Ed è proprio partendo dalle esperienze che sono ancora presenti, secondo la consigliera Ferrari, bisogna individuare politiche adatte per garantirle, farle crescere e farle diventare punto di riferimento anche per le altre realtà provinciali e regionali.
 
In particolare il disegno di legge prevede che la Provincia abbia un ruolo attivo per l’innovazione del sistema della comunicazione anche intervenendo a sostegno delle spese di gestione e di investimento per l’acquisizione e l’innovazione di strutture, attrezzature e mezzi di produzione individuando meccanismi premiali a sostegno delle politiche attive del lavoro, della qualità e del pluralismo dell’informazione sia cartacea che su radio, tv e web.
Per queste finalità la legge prevede interventi della Provincia:
- in forma diretta per lo sviluppo di infrastrutture aperte a tutti i soggetti del sistema provinciale della comunicazione
- interventi volti a favorire la produzione di contenuti per la valorizzazione delle specificità locali
- incentivi per la nascita, sviluppo e l’innovazione tecnologica delle imprese locali dell’informazione
- l’attribuzione di nuovi compiti al Comitato provinciale per le comunicazioni.
 
Come abbiamo espresso in sede di presentazione della legge, il nostro parere è stato assolutamente favorevole per una serie di motivi.
 
Il principale è che, come abbiamo detto sopra, il settore è uno dei pochi cui non ha mai pensato l’Amministrazione Provinciale.
Non è che anche la stampa voglia la sua parte. Ma ci sembra quantomeno giusto che gli editori vengano considerati imprenditori come tutti gli altri.
E in un momento in cui il lavoro dei giornalisti è messo a rischio dalle problematiche generate dalla recessione, ci pare particolarmente azzeccato pensare a questi lavoratori a specializzazione così verticalizzata.
In particolare sono i collaboratori esteri ai giornali a pagare di più il prezzo della crisi. Basti pensare alla fogliazione dei giornali che diminuisce con il calare delle vendite e della pubblicità.
 
Le nuove tecnologie come il web, sulle quali si veicola il nostro quotidiano l’Adigetto.it, hanno grandi possibilità di sviluppo. Anche esse però devono attendere tempi migliori per compiere investimenti in termini di posti di lavoro.
Un aiuto a chi assume in questo momento anche nel nostro settore (come accade nell’artigianato o quant’altro), consentirebbe di non disperdere con i know-how pubblicistici i patrimoni culturali che alimentano la voglia di sapere della gente trentina che tradizionalmente legge più del resto del Paese.
È chiaro che nei momenti di crisi si valutano mille fattori di rischio prima di compiere investimenti in termini di valore umano. Di certo però con un aiuto simile a quello che viene dato alle altre imprese il balzo avanti che si potrebbe fare sarebbe grande quanto basta per essere pronti al momento della ripresa che comunque prima o poi ci sarà.
 
Un secondo punto favorevole che noi individuiamo in questo disegno di legge sta nella pubblicità prodotta dall’ente pubblico.
Un’Autonomia come la nostra deve comunicare costantemente con la propria gente sia per rendere edotta la popolazione delle decisioni prese dell’Organo Esecutivo, che per fare formazione e crescita democratica.
Le testate giornalistiche danno ampio spazio all’Ente pubblico di riferimento (la Provincia), ma ci sono delle iniziative che devono essere veicolate con precise campagne pubblicitarie, perché nella meccanica della comunicazione ci sono tempi e metodi da rispettare che solo la capacità contrattuale può pianificare.
 
Uno stato moderno delle dimensioni del Trentino dovrebbe investire in comunicazione integrata (pubblicitaria, formativa, culturale, educativa, sociale, comportamentale e quant’altro) lo 0,25% del proprio bilancio.
Passati i tempi bui della seconda metà degli Anni Novanta, dove la pubblica opinione sembrava obnubilata da spinte populistiche autolesionistiche di comodo non esitando a bollare la pubblicità come una spesa inutile, ringraziamo che qualcuno Lassù abbia finalmente capito che l’Ente Pubblico non può e non deve comunicare solo con le veline.
 
In conferenza stampa qualcuno ha sollevato la problematica rappresentata dalla possibilità di condizionamento che i flussi finanziari della pubblicità potrebbero generare ai mezzi di informazione.
In proposito precisiamo che una pianificazione per tempi, mezzi e metodi deve essere fatta da un professionista pubblicitario vero e proprio, figura che attualmente manca nell’organico della Provincia autonoma di Trento.
Trattandosi di un ente pubblico, la pianificazione scientifica va poi comunque mediata dalla politica, il cui compito è di trasformare le logiche tecnicistiche in azioni coerenti con le reali necessità della comunità di riferimento.
Nella nostra esperienza possiamo dire ci aver assistito di rado a qualche tentativo di condizionamento in tal senso. 
 
È capitato invece che qualcuno si sia dimenticato del web tout-court, grazie magari a pubblicitari di prima generazione, ma prima o poi entrerà nei sacri testi della pianificazione anche il veicolo comunicazionale che più offre dati precisi di lettura più utili ai comunicatori.
Per concludere, la nostra unica speranza è che la legge conosca tempi rapidi, in modo tale che la Giunta Provinciale possa inserire nell’elenco delle aziende beneficiarie degli incentivi di crescita anche le testate giornalistiche.
 
Tramite questo link il testo del Disegno di Legge

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