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«Sulle tracce dei segreti di Tridentum» martedì 22 maggio

Alle Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas la presentazione del progetto didattico e una mostra

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Non è visibile a chi percorre le vie del centro di Trento, eppure Tridentum, la città fondata dai Romani nel I sec. a.C., ha molto da svelare anche a distanza di duemila anni.
Lo dimostra il progetto didattico «Sulle tracce dei segreti di Tridentum» che ha visto oltre 1.000 studenti, di età tra i 10 e i 16 anni, e 147 docenti di Istituti comprensivi e Istituti superiori del Trentino andare alla ricerca delle numerose testimonianze di età romana conservate nel sottosuolo cittadino e in alcuni punti del centro storico.
Assieme a loro Maria Raffaella Caviglioli, curatrice del progetto e archeologa dei Servizi educativi della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.
Il percorso degli studenti è documentato da una mostra che sarà inaugurata martedì 22 maggio, alle ore 17.30, presso il S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, sotto piazza Cesare Battisti.
All'incontro interverranno, oltre ai ragazzi e agli insegnanti protagonisti del progetto, Franco Marzatico Soprintendente per i beni culturali e Franco Nicolis direttore dell'Ufficio beni archeologici. La mostra sarà visitabile fino al 9 giugno da martedì a domenica con orario 9-13/14-17.30.
 
Cosa sono i beni culturali? Perché conservarli? Perché tutelarli? Perché valorizzarli? Come comunicarne l'importanza?
Quale significato possono avere testimonianze archeologiche di duemila anni fa per i ragazzi del 2018 iperconnessi e immersi in un contesto altamente tecnologico?
Sono solo alcune delle domande alle quali il progetto «Sulle tracce dei segreti di Tridentum» si propone di rispondere attraverso il concreto coinvolgimento del mondo della scuola.
Gli studenti sono stati invitati e guidati a vivere e conoscere i beni culturali presenti sul territorio con particolare attenzione per quelli archeologici.
Un modo per far sì che le giovani generazioni, cittadini in formazione, acquisiscano la consapevolezza che il patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, è parte integrante della memoria di un territorio e della sua gente, ne costituisce l’essenza più profonda, le radici.
 
La cultura deve essere vissuta perché è un mezzo imprescindibile per lo sviluppo personale. Si tratta di un patrimonio che appartiene a tutti e che tutti sono chiamati ad «amare, frequentare, prendersene cura».
Il percorso dei ragazzi si è articolato in incontri e uscite nel centro cittadino di Trento e allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas che conserva i resti di un quartiere di Tridentum e permette di immergersi in un «passato-presente» di 2000 anni fa, passeggiando lungo una strada romana proprio come i nostri antenati.
Numerosi gli spunti di riflessione scaturiti dai partecipanti al progetto che con creatività e dal loro originale punto di vista hanno prodotto immagini, racconti, video, brani musicali, proposte di valorizzazione, brevi guide in arabo, francese e albanese, giochi che saranno presentati nella mostra.
Nell'ottica dell'inclusione e dell'accessibilità è stata rivolta un'attenzione particolare alla disabilità con la creazione di appositi supporti per visitatori ipovedenti.
 
L’iniziativa assume ulteriore importanza in quanto il 2018 è stato proclamato dall’Unione europea Anno europeo del patrimonio culturale.
Al progetto hanno partecipato 39 classi delle scuole primarie Nicolodi, Crispi, Clarina, Cognola, Sopramonte di Trento, Roncegno, Novaledo, Caldonazzo, Cembra, Sover, Tiarno-Ledro, Concei, Rovereto, Isera, Giustino, delle scuole secondarie di primo grado Bronzetti Segantini, Bresadola (indirizzo musicale) di Trento, delle scuole secondarie di secondo grado Liceo Prati, Liceo Bonporti, Liceo da Vinci, Istituto Buonarroti Pozzo, Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti grafiche di Trento, Liceo Marie Curie di Pergine Valsugana, Istituto Depero di Rovereto, Istituto Pilati di Cles, Istituto di Istruzione Guetti di Tione.

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