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Giuseppe Šebesta e il Museo di S. Michele al British Museum

L’opera artistica e museografica di Šebesta all’importante congresso internazionale «Art, materiality & representation»

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Il fondatore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Giuseppe Šebesta (1919-2005) verrà ricordato insieme alla sua opera museografica domenica 3 giugno nell’ambito di un importante congresso londinese dal titolo «Art, materiality & representation», organizzato congiuntamente dal British Museum, dal Royal Anthropological Institute of Great Britain and Ireland e dall’Università di Londra, con lo scopo di ridefinire l’attuale stato dell’arte della museografia antropologica e delle sue prospettive.
 
Un appuntamento di rilevanza mondiale, con oltre 100 sezioni di lavoro e un migliaio circa di comunicazioni e interventi, che si terranno dall’1 al 3 giugno nelle sedi prestigiose della cittadella universitaria di Bloomsbury, dal British Museum al Senate House e alla School of Oriental and African Studies (SOAS).
 
Occasione di particolare prestigio, pertanto, per ricordare Šebesta nel cinquantesimo anniversario della fondazione del Museo di San Michele (1968-2018), con la comunicazione «Per fare l’etnografo, devi saper disegnare! L’eredità di Giuseppe Šebesta e il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina», che viene presentata congiuntamente da Giovanni Kezich e Antonella Mott, nell’ambito della sezione «Arte come etnografia / Etnografia come arte» curata da Max Carocci e Stephanie Pratt.
 

 
L’illustre museografo italiano Giuseppe Bèpo Šebesta (Trento, 1919-2005), che è stato documentarista, chimico, designer, pittore, illustratore, ceramista, creatore di pupi animati, narratore, folklorista ed etnografo, viene infatti generalmente accreditato dell’aver iniziato una vera e propria rivoluzione nel campo dei musei etnografici italiani, avendo dato una priorità senza precedenti allo studio analitico delle tecnologie indigene.
Nell’etnografia di Šebesta la capacità di disegnare ha quindi un posto centrale, che ha personalmente sperimentato nel corso di importanti campagne sul campo come quella che sottende la pubblicazione dell’Atlante storico-linguistico-etnografico friulano (ASLEF) di G.B. Pellegrini (1972-1986), e l’allestimento del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige (1968).
 
Nel 50° anniversario di questa importante istituzione etnografica, una rivisitazione generale del metodo di Šebesta, che traeva ispirazione sia dalle proprie origini boeme che dalle correnti ancora vitali del futurismo italiano, rappresentato in modo particolare da Fortunato Depero, sembra essere un esercizio degno di nota.
La fondazione del Museo può dirsi infatti un episodio importante, su scala propriamente europea, di un’interazione pratica tra arti visive e rappresentazione etnografica.
 
La presentazione offrirà una sintesi del lavoro di Šebesta come artista, etnografo e museografo sul campo, sullo sfondo culturale specifico del confine nord-orientale italiano, e nel dibattito in corso sul ruolo dei musei etnografici nella rappresentazione delle identità nazionali e locali nel mondo glocale.
Al medesimo congresso londinese si segnala un’altra presenza trentina di rilievo, quella di Anna Luisa Pedrotti, che parlerà del «Neolitico in Italia: la rappresentazione della figura umana sui vasi», nell’ambito della sezione «Arte e cultura materiale nell’Europa preistorica».

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