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Canale di Tenno: «Nebbie. Al di là del fiume, tra i monti»

La mostra è aperta da martedì a domenica 10-12 e 14-18 con ingresso libero

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«Nebbie. Al di là del fiume, tra i monti» è una mostra nata in occasione di Parma capitale italiana della cultura 2020 e dall’idea delle nebbie come elemento comune alle alte quote e alla pianura.
Due i collettivi di artisti che espongono, in rappresentanza dei due luoghi: quello del Trentino-Alto Adige e quello padano.
Il primo alla Casa degli Artisti «Giacomo Vittone» a Canale di Tenno da sabato 12 settembre (ore 18) al 15 novembre, successivamente entrambi alla Reggia di Colorno nell’Appartamento del principe, da novembre a gennaio, con un’appendice conclusiva alla Chaos Art Gallery di Parma.
 

 
Una trentina di opere di pittura e scultura di dieci artisti, cinque del Trentino Alto Adige -Luciano Civettini, Renata De Pellegrini, Michele Parisi, Renato Ischia e Willy Verginer per la sezione «Tra i monti», quella in mostra a Canale di Tenno - e cinque padani - Paolo Bazoni, Dario Rossi, Brunivo Buttarelli, Sigfrido Vecchi per la sezione «Al di là del fiume», che comprende anche le poesie di Stefano Piva - per un’esposizione che ha il patrocinio di Parma 2020 e con la quale per la prima volta la Casa degli Artisti entra nella Galassia Mart.
La mostra, che propone uno sguardo artistico all’elemento della natura che abita i paesaggi di pianura e quelli delle montagne, la nebbia, parte alla Casa degli Artisti dall’immaginario delle nebbie alpine, per scendere poi in pianura alla Reggia di Colorno.
Il valore della pluralità dei linguaggi degli artisti selezionati è il senso e la bellezza dell’incontro. La nebbia, elemento che chiude alla vista creando una barriera, sarà invece luogo ideale e affascinante per unire, raccogliere e scoprire nuove visioni di creatività, com’è nella tradizione della Casa degli Artisti, che dalla sua fondazione, più di cinquant’anni fa, ha sempre generato progettualità aperte.
 

 
Quando lo scorso autunno, in previsione di Parma 2020 capitale della cultura, è nata l’idea di una mostra sulla nebbia come elemento comune tra la montagna e la pianura, mai si sarebbe immaginato di ritrovarsi a fronteggiare una situazione di incertezza e di «scarsa visibilità» nel cammino come quella causata dalla pandemia.
Il covid-19 ha fatto di tutti noi viandanti sprofondati nel mare di nebbia, che ci costringe a rallentare, a misurare i passi, a volgere lo sguardo dentro per cercare un punto di stabilità, una fiducia nell’attesa e una ricognizione delle nostre geografie interiori.



A parte la contingenza di metafora con lo sfortunato momento storico, l’immaginazione legata alla nebbia genera solitamente negli animi sensibili pensieri affini al mistero, alla quiete, al tempo sospeso, all’intimità, alla poesia, al paesaggio con i suoi mutamenti, intrecciando una relazione creativa con l’artista.
Sono queste corrispondenze che hanno motivato la scelta degli artisti e l’affinità di alcune loro opere con il tema della nebbia.
Un dialogo personale che tracima dalla prospettiva scientifica della nebbia - intesa come una nube stratificata prodotta dalla condensazione del vapore acqueo negli strati dell’atmosfera prossimi al suolo - per assumere caratteristiche mutevoli.
Proprio come le nebbie cambiano in base ai momenti del giorno, al clima, alla morfologia del terreno in una metamorfosi di atmosfere, così sono mutevoli gli stati d’animo degli artisti che trasferiscono all’opera, con differenti linguaggi, altrettante sfumature sul tema della nebbia.
 

 
In virtù del suo muoversi nello spazio a volte con brevi apparizioni, altre sostando a lungo, la nebbia fa incontrare l’immaginario artistico degli artisti alpini con quello degli artisti di pianura, assumendo significati diversi in un’alternanza tra visibile e invisibile, fisico e metafisico.
La mostra è aperta alla visita da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con ingresso libero (lunedì chiuso).

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