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Trento, arte giapponese in mostra a CentrA

La mostra raccoglie una selezione di stampe giapponesi da un primo stato del 1806 di Hokusai fino ad opere degli anni 50

Gli amanti del «mondo fluente» nipponico potranno visitare, da venerdì 9 novembre (ore 18) presso il Centro Studi e Documentazione (CentrA) di via II Androna, 3 a Trento la mostra Arte in Giappone: dal periodo Edo all'epoca Showa (a cura di Tommaso Decarli) (aperta fino al 31 gennaio 2019).
La mostra raccoglie una selezione di stampe giapponesi da un primo stato del 1806 di Hokusai (dalle serie Tokaido) fino ad opere degli anni 50 appartenenti al movimento Sosaku Hanga, passando per Hiroshige, Kunisada e Kuniyoshi, i tre grandi maestri dell'ukiyo-e, e gli artisti del movimento Shin Hanga (Koson, Shotei).
Sono esposti anche alcuni esempi di pittura giapponese appartenenti alla Scuola Rinpa, Tosa e alla scuola di Hokusai.
Presenti anche due maschere del teatro No (teatro tragico) e Kyogen (teatro comico).
Il curatore ci introduce nel difficile e affascinante mondo dell'arte in Giappone dal periodo Edo all’era Shōwa.


 
 UKIYO-E 
L'ukiyo-e (immagine del mondo fluttuante) è un genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo.
Ukiyo, che significa «mondo fluttuante», si riferisce alla cultura giovane e impetuosa che fiorì nelle città di Edo (oggi Tokyo), Ōsaka e Kyōto.
La parola è anche un'allusione scherzosa al termine omofono «mondo della sofferenza», il ciclo continuo di morte e rinascita al quale i Buddhisti cercavano di sottrarsi.
Questa tecnica artistica divenne molto popolare a Edo durante la seconda metà del XVII secolo a partire dalle opere monocromatiche di Hishikawa Moronobu (circa 1670).
All'inizio, si utilizzava soltanto inchiostro cinese, in seguito alcune stampe vennero colorate a mano con dei pennelli, ma nel XVIII secolo Suzuki Harunobu sviluppò la tecnica della stampa policromatica.
 
Le stampe ukiyo-e non erano costose perché erano prodotte in massa ed erano pensate principalmente per gli abitanti della città che non potevano permettersi dei veri dipinti. Alle origini, il soggetto principale degli ukiyo-e era la vita della città, in particolare le attività e le scene dei quartieri dei divertimenti: belle cortigiane, grossi lottatori di sumo e attori famosi erano ritratti mentre svolgevano il loro lavoro.
In seguito divennero popolari anche i paesaggi, mentre non apparvero quasi mai soggetti politici e di altre classi sociali all'infuori di quelle più basse (composte appunto da cortigiane, lottatori di sumo e attori).
Il sesso non era un vero e proprio tema a sé, anche se comparve spesso in queste stampe.
Gli artisti e gli editori erano talvolta sottoposti a sanzioni per queste stampe sessualmente esplicite, dette shunga.
 
La storia dell'ukiyo-e comprende essenzialmente due periodi storici: il periodo Edo, che comprende gli ukiyo-e dalle origini fino al 1867 circa, quando iniziò l'era Meiji che durò fino al 1912.
Il periodo Edo fu essenzialmente un periodo di calma e costituì l'ambiente ideale per lo sviluppo dell'arte in questa forma commerciale, mentre il periodo Meiji fu caratterizzato da nuove influenze dovute all'apertura del Giappone all'Occidente.
A metà del XVIII secolo, la tecnica della stampa si era evoluta tanto da permettere delle stampe tutte colorate, dette nishiki-e, e le stampe ukiyo-e più famose vennero create proprio in questo periodo: Utamaro, Hokusai, Hiroshige, Kunisada, Bunchō e Sharaku furono gli artisti più importanti di questo periodo.
Durante l'Era Kaei (1848–1854), arrivarono in Giappone molti mercantili stranieri: il cambiamento culturale che ne seguì può essere riscontrato negli ukiyo-e di quel periodo.
 
In seguito alla Restaurazione Meiji del 1868, il Giappone si aprì alle importazioni dall'Occidente, tra cui la fotografia e le tecniche di stampa. I colori naturali vegetali usati negli ukiyo-e vennero sostituiti da tinture chimiche all'anilina importate dalla Germania.
Anche se gli ukiyo-e vennero in gran parte rimpiazzati dalla fotografia e passarono di moda in Giappone durante l’occidentalizzazione del paese, all'inizio del periodo Meiji, divennero fonte di ispirazione in Europa per l'Art nouveau, per gli impressionisti, e altri artisti come Van Gogh, Gauguin, Degas e Klimt. Questa influenza è stata chiamata Giapponismo.
 
 SHIN HANGA 
Nel XX secolo, durante i periodi Taishō e Showa, l'ukiyo-e tornò di moda con i movimenti shin hanga e sōsaku hanga, che miravano a differenziarsi dalle forme tradizionali di arte commerciale.
Ironicamente le shin hanga (letteralmente «nuove stampe») erano esportate in gran parte negli Stati Uniti. Ispirati dall'impressionismo europeo, gli artisti vi incorporarono elementi occidentali, come gli effetti della luce e l'espressione degli stati d'animo individuali, ma si focalizzarono su temi strettamente tradizionali.
L'editore principale fu Watanabe Shozaburo, a cui viene attribuita la creazione del movimento.
Artisti importanti furono Ohara Koson, Takahashi Shōtei e Kawase Hasui.
 
 SŌSAKU HANGA 
Meno conosciuto è invece il movimento sōsaku hanga (letteralmente «stampe creative») che seguì un concetto occidentale di «arte» come prodotto della creatività dell'artista, creatività superiore alla manualità.
Tradizionalmente, nel processo di produzione degli ukiyo-e, il progetto, l'incisione, la stampa e l'edizione erano indipendenti tra di loro ed eseguiti da persone diverse e fortemente specializzate.
Il sōsaku hanga asseriva che l'artista doveva essere coinvolto in tutti gli stadi della produzione.
Il movimento, che venne formalmente inaugurato con la formazione della Japanese Creatice Print Society nel 1918, ebbe un successo inferiore allo shin hanga, dato che i collezionisti occidentali preferivano l'aspetto più tradizionalmente giapponese di quest'ultimo.
Tra gli artisti più noti ricordiamo Tokuriki Tomikichiro.
 
 Tecnica dell’Incisione dei blocchi di legno 
Gli ukiyo-e venivano prodotti con il seguente procedimento:
- l'artista creava il disegno originale in inchiostro;
- un assistente (detto hikkō) creava quindi una traccia (hanshita) dell'originale;
- degli artigiani incollavano questo disegno a faccia in giù su un blocco di legno, incidendo le parti in cui la carta era bianca, lasciando il disegno in evidenza sul blocco, ma distruggendo l'originale;
- il blocco veniva inchiostrato e stampato, producendo copie quasi uguali del disegno originale.
- queste stampe venivano a loro volta incollate a faccia in giù su blocchi di legno e le aree che dovevano essere di un particolare colore venivano lasciate in rilievo. Ognuno di questi blocchi stampava almeno un colore della stampa finale.
- la serie di blocchi di legno veniva inchiostrata in diversi colori, che successivamente venivano impressi su carta. La stampa finale portava l'impressione di ognuno dei blocchi, alcuni stampati più di una volta per dare profondità al colore.
 
Un'occasione da non perdere, dunque, per chiunque voglia approfondire la propria conoscenza della cultura e dell'arte nipponica, conosciuta in Europa soprattutto per i lavori di Hiroshige e Hokusai, per avvicinarsi ad un'estetica che nella sua spiritualità ha influenzato la creatività occidentale soprattutto a partire dall'Ottocento.
 
 Arte in Giappone: dal periodo Edo all'epoca Showa 
A cura di Tommaso Decarli - Centro Studi e Documentazione (CentrA) di via II Androna 3, Trento.

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