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«Intrecci di seta la manifattura Viesi di Cles»

Al Museo Diocesano Tridentino di Trento dal 16 maggio al 1 luglio

Dopo il successo di presenze registrato al Palazzo Assessorile di Cles, la mostra Intrecci di seta.
La manifattura Viesi di Cles apre a Trento, dal 16 maggio 2019, al Museo Diocesano Tridentino.
Intrecci di seta. La manifattura Viesi di Cles è una mostra inedita e curiosa, che restituisce alla comunità trentina un brano significativo della propria storia recente.
L'esposizione ripercorre la vicenda dell'impresa familiare Viesi di Cles, specializzata nella produzione di tessuti per la Chiesa e nella confezione di parati liturgici.
Nell'arco della sua attività, che si colloca dalla metà dell'Ottocento fino agli anni Ottanta del Novecento, la ditta Viesi ha attraversato due guerre mondiali e vissuto numerose trasformazioni, sapendo di volta in volta ripartire e adattarsi al mercato.
 
La mostra ricostruisce con precisione questa vicenda e avvalendosi di documenti d'epoca, fotografie, curiosi manufatti e stoffe variopinte porta all'attenzione del pubblico una storia affascinante e poco nota.
La mostra sia apre con un approfondimento dedicato al fondatore dell'impresa, Domenico Viesi (1825-1892).
Fu lui ad avviare a Cles, attorno alla metà del XIX secolo, un commercio all’ingrosso di bozzoli del baco da seta, attività che entro il 1870 l’imprenditore riuscì a trasformare in una moderna filanda, primo nucleo dell’azienda che prese il suo nome.
Alla morte di Domenico, la ditta passò nelle mani del primogenito, Girolamo (1855-1929) che a fine Ottocento introdusse importanti novità: la produzione di stoffe di seta (1893) e la confezione, il ricamo e la vendita di paramenti sacri, avviata nel 1898.
 
La produzione Viesi, esemplificata in mostra da un campionario di stoffe, comprende in questo periodo tessuti di varia tipologia - taffetas, rasi, damaschi, lampassi, broccatelli - realizzati tenendo conto della grande e prestigiosa tradizione delle manifatture storiche, delle quali la produzione Viesi costituisce in qualche modo l'estrema propaggine.
Nei motivi decorativi sono infatti ben riconoscibili i modelli di riferimento, perlopiù riconducibili alla produzione tessile italiana del XVIII secolo.
La mostra prosegue con una sala dedicata a Lorenzo Viesi (1907-2001), figlio di Girolamo, che prese le redini dell'azienda nel primo dopoguerra.
A lui si deve, probabilmente, la raccolta di una straordinaria collezione di parati antichi, della quale si espongono alcuni esemplari, tutti settecenteschi, con l’unica eccezione di una stola, confezionata in un raro velluto operato azzurro tardo cinquecentesco.
Con Lorenzo Viesi si consuma il passaggio dall’attività manifatturiera al commercio all’ingrosso di sete e tessuti, che prelude alla definitiva cessazione dell’attività, avvenuta nel 1987.
 
Nelle sale dell'esposizione non mancheranno opere, manufatti e fotografie che testimoniano altri importanti aspetti della vita della ditta: il lavoro delle donne, i rapporti commerciali, il profilo dei clienti, l'ampia rete di vendita che tramite viaggiatori e rappresentanti riuscì a coprire vaste zone dell'Europa (Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Inghilterra), spingendosi fino in America Latina (Brasile) e in Oriente (India).
La mostra racconta inoltre la storia della manifattura Viesi attraverso le testimonianze delle persone che vi lavorarono, raccolte da Micol Cossali in un video.
L'esposizione mette a disposizione del pubblico i risultati dell'ampia ricerca condotta dal Museo Diocesano Tridentino e dall'Archivio Diocesano sui documenti e i manufatti donati dalla famiglia Viesi alle due istituzioni, già confluita nel volume Tessuti di seta per la chiesa. La manifattura Viesi di Cles (2017).
La mostra, curata da Domizio Cattoi, Domenica Digilio e Domenica Primerano, è stata organizzata dal Museo Diocesano Tridentino in collaborazione con il Comune di Cles e l'Archivio Diocesano Tridentino.
 

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