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FP CGIL: «30 assunzioni al Muse. E tutti gli altri?»

Si deve parlare dell’intero sistema museale: secondo i sindacati gli interventi a spot fanno perdere di vista il problema delle centinaia di precari del settore

Fp Cgil prende atto, con prudenza, dell'annuncio dell’assessore Bisesti sul bando per assumere 30 persone al Muse, stabilizzando alcuni precari.
«Per l’ennesima volta diciamo all’assessore che serve un tavolo sindacale in cui affrontare tutti i nodi della vicenda. La strada è quella giusta, ma manca sempre chiarezza e i numeri non tornano.
«C'è bisogno di capire la prospettiva per le altre decine di precari del Muse e per le centinaia che lavorano nell'intero sistema museale Trentino.
«Dobbiamo garantire le tutele per coloro che potranno accedere al concorso e per quelli che resterebbero in appalto.
«Dobbiamo essere certi che si valorizzi l'esperienza maturata in questi anni e vengano stabiliti tempi certi con cui si intende procedere.»
Sono le parole del segretario generale di Fp Cgil Luigi Diaspro.
 
In una nota per la stampa, la Cgil rivendica con forza il fatto che questo primo risultato, che pure dovrà trovare concreta e rapida attuazione col coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, è frutto della mobilitazione degli operatori degli appalti, che si sono messi in gioco affiancati dalla «Fp», contrastando tentativi di intimidazione e rischiando in prima persona.
 
«Siamo pronti a dare atto, all'assessore Bisesti, di un cambio di direzione importante nella gestione del sistema museale Trentino, a condizione che apra la discussione con le rappresentanze dei lavoratori e spieghi il progetto.
«I numeri che leggiamo sono insufficienti per i lavoratori interessati: occorre estendere la platea e guardare a un reale processo di internalizzazione di uno dei settori culturali di maggior pregio del territorio.
«Invitiamo inoltre la giunta a proseguire su questa strada e a recedere dal progetto di un bando di 2,6 milioni per la somministrazione di rapporti di lavoro con l'amministrazione provinciale.
«La strada maestra è e deve continuare a essere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato per garantire qualità dei servizi e tutele contrattuali al personale.
«Lo stesso deve valere per tutti i settori: si deve infatti scongiurare l’ipotesi di nuovi ricorsi a forme come quella che sta riguardando l’Agenzia del lavoro, dove la Provincia ha addirittura virato verso forme di lavoro somministrato.»

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