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Lettere al direttore – Paolo Farinati

«Certo, in Italia può nascere un vero e forte polo socialdemocratico»

È stato presentato a Genova, per le prossime elezioni comunali del capoluogo ligure, il simbolo di una nuova alleanza politica, che unisce il Partito Democratico al Partito Socialista Italiano e ad Articolo Uno.

Vedo in questo con fiducia il possibile inizio della creazione anche in Italia di una forza politica realmente e fortemente socialdemocratica. Si potrebbero usare altri aggettivi per identificare questa nuova proposta partitica: riformista, laica, progressista, cattolico-popolare, ambientalista, europeista.
Il fatto che questo simbolo nasca a Genova non lo ritengo casuale, anzi. Nel 1892, proprio a Genova, nella sala dell'associazione garibaldina Carabinieri genovesi, fu fondato il Partito dei Lavoratori Italiani. Successivamente, a Reggio Emilia nel 1893, il suo nome venne cambiato in Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, mentre al congresso di Parma del 1895 assunse il nome definitivo di Partito Socialista Italiano.
 
È il più antico partito politico in senso moderno e la prima formazione organizzata della sinistra in Italia, oltre ad aver rappresentato anche il prototipo del partito di massa. Dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, moltissimi esponenti di quel partito parteciparono al movimento di Resistenza, essendo presente nei Comitati di Liberazione Nazionale, sia centrale e in quelli locali, e organizzando proprie formazioni partigiane denominate Brigate Matteotti.
Nel Novecento Genova, forse perché anche città di mare, di frontiera e di quotidiano confronto e contagio con molte genti di diverse culture, seppe politicamente dar vita a molte esperienze politiche e amministrative originali e innovatrici. Tranne qualche breve parentesi i partiti di centro – sinistra nel capoluogo ligure seppero cogliere grandi vittorie, con il consenso e la forza dei lavoratori delle industrie e del porto lì presenti.
 
In tal senso, la storia ci dà dei segnali importanti, che possono tradursi nel tempo anche in buone prospettive. E qui torno alla nuova alleanza che debutterà alle elezioni comunali di Genova del prossimo mese di maggio. Il centro – sinistra italiano è stato per decenni diviso, anche con visioni e strategie assai diverse. Ma il tempo ci ha insegnato, anche e soprattutto attraverso eventi straordinari, quali ad esempio la caduta del muro di Berlino, che certe divisioni sono inutile, pretestuose, anacronistiche e dannose. È cresciuta la consapevolezza che ricercare, costruire e salvaguardare la Libertà e la Democrazia lo si fa con maggior efficacia avendo scelto, innanzitutto, la parte del mondo più giusta con cui stare e con cui allearsi: le democrazie cosiddette occidentali.
Qui la sfida politica è divenuta democraticamente tra partiti moderati e partiti riformisti, ovvero tra conservatori e laburisti, ovvero ancora tra popolari e socialdemocratici. La nuova geometria politica delle moderne democrazie è e deve essere in futuro questa. Anche per noi elettrici ed elettori italiani.
 
In questo quadro, la proposta che ci viene da Genova la ritengo intelligente, coraggiosa, generosa, lungimirante e chiara per i votanti. Tutti hanno fatto un passo indietro per farne molti di più in avanti assieme. L’unità fa la forza, soprattutto in politica. Mi auguro che PD, PSI – PSE e Articolo Uno sappiano porre all’attenzione dei genovesi una proposta e idee chiare e credibili. I cittadini non chiedono miracoli, ma concretezza e affidabilità. Si può e si deve ridare fiducia alle persone, farle tornare a votare, farle sentire importanti. Sono pure le condizioni indispensabili per ottenere un ampio consenso. Le crisi economica, sociale e di guerra le si affronta solo unendo ogni popolo.
Vedo in questo disegno politico il nascere di una vera forza socialdemocratica nel nostro Paese. Forse è la prima volta che succede. Ci potranno essere ancora incomprensioni, ma il binario è quello giusto, il viaggio può essere lungo e gratificante.
 
Tutte e tutti coloro che si ritrovano nei valori della Libertà, dell’Uguaglianza, del Lavoro, della Fratellanza, del Merito, dei Diritti, della Pace e della Salvaguardia dell’Ambiente ci devono credere e si devono impegnare. Il momento storico richiede la buona volontà di tutte e di tutti, indistintamente. Deve esserci anche un patto tra generazioni, il futuro nostro benessere risiede nel rispetto delle aspettative di ogni essere umano.
«...fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza…» - ci ha scritto il Sommo Poeta. Quanto è attuale questo suo messaggio. Facciamolo nostro, anche nella pratica politica.

Paolo Farinati


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