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«Re Cervo Nones», venerdì 10 dicembre a Cles

Commedia teatrale in tre atti liberamente tratta dall’opera settecentesca di Carlo Gozzi

Venerdì 10 dicembre a Cles e sabato 11 a Coredo, l’associazione culturale clesiana Scenari Improvvisi, in collaborazione con Avis Comunale Cles Odv, presenta lo spettacolo Re Cervo Nones, commedia teatrale in tre atti liberamente tratta dall’opera settecentesca di Carlo Gozzi.
Per il gruppo clesiano, che aveva realizzato con successo nel 2015, 2017 e 2019 gli spettacoli musicali con le canzoni di Carlo Piz, cimentarsi con la Commedia dell’arte è solo in apparenza un cambio di rotta. La Commedia si presta alla vena comica, consente l’improvvisazione, ama gli adattamenti, offre spazio a personaggi improbabili e fantastici, incentiva l’uso della propria lingua, vera o finta che sia.
 
Sotto la direzione della regista Sandra Mangini, il nuovo lavoro ha, quindi, evidenti radici in quello precedente (non manca certo qualche richiamo musicale alle canzoni del cantautore clesiano) ma si rafforza delle modalità e delle tecniche della Commedia dell’arte, con l’uso delle maschere, la caratterizzazione dei protagonisti, il ricorso alla vivezza del dialetto.
Si, perché proprio al modo della Commedia dell’arte, ogni attore ha fatto proprio il testo, in veneziano in originale, rivendendolo nel dialetto della Val di Non o trasformandolo in un linguaggio proprio e evocativo, come un tedesco immaginifico o un veneziano abbozzato e divertente.
 
La favola teatrale del Re cervo è ambientata in un tempo «mitologico» («…l’an dei scopazi…»), nel cuore di una selva immaginaria, ma tutta nonesa ed è dominata dalla presenza di un mago e delle sue magie, nel segno della trasformazione fantastica tra regno animale e regno degli uomini. I personaggi sono quelli della fiaba d’amore da un lato (un re buono, una principessa dai nobili sentimenti, un malvagio ministro assetato di potere) e dall’altro, i personaggi della Commedia comica (servi e servette, innamorati, Pantalone, cacciatori): una grande ricchezza di registri teatrali e varietà di linguaggi.
 
Pensato durante il periodo del lockdown, lo spettacolo segna la ripresa delle attività teatrali del gruppo che in questi mesi si è misurato, oltre che nell’acquisizione della tecnica della Commedia dell’arte, anche nella produzione delle maschere in cuoio e nella costruzione del palchetto con i fondali dipinti su cui la fiaba prenderà vita.
Lo spettacolo è realizzato con il contributo del Comune di Cles, del Comune di Predaia, della Comunità di Valle e della Regione.
Al debutto invernale seguirà in estate la ripresa dello spettacolo nei luoghi d’arte della Valle.
L’entrata è gratuita con prenotazione.

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