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Si conclude su Sanbaradio il percorso di «Voice Over»

Il toccante percorso narrativo sul lockdown 2020 raccontato in podcast dagli studenti dell’Ateneo trentino

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Sono tante e tutte molto diverse tra loro le impressioni uscite in questi mesi dai racconti dei giovani studenti protagonisti di «Voice Over - Gli studenti narrano la pandemia», la serie di podcast di 10 puntate andata in onda durante la stagione autunnale del palinsesto di Sanbaradio, che ha raccontato la difficile esperienza del lockdown del 2020 attraverso le voci degli studenti dell’Ateneo trentino.

Il progetto, realizzato da Sanbaradio, la radio della comunità studentesca trentina, in collaborazione con l’Opera Universitaria di Trento, la Fondazione Caritro e la Fondazione Museo storico del Trentino ha infatti cercato di dare spazio e parola alla comunità studentesca, troppo spesso ai margini della vita pubblica cittadina, ma colpita ugualmente o forse anche più di altre dalle limitazioni imposte dalla pandemia, soprattutto nel primo periodo di chiusure, da marzo a maggio 2020.
 
Ad emergere, da questo toccante percorso narrativo capace allo stesso tempo di farsi testimonianza storica, sono state le emozioni e le difficoltà, le paure e le speranze di una generazione. Da dieci storie personali di dieci ragazzi, arricchite da una serie di contributi audio inviati dagli ascoltatori attraverso i social, esce un quadro completo di come gli universitari hanno trascorso il primo lockdown, tra studio a distanza e lontananza dagli affetti, con il timore del Covid-19, all’epoca ancora una grande incognita per tutti.

C’è chi, come Maria, racconta la riscoperta del rapporto con i genitori: «Quel periodo è stato una riscoperta del rapporto con loro. Prima ero sempre fuori casa, e invece sono stata costretta ad esserci nella relazione», e chi, come Ilaria, ricorda la serie di compleanni festeggiati in videochiamata: «Era una sorta di sguardo sulla normalità, e quindi ci ritrovavamo tutti online con la fettina di torta preparata dalle rispettive madri, ognuno con la candelina, a soffiarla tutti insieme nonostante il compleanno fosse di uno solo».
 
Daniele, studente lavoratore, è rimasto a casa da solo, mentre Gabriele il lockdown lo ha passato allo studentato, cercando la maniera migliore per scandire il tempo, tra studio e attività all’aria aperta.
«Un'altra cosa che ho capito, dovendo rimanere immobile, è che non voglio lasciarmi vivere ma vivere, voglio prendere in mano la mia vita ed essere padrona delle mie decisioni, - racconta invece Sofia, ed Arturo si lascia andare a riflessioni profonde sulla società. - Nessuno ha messo in discussione il sistema produttivo, anzi, ora stiamo tornando a livelli peggiori di prima, per cui posso dire che la mia speranza non si è assolutamente realizzata: nessuno sta pensando a migliorare la situazione in cui eravamo prima, si pensa solamente a tornare indietro alla normalità, anche se la normalità ci sta portando nel baratro».

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