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Quattro nuove mostre per il Museo di Luserna

Il Centro Documentazione Luserna riapre lunedì di Pasquetta 18 aprile

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Il Centro Documentazione Luserna riapre lunedì di Pasquetta 18 aprile e rimarrà aperto tutti i giorni fino al 6 novembre. L’offerta che troveranno i visitatori è degna di nota: sono ben 4 le nuove mostre che saranno aperte al pubblico nel 2022. Una di esse, «Felini delle Alpi», racconta la presenza della lince e del gatto selvatico in area alpina. Le altre due mostre raccontano i mestieri e gli attrezzi da lavoro della civiltà contadina. Accanto alle novità vi sono le numerose sale permanenti che raccontano tradizioni, natura e cultura del territorio.
La prima mostra («Felini delle Alpi») è un nuovo ed emozionante percorso scientifico – realizzato in collaborazione con una decina di ricercatori sul campo e numerosi musei italiani, austriaci e tedeschi – attraverso il quale si possono conoscere la lince e il gatto selvatico: due felini meravigliosi che popolano le Alpi, la cui vita viene spiegata attraverso immagini, parole e video.
 
Completamente rivisto anche l’allestimento, con un diorama «immersivo» percorrendo il quale si possono vedere e vivere da vicino tanti esemplari di lince e di gatto e conoscerli meglio, in modo divertente. Lungo il percorso vi sono infatti alcune sorprese, pensate per coinvolgere i bambini e i ragazzi, ed avvicinarli alla conoscenza di queste due particolari specie animali.
Il 30 luglio e il 3 settembre, presso la Sala «J. Bacher», si terranno due importanti convegni internazionali (aperti al pubblico) dedicati rispettivamente al gatto selvatico e alla lince, nei quali interverranno alcuni tra i più importanti esperti italiani e stranieri. Luserna diventerà quindi un punto di riferimento scientifico per gli appassionati e studiosi.

La seconda mostra («Di Arbatn») racconta – grazie a numerose immagini d’epoca realizzate da alcuni «mostri sacri» della fotografia trentina – i mestieri tradizionali locali. Gli scatti di Mario Albertini, Flavio Faganello, i fratelli Pedrotti, Sergio Perdomi, Rodolfo Rensi, Carlo Valentini illustrano gli antichi mestieri del Trentino di un tempo. Al centro del ragionamento vi è il tema più ampio del lavoro, evocato anche attraverso alcune brevi frasi che invitano al pensiero e alla riflessione. Un filmato di Michele Trentini – «Contadini di montagna» (2015) – racconta la poesia ma anche la complessità di chi oggi continua a vivere e lavorare nelle «terre alte». In altre parole: guardare al passato e alla tradizione per reinventare il futuro, anche in modo innovativo.
 
La terza mostra è anche un gioco: «Etnogame»: è infatti una sfida divertente e interattiva, che prende alla lettera una riflessione di Dario Fo: «Ancora non si è capito che soltanto nel divertimento, nella passione e nel ridere si ottiene una vera crescita culturale». I visitatori sono chiamati ad indovinare, scegliendo fra diverse risposte, la funzione esatta di una ventina di strumenti e attrezzi del lavoro e della vita quotidiana di un tempo, appartenenti alla collezione etnografica del Museo.
Infine, dal 25 giugno, le meteoriti «cadranno» virtualmente a Luserna con la mostra «Pietre spaziali!»: presso la Pinacoteca – attraverso pannelli, video e con l’esposizione di numerose meteoriti provenienti da una prestigiosa collezione privata – si racconterà infatti l’incredibile storia degli asteroidi piombati sulla terra, provenienti da mondi lontani.

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