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Golden Days: 3° appuntamento a Solstizio d'Estate

Arriva la danza: con Aterballetto va in scena «Golden days» di Johan Inger

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Domenica sera, alle 21.30, sul palco delle Cantine Rotari di Mezzocorona, alla ventinovesima edizione del Festival Solstizio d’Estate arriva la danza.
In scena, per la terza tappa della rassegna, la Fondazione Nazionale della Danza - Aterballetto in una serata firmata integralmente dal celebre coreografo svedese Johan Inger.
Golden Days unisce due pezzi gioiosi, forti e corali, considerati veri e propri cavalli di battaglia dell’ensemble, costruiti su musiche che hanno segnato un’epoca.
Tom Waits, Patti Smith e Keith Jarrett, fanno da sottofondo a Rain Dogs e Bliss, creazioni concettualmente differenti ma musicalmente affini, e invitano lo spettatore a tuffarsi in due mondi magici e nostalgici nei confronti di un passato «mitico», di un’età dell’oro ripensata con il sorriso sulle labbra.
Nel mezzo, un breve assolo intitolato Birdland, vero e proprio filo rosso tra i due episodi, ribelle e coraggioso contro la vita che cambia.
 
Golden days è una creatura ibrida fra due creazioni distinte, ideate ad anni di distanza l’una dall’altra, che accompagna come una chimera gli spettatori ad attraversare temi come la perdita, il cambiamento e le loro conseguenze.
Gli anni d’oro sono evocati, in sottofondo, da quelle note simbolo di una generazione, in un mix di passato e presente per quest’opera pervasa da un sentore di storia e da una fame nostalgica di un luogo del passato che sembrava essere semplice e libero.
I danzatori di Aterballetto, alle prese con il vocabolario fittissimo di Johan Inger, si rivelano impeccabili interpreti di quest’età aurea, distinguendosi per individuale carisma.
 
È questa una delle peculiarità della compagnia: la presenza di solisti unici, disciplinati da una preparazione tecnica eccellente e da uno spirito artistico comune, ma soprattutto riconoscibili singolarmente per qualità di movimento e caratteristiche interpretative.
Autore tra i più interessanti di una generazione fiorita nei giardini della danza contemporanea svedese, Johan Inger è figlio di una grande tradizione (legata a Mats Ek e al Cullberg Ballet, di cui è stato anche direttore dal 2003 al 2008) e padre di nuove traiettorie, fedele al genio della propria terra eppure in viaggio costante verso nuovi mondi.

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