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RespirArt Day 2019, 5 opere per i 10 anni di Dolomiti UNESCO

Alle ore 9 di sabato 27 luglio il Parco d’Arte di Pampeago invita a scoprire le opere degli artisti e degli studenti delle Accademie d’arte di Varsavia e Venezia

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MIRROW di Martina Pomari - RESPIRART 2019- Ph Eugenio Del Pero.

Amano la natura tanto da cercare di eguagliarne la bellezza. Amano la natura così intensamente da lasciare che sia lei a decidere la durata di ciò che creano.
Sono gli artisti di fama internazionale e gli studenti delle accademie d’arte europee che ogni estate lasciano il segno del loro passaggio nel Parco d’arte RespirArt di Pampeago, in Val di Fiemme, partecipando alla manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt curata da Beatrice Calamari e Marco Nones e sostenuta da Itap Pampeago, Provincia Autonoma di Trento, ApT Val di Fiemme, Magnifica Comunità di Fiemme, Trentino Marketing, Fondazione Dolomiti UNESCO, La Sportiva di Ziano, Cantina Endrizzi, il fotografo Eugenio Del Pero e gli Hotel amici del Parco RespirArt: Hotel Maria di Carano, Hotel Azalea di Cavalese, Hotel Lo Scoiattolo di Pampeago, Hotel La Roccia di Cavalese, Hotel Shandranj di Stava di Tesero, Hotel La Roccia di Cavalese, Hotel Olimpionico di Castello Molina.
 

POINT di Jan Jaworski, Stanislaw Brach e Filip Musial - RESPIRART 2019 - Ph Eugenio Del Pero.

Sabato 27 luglio 2019, alle 9.00, la festa itinerante RespirArt Day, inserita nel calendario degli eventi che festeggiano i 10 anni di Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, rivela 5 nuove installazioni d’arte che si aggiungono alle 22 già presenti.
A presentarle è Maria Concetta Mattei, giornalista e conduttrice del TG2 Storie. I visitatori camminano al suo fianco, in compagnia degli artisti, al cospetto del gruppo dolomitico del Latemar, lungo il sentiero artistico ad anello di 3 km fra le quote 2.200 m. e 2.000 m. Narra le bellezze naturalistiche circostanti Giuseppe Zorzi, sindaco di Panchià.
Per partecipare occorre prenotarsi inviando un messaggio alla email respirartgallery@gmail.com o al numero 335 1001938.
 

SIMBIOSI di Hannah Streefkerk - RESPIRART 2019 - Ph Eugenio Del Pero.

Il RespirArt Day 2019 ospita la celebre artista svedese Hannah Streefkerk, apprezzata dalla critica per i suoi ricami di licheni adagiati su alberi e sassi, e l’artista pluripremiato Stanisław Brach, noto per le sue opere di ceramica dedicate alle api, che lavora al fianco dei suoi allievi dell’Accademia d’Arte di Varsavia Jan Jaworski Brach e Filip Musiał.
Il gruppo Terrae, formato dagli artisti trentini Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi, propone l’installazione «29 ottobre 2018» per ricordare la tempesta Vaia che ha abbattuto milioni di alberi nel Triveneto.
L’opera narra due forze della natura: quella distruttiva e quella creativa. Centinaia di giovani piante, infatti, circondano l’installazione composta da abeti spezzati dalla tempesta e raccolti dalla Magnifica Comunità di Fiemme.
 

L'artista Stanislaw Brach con gli allievi Jan Jaworski Brach e Filip Musial.

L’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni dedica un’opera al geologo e mineralista Déodat de Dolomieu (da cui è nato il nome Dolomia), in occasione dei primi dieci anni di Dolomiti UNESCO, assemblando le vecchie coperture delle baite dolomitiche.
L’installazione formata da 18 betulle della studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari invita l’uomo a guardare il mondo con gli occhi dell’albero.
Nel cuore del parco più alto del mondo, di fronte allo Chalet Caserina, è esposto fino al 12 settembre un bronzo dell’artista architetto Carlo Ramous (1926-2003).
L’opera «Dilatazione», creata nel 1961, è stata prestata dal collezionista Walter Patscheider. Ramous è noto per le sue opere monumentali in bronzo: sono 19 solo a Milano.
L’associazione culturale RespirArt festeggia anche la realizzazione di un parco gemello nato il 7 luglio 2019 a Passau, lungo il Danubio, il parco d’arte RespirArt Bavarese.
 

Il gruppo TERRAE crea 29 OTTOBRE 2018 per RespirArt 2019.

Il RespirArt Day offre un «Arteritivo» della Cantina Endrizzi, una delle più antiche del Trentino, con il Trentodoc Piancastello Riserva 2014 che profuma dei boschi delle Dolomiti, perché il vigneto che guarda sulla Piana Rotaliana poggia su un terreno di matrice dolomitica, con una forte presenza di calcare che conferisce mineralità, freschezza, profumi eleganti e persistenti.
Quindi si degusta il Dalis bianco della Cantina Endrizzi, noto per il suo profumo intenso e fragrante, con note di sambuco, ribes bianco, mela verde, fiori di acacia, buccia di cedro, miele.
A presentare i vini Endrizzi sono Paolo Enridici, fondatore della cantina, suo figlio Daniele Enridici e Aurora Enridici, dell’ufficio comunicazione.
Il Parco RespirArt abbraccia anche le famiglie, attraverso curiose installazioni gioco ispirate alle opere d’arte, visite teatralizzate settimanali e una mostra fotografica che permette ai bambini di scoprire gli animali selvatici di Pampeago attraverso missioni-gioco e timbri che si trovano lungo il sentiero.
INFO: respirartgallery@gmail.com, www.respirart.com, www.latemar.it
 

DOLOMIEU di Giovanni Bailoni - Ph Eugenio Del Pero - RESPIRART 2019.

 LE 5 OPERE RESPIRART 2019 
«SIMBIOSI» DI HANNAH STREEFKERK
L’artista svedese Hannah Streefkerk, utilizzando un mestiere tradizionale come il ricamo e l’uncinetto, riproduce licheni su alberi e rocce imitandone le sfumature alla perfezione.
Esplorando la fragilità della natura Hannah ricuce insieme la corteccia di alberi spinosi, ripara buchi nelle foglie e crea gusci protettivi per le pietre, affidando le sue creazioni all’erosione del tempo e dei processi naturali.
Attraverso le sue opere, Streefkerk osserva i fenomeni nella natura e con un tocco giocoso li traduce nel suo inconfondibile linguaggio artistico.
Trova ispirazione nel modo in cui il muschio e il lichene si formano sulla corteccia e sulle rocce, e su come i funghi causano crescite anomale su alberi.
Streefkerk sembra dire che la natura in tutte le sue sfaccettature non finisce mai di stupire, sorprendere e riempire la sua mente di meraviglia, e invita i suoi spettatori a unirsi a lei nella sua esplorazione. Le sue opere possono essere viste come metafore visive per la nostra responsabilità condivisa di proteggere la natura e ridurre il nostro impatto sull'ambiente.
Allo stesso tempo ci spingono a contemplare il nostro ambiente naturale.
Notare le cose, fermarsi una volta ogni tanto. Il tempo e il fatto che tutto sia temporaneo sono aspetti della vita che accomunano l'ambiente e ogni essere umano.
Hannah Streefkerk illustra delicatamente il passare del tempo, la crescita, il decadimento e il continuum della vita. È un lavoro lento il suo, richiede tempo, come la natura stessa.
 
«Con la tecnica del ricamo e dell’uncinetto – spiega Hannah Streefkerk – ho utilizzato lana e cotone per creare licheni. Il lichene è un mix tra un'alga e un fungo. Io lo definisco semplicemente una creatura, perché è una specie simbiotica.
«Mi piace l'idea che viva in perfetta simbiosi e che uno non potrebbe sopravvivere senza l'altro. Se penso a questa idea simbiotica in grande, penso che anche noi non possiamo vivere l'uno senza l'altro.
«Noi viviamo una relazione simbiotica con gli altri e con la natura. In questo momento di grandi cambiamenti climatici e di problemi ambientali, stiamo distruggendo questa relazione simbiotica e questo mi preoccupa molto.
«Con questo lavoro, mi ripropongo di far riflettere chi lo guarda su cosa stiamo facendo in questo momento nel mondo. Abbiamo bisogno di prenderci cura del mondo e prenderci cura l'uno dell'altro. Li ho intrecciati e ricamati.
«È un processo molto lungo. Quando lavoro duro, riesco solo a fare un pezzo grande così in una settimana (fa un gesto con le mani e disegna un cerchio con circa 4 cm di diametro). Preferisco non usare una macchina per crearli.
«È importante che ci voglia molto tempo per farli. La natura stessa ha tempi dilatati. Voglio investire questo tempo per qualcosa che è veramente importante per me. Questa è l'idea alla base di questo lavoro.»
 
«POINT” DI STANISLAW BRACH E I SUOI STUDENTI
RespirArt diventa un vivaio d’arte con il progetto dell’artista di Varsavia Stanisław Brach e i suoi allievi dell’Accademia d’arte di Varsavia Jan Jaworski Brach e Filip Musiał. Insieme hanno creato il progetto «Point» per costruire uno spazio autonomo, e vuoto all’interno, di modo che ricordi una casa, una tenda, un focolare, un osservatorio, un rifugio.
L’artista pluripremiato, noto per le sue esplorazioni del mondo delle api attraverso ceramica, con i suoi studenti ha immaginato un punto fermo, stabile, che svetta fra cime da capogiro per ancorarci fra terra e cielo.
La struttura cilindrica è la stessa dei forni dove si cuoce la ceramica. In questo caso è creata con mattoni di abete della Magnifica Comunità di Fiemme. All’interno si può vedere la «scultura» di un capolavoro senza pari.
È una pietra. È un’opera naturale levigata dal tempo.
Stalislaw Brach e i suoi studenti, invece di dar vita a una scultura di ceramica, invitano a scoprire un’opera già esistente, un magnifico masso lavorato dal tempo.
 
«29 OTTOBRE 2018» DEL GRUPPO ARTISTICO TERRAE
Il gruppo artistico trentino crea opere d’arte ambientale usando elementi naturali che il tempo e le intemperie riportano alla terra per ricomporre un ciclo senza fine. Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi propongono l’installazione “29 ottobre 2018” per ricordare la tempesta che ha abbattuto milioni di alberi nel Triveneto con un vento che in alcune cime ha sfiorato i 200 km/h. L’opera narra due forze della natura: quella distruttiva e quella creativa. Circondano infatti le rovine centinaia di giovani piante che esprimono un potente gesto di rinascita.
 
Guardateli questi alberi capovolti,
rami, tronchi e radici sono un immenso groviglio.
Guardatele queste piante antiche inginocchiate,
con le radici in cielo.
Il grande popolo degli alberi spazzato via dalla furia del vento.
Rimane solitario, in mezzo a tanta bufera, l’abete rosso.
Ha perso tutti i suoi rami, ma sulla cima
alcune gemme ingrossate aspettano la primavera.
Gruppo Terrae, gennaio 2019
 
«DEODAT DE DOLOMIEU» DI GIOVANNI BAILONI
L’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni dedica un’opera al geologo e mineralista Déodat de Dolomieu (1750-1801), da cui è nato il nome Dolomia.
È un tributo ai primi dieci anni di Dolomiti UNESCO. Ed è una storia che nasce dalla passione di un nobile scienziato francese che mai avrebbe pensato di dare il nome a nove sistemi montuosi separati da montagne, fiumi e altri gruppi di montagne.
I 142mila ettari che formano il Bene UNESCO, dal 13 maggio 2010, costituiscono una sorta di arcipelago, distribuito su un’area alpina molto più vasta e suddiviso in cinque Province.
Oggi Dolomieu viene rievocato di fronte al massiccio del Latemar con la statua che Bailoni assembla utilizzando le coperture di vecchie baite dolomitiche.
L’artista si affida al riciclo, che prolunga la vita dei materiali, fra montagne d’incanto da custodire e conservare nell’eternità.
Le opere di Giovanni Bailoni sono caratterizzate da una macchia di colore rosso ruggine che simboleggia il cuore e l’anima, a voler sottolineare che questi manufatti hanno una vita, nonostante siano creati con oggetti che vengono buttati o abbandonati.
Secondo l’artista «questi materiali hanno un loro respiro e un impellente bisogno di rivelare».
Lui restituisce loro la voce affidandoli alla natura.
 
«MIRROR» DI MARTINA POMARI
Studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari di Dro, ha scritto una tesi sulla land art anche attraverso il ritratto e la narrazione delle opere di RespirArt.
Nell’ultima pagina ha dipinto «Mirror», un’installazione formata da 18 betulle che aprono sguardi limpidi sulla candida corteccia. In fondo alla tesi ha voluto disegnare l’opera di land che un giorno avrebbe voluto creare. Quel giorno è arrivato. RespirArt l’ha invitata a liberare il suo pensiero nel parco.
«Mirror – l’artista emergente Martina Pomari – nasce da un profondo amore per la montagna, luogo di contemplazione della natura, specchio di ognuno di noi.
«L’albero, pur protetto dalla corteccia, è molto simile e vicino all’uomo. Anche il bosco guarda.
«Osserva con occhi indefiniti, come quelli disegnati dai nodi delle betulle, il paesaggio circostante, lo scorrere del tempo e delle stagioni.
«Ho voluto rendere questi occhi simili a quelli dell’uomo per favorire un processo di identificazione: ognuno potrà immaginare di guardare con gli occhi dell’albero.»
 
L’ESCURSIONE ARTISTICA
Il Parco RespirArt di Pampeagosi estende fra le quote 2000 e 2200. Si raggiunge salendo a piedi in 30 minuti, seguendo il sentiero che parte dal parcheggio della seggiovia Tresca di Pampeago (Val di Fiemme - Trentino) o, più comodamente, con la Seggiovia Agnello (aperta tutti i giorni da sabato 29 giugno a domenica 8 settembre 2019).
Il percorso ad anello di 3 km permette di godersi queste opere, con calma, grandi respiri e a passi lenti. Nel parco sono presenti due rifugi.
A 2.000 m. s.l.m. c’è lo Chalet Baita Caserina (recentemente rinnovato anche con l’installazione di un idromassaggio sulla terrazza), mentre a quota 2.200 c’è il Rifugio Monte Agnello con una vista spettacolare sulle Dolomiti.

INFO: www.respirart.com – www.latemar.it

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