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1.300 biglietti d'ingresso per far ripartire Artesella

«L’alluvione ha colpito un simbolo del Trentino, un museo all’aria aperta unico che ha saputo valorizzare la bellezza della natura con l’arte e l’educazione»

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La cooperativa La Coccinella ha regalato ai genitori dei bambini che frequentano gli asili nido l’ingresso al museo all’aria aperta, un patrimonio naturale, culturale ed educativo duramente colpito dalla calamità di fine ottobre.
In Val di Sole invece la cooperativa porterà l’illustratrice e arteterapeuta, vincitrice di premi internazionali, con grande esperienza nell’aiutare i bambini piccoli e le loro famiglie ad affrontare i traumi causati da catastrofi naturali, lutti e perdite dei propri punti di riferimento.
Tutto il Trentino si è mobilitato nell’aiuto alle zone duramente colpite dall’alluvione catastrofica di fine ottobre, segno di una terra capace di solidarietà e di coesione.
Un aiuto che deve durare nel tempo perché i danni segneranno a lungo il paesaggio, l’economia, ma anche la vita di molte persone.
 
«Ognuno è chiamato a fare la propria parte - afferma Francesca Gennai presidente della cooperativa La Coccinella, - per questo anche noi abbiamo deciso di regalare a tutte le famiglie che usufruiscono dei servizi di asilo nido e i centri aperti, biglietti di ingresso ad Arte sella che ad ottobre ha subito danni rilevantissimi.
«L’alluvione ha colpito un luogo simbolo del Trentino, un museo all’aria aperta unico nel suo genere perchè ha saputo coniugare e valorizzare a livello internazionale la bellezza della natura del nostro territorio con l’arte e l’educazione.»
 
Da anni La Coccinella collabora con Arte Sella nella progettazione e realizzazione di percorsi educativi che solo lo scorso anno hanno coinvolto quasi 3800 bambini di 65 scuole, 6 centri aperti e diverse associazioni.
«Affinché al più presto Arte Sella possa tornare ad accoglierne tanti altri abbiamo regalato alle famiglie due biglietti per adulti (i bambini non pagano), per un numero complessivo di 1.800 ingressi. Siamo convinti infatti che i luoghi rinascono se abitati, se sono vissuti insieme.»
I segni, le ferite più difficili da curare, anche spesso invisibili, sono quelle delle vite delle persone e dei bambini, come quelli della Valle di Sole, che hanno subito perdite e provato la paura dell’impotenza di fronte ad una forza devastatrice.
 
Famiglie che hanno visto i luoghi della loro vita quotidiana mutare radicalmente, perso i punti di riferimento e affetti.
«In Val di Sole, dove siamo presenti con diversi servizi educativi – afferma Gennai – abbiamo deciso di organizzare dei laboratori e dei percorsi con Arianna Papini, illustratrice di fama internazionale, ma anche e soprattutto arte terapeuta con grande esperienza nell’accompagnare bambini, mamme e papà ad affrontare i traumi causati da disastri naturali. Ha lavorato ad esempio con i bambini di Longarone sulla memoria del disastro della diga del Vajont e con quelli emiliani colpiti dal terremoto.»
 
Da queste esperienze sono nati anche dei libri utilizzati nelle scuole, come «Terremoto!» di cui l’autrice ha devoluto i diritti d’autore alla ricostruzione delle terre colpite.
«Come terapeuta – ha dichiarato più volte Papini – non mi sento di sostenere che il trauma sia superabile. Quello che possiamo fare è condividere, sentire insieme il dolore della memoria e trovare la speranza di una trasformazione dell'evento in qualcosa da poter poi utilizzare e quindi che non ci possa più sopraffare.»

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