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«TUCUL. Monumenti temporanei a Agitu Ideo Gudeta»

Performance collettiva di Christian e Francis Offman curata da Centrale Fies con la collaborazione di Le Garage Lab per la Agitu Ideo Gudeta fellowship

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Christian e Francis Offman - Ph Roberta Segata- Courtesy Centrale Fies.

Il 24 e 25 settembre Centrale Fies, in collaborazione con Le Garage Lab danno vita all’ultima fase del progetto TUCUL. Monumenti temporanei a Agitu Ideo Gudeta degli artisti Christian Offman (‘93) e Francis Offman (‘87) all’interno della Agitu Ideo Gudeta Fellowship.
Dopo la mostra bi-personale di luglio negli spazi di Le Garage Lab di Trento i due artisti hanno tenuto workshop gratuiti di pittura per tutte le persone interessate, utilizzando i fondi di caffè raccolti durante i mesi estivi.
Il progetto si è sviluppato sui due «monumenti temporanei» dedicati ad Agitu in due location della città di Trento particolarmente significative: uno nel Parco di Melta di Gardolo (inserito in un contesto urbano popolare, eterogeneo e ospitale nei confronti di comunità migranti) e l’altro il Giardino Alexander Langer (attivista altoatesino che ha consacrato la sua vita alla difesa della possibilità di una convivenza inter-etnica), che saranno bruciati in ricordo di Agitu Ideo Gudeta rispettivamente venerdì 24 e sabato 25 settembre.
 
Il progetto nasce nel quadro delle attività della borsa di studio per artisti visivi e performativi dedicata ad Agitu Ideo Gudeta, creata nel 2021 dallo sforzo congiunto di Centrale Fies (Dro, Trento), Razzismo Brutta Storia - Fondazione Feltrinelli (Milano) e Black History Month Florence (Firenze) nelle figure di Barbara Boninsegna, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Simone Frangi, Justin Randolph Thompson, una delle nuove formazioni curatoriali di Centrale Fies dal 2020.
Nasce così l’importante collaborazione di Centrale Fies con l’Associazione Le Garage Lab, uno spazio dedicato alle arti, alla creatività e al co-working nel centro storico di Trento, e fondato da Elina Christodoulaki, Michaela von Der Heyde e Tessa Battisti.
Sono le due realtà trentine a lanciare una call to action alla comunità locale per la raccolta di materiale di recupero e fondi di caffè che serviranno per la realizzazione di opere d’arte temporanee costruite attraverso workshop di pittura e scultura gratuiti e aperti a tutti, e che verranno infine bruciate in un rituale collettivo in ricordo dell’imprenditrice Agitu Ideo Gudeta.
 
Agitu Ideo Gudeta, pastora etiope operativa a Trento e in Valle dei Mocheni, è stata vittima nel 2020 di un femminicidio arrivato ad interrompere una vita di lotta e forza, dedicata ad una pratica ecologica illuminata, alla giustizia sociale, al rispetto degli altri e alla rigenerazione culturale del territorio trentino a partire dalle sue potenzialità.
Ogni «monumento temporaneo» costruito dagli artisti prende la forma di un Tucul, semplice edificio a pianta circolare con tetto conico, solitamente di argilla e paglia, tipico di molte regioni africane, in particolar modo dell'Africa orientale, luogo di nascita di Agitu.
Una volta bruciati i Tucul, si procederà a recuperare la cenere da usare come compost per piantare un albero in memoria di Agitu in ognuno dei due parchi.
Gli alberi piantati resteranno come simbolo dell'impegno della città di Trento nell’integrazione e nella lotta contro razzismo, forme di violenza diretta e istituzionale, sfruttamento ed esclusione materiale e simbolica.
 
Il progetto sposa la volontà di Centrale Fies di esplorare e sostenere pratiche contemporanee «dal vivo», intese come progetti artistici che si inseriscono negli «spazi di vita» reali e che contribuiscono all’approfondimento e all’ampliamento del ruolo dell’arte nella società. TUCUL propone l’idea che l’arte sia da intendersi come «spazio di lavoro» collettivo e come uno strumento e un esercizio culturale in grado di radunare le comunità intorno ad un obiettivo condiviso: il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere la popolazione cittadina come co-autrice dell’opera degli artisti e di spingere le comunità ad «abitare l’arte» come modalità di fruire i prodotti culturali.
Il formato ibrido che offre occasioni di formazione, riunione sociale, creatività condivisa ed eventi performativi ha l’intento di sottolineare la natura di «apertura» e fluidità dell’arte contemporanea, la sua implicazione sociale e politica e la sua funzione pubblica.
Attraverso azioni di diversa natura, il formato sperimentale proposto da TUCUL mette in discussione l’idea che l’arte non sia accessibile a tutti e, con questa affermazione, costruisce un monumento temporaneo ad una figura che ha lottato per l’inclusione sociale e l’abbattimento delle forme di discriminazione.

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