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L’assessore Mirko Bisesti sulle proteste contro Fausto Biloslavo

La precisazione del rettore Paolo Colini sul caso della conferenza del giornalista Biloslavo: «Una questione di sicurezza, gli uffici hanno preferito annullare l'evento»

Pubblichiamo qui di seguito entrambe le campane sull'episodio che a visto a Sociologia l'annullamento di una conferenza del collega Fausto Biloslavo, ma ci sembra un incidente molto increscioso sotto tutti i punti di vista.
Non ci sono vie di mezzo. Chiunque in questo Paese deve poter esprimere il proprio pensiero.

Se si è trattato di una contestazione, l’episodio sarebbe gravissimo proprio perché nato in un dipartimento dell’Università che dovrebbe erigere la libertà di stampa come guidone di rotta.
Se il problema era di autorizzazioni mancate, l’episodio dovrebbe ricadere in maniera pesante su chi si è dimenticato di chiedere l’autorizzazione per tempo.

 L'assessore all'Università Mirko Bisesti: «Mi vergogno profondamente» 
«Da assessore all'Università della Provincia autonoma di Trento, da ex studente dell'ateneo di Trento, ma soprattutto da cittadino trentino, mi vergogno profondamente di fronte a quanto successo nell'Università di Trento in occasione del previsto incontro con un giornalista di fama nazionale come Fausto Biloslavo.»
Così l’assessore Mirko Bisesti, in relazione alle proteste che alcuni studenti hanno inscenato contro la conferenza, poi annullata per ragioni tecniche, che Biloslavo doveva tenere presso la Facoltà di Sociologia l’altro ieri.
 
«Biloslavo – scrive l’assessore – è apprezzato per la sua grande professionalità e per la sua quarantennale carriera, durante la quale si è contraddistinto come uno dei migliori reporter al mondo con servizi su guerre dimenticate, dall'Afghanistan all'Africa, fino all'Estremo Oriente. Impedire ad una persona di parlare, di diffondere le proprie idee è un fatto gravissimo, perché informare, ci tengo ancora una volta a sottolinearlo, è uno dei più sacrosanti diritti di un Ateneo e di uno Stato democratico così come il diritto al confronto civile. Di certo – aggiunge Bisesti – con l'Università degli Studi di Trento, provvederemo a realizzare l'evento: non sarà un gruppo di intolleranti, maleducati e violenti a fermare il diritto di dialogare civilmente in Trentino.»
«Questi comportamenti non devono ripetersi, perciò, dopo aver portato le mie scuse al giornalista prima inviato e poi boicottato, ho chiesto al rettore un confronto sulla situazione, soprattutto della Facoltà di Sociologia e di questi violenti.»

 Il rettore Colini: «L’università di Trento accoglie tutte le idee» 
In riferimento alle notizie di stampa che stanno circolando in queste ore a proposito dell’annullamento della conferenza del giornalista Fausto Biloslavo, l’Università degli Studi di Trento desidera esprimere alcune precisazioni.
Il giornalista Fausto Biloslavo era stato invitato dall’associazione studentesca UDU (Unione degli Universitari) al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale martedì 15 ottobre per parlare della situazione in Libia in qualità di esperto, per le sue competenze professionali e l’esperienza sui fronti di guerra.
Il rettore, come ha scritto al giornalista ancora nella tarda serata del 15 durante il suo rientro a Trento: «Ho saputo, con sorpresa e rammarico, dell'annullamento dell'evento organizzato da UDU (unione degli universitari)».
 
«La volontà dell'Ateneo – ha proseguito – non è certo quella di ostacolare il dibattito e la libera espressione di pensiero. La nostra politica è quella di non sindacare nel merito le iniziative delle associazioni studentesche e di sostenerle sempre quando non violano regole generali di comportamento.»
«L'amministrazione ha voluto evitare di essere criticata per un problema di autorizzazioni (siamo molto attenti alle regole, soprattutto per quanto riguarda i presidi di sicurezza) e non ha guardato alla sostanza. In questo momento, anche a tutela degli studenti che hanno forse commesso un errore di procedura, ma hanno fatto bene nella sostanza il loro lavoro, ci tenevo a farle sapere che la mia volontà e quella della comunità che rappresento, è di operare nel pieno rispetto dei principi che ispirano e motivano la stessa esistenza delle università quali luoghi di esercizio e tutela delle libertà fondamentali. Riorganizzare questo evento è un modo per affermare questi principi.»

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