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Pomeriggio di corti in Concorso al Film Festival della Lessinia

Tra questi potrebbe nascondersi il vincitore della Lessinia d’Argento del 26° Film Festival della Lessinia, Bosco Chiesanuova, 21-30 agosto

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Un intero pomeriggio dedicato ai cortometraggi caratterizza, giovedì 27 agosto, la settima giornata di proiezioni al Film Festival della Lessinia.
Tra questi potrebbe nascondersi il vincitore della Lessinia d’Argento, tra i massimi riconoscimenti della rassegna cinematografica internazionale in corso a Bosco Chiesanuova fino al 30 agosto, ma accessibile anche online da tutta Italia.
Alle 18 il grande schermo del Teatro Vittoria si accende, per la sezione Concorso, con «Il bambino del bosco e il segreto di madre foresta» (Regno Unito 2019) di Stephen Irwin, poi «Non era la montagna giusta, Mohammad» (Francia 2019) di Mili Pecherer.
Seguono tre anteprime italiane: «Inverno nella foresta pluviale» (Estonia, Lituania, Messico 2019) di Anu-Laura Tuttelberg, «Una dimostrazione» (Germania, Paesi Bassi, Regno Unito 2020) di Sasha Litvintseva e Beny Wagner, Esiliato (Colombia 2018) di Juan David Mejía Vásquez.
 
Alle 21 la programmazione prosegue con l’anteprima italiana «Asho» (Iran 2019), secondo documentario di Jafar Najafi.
È la storia di un giovane pastore iraniano, energico e inquieto come l’animale di cui porta il nome, l’aquila.
Le sue giornate trascorrono nella cura del gregge di capre della famiglia, con cui condivide un rapporto stretto e gioioso.
Il ragazzino nutre anche una divorante passione cinefila, che lo spinge a vedere film dopo film sul suo malridotto tablet e a parlare di cinema con chiunque.
Ha talento da vendere e il suo futuro è davanti alla macchina da presa, come attore, ma l’unico ostacolo al suo sogno sono le nozze combinate con la cugina.
Il regista segue con partecipata tenerezza le scaramucce dei due ragazzini, fotografate in un paesaggio di luminosa bellezza: ritratto di un Iran rurale, ancora legato alle tradizioni imposte dalla religione ma in cui il sogno di un nuovo stile di vita si va insinuando dallo schermo crepato di uno smartphone.
 
«Noci sonanti» (Italia 2019) è il lungometraggio d’esordio di Lorenzo Raponi, realizzato a quattro mani con il filmmaker indipendente Damiano Giacomelli che sarà in sala per incontrare il pubblico del Festival.
Da sola una noce non fa rumore, molte noci in un sacco suonano.
Con questo spirito Fabrizio ha fondato nell’isolamento delle colline marchigiane la tribù delle noci sonanti: comunità di cui lui e il figlio Siddharta sono il cuore autentico. In un vecchio cascinale, privo di elettricità e confort, accolgono ospiti che di volta in volta si fermano pochi giorni o intere stagioni.
Siddharta però sta crescendo e si appresta a sostenere l’esame d’avanzamento alla quarta elementare, mentre scopre la compagnia dei coetanei e sempre più rifugge quella del padre.
In un’estate dall’apparenza placida e luminosa, serpeggiano tensioni e conflitti che i registi indagano con distanza e rispetto.
Fra colline e boschi si consuma la storia universale di chi si affaccia alla vita e chi invece attende la sera.

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