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Le novità del 2019 e i buoni propositi per l’anno che verrà

L'editoriale di fine anno del Presidente e del Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

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Il direttore e il presidente dell’INGV, autori del presente editoriale.
 
Quando un anno si conclude porta inevitabilmente con sé un momento di riflessione per ciò che si è fatto e per ciò che si deve fare, con i «buoni propositi» per l’anno che verrà.
E allora, nell’ambito dei risultati, possiamo certamente constatare che per l’INGV il 2019 è stato certamente un «buon anno».
Innanzitutto ha rappresentato una data importante perché, pur se le sue radici vengono dall’800, a settembre si sono compiuti i primi venti anni dalla sua attuale configurazione.
Le manifestazioni organizzate per l’evento hanno riscosso un grande interesse nella cittadinanza, e sono state un’ulteriore occasione per presentare alle Istituzioni le nostre molteplici attività nella ricerca e nel monitoraggio del territorio, per far conoscere e diffondere l’interesse nelle geoscienze.
 
Il 2019 ha visto l’istituzione del Centro di Monitoraggio delle Eolie, un progetto di grande impatto che si sta delineando con tutti gli interlocutori istituzionali e che auspichiamo trovi la sua piena operatività nella primavera 2020.
Al contempo, abbiamo finalmente visto l’inaugurazione della nuova sede della Sezione di Pisa, in una struttura che aspettavamo da anni per offrire i giusti spazi ai ricercatori e alle ricerche.
E il 2020 vedrà l’inizio dei lavori per la Sezione di Palermo, anch’essa necessitante di spazi di ricerca.
 
In un breve racconto dell’anno trascorso è difficile ricordare tutto, ma alcune tappe importanti non possono non essere menzionate: l’Accordo quadro con il Ministero degli Esteri, sicuramente foriero di collaborazioni scientifiche con altre nazioni; l’incremento delle collaborazioni con gli altri enti di ricerca come ad esempio l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per la realizzazione del progetto finalizzato al monitoraggio idrogeochimico nazionale dei pozzi e delle sorgenti in Italia; con EMSO ed EPOS siamo l’ente di riferimento infrastrutturale europeo per mare e terra e i due relativi progetti PON InSEA e GRINT sono partiti qualche settimana fa e dovranno essere realizzati nei prossimi tre anni; proseguono le ricerche in Antartide nella XXXV Spedizione Antartica e dove anche ora sono presenti dei nostri colleghi che torneranno trasmettendoci preziose esperienze scientifiche e umane; l’Istituto è stato inserito tra gli enti finanziati per il «Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese» per il progetto «Pianeta Dinamico - Working Earth»; con l’Arma dei Carabinieri abbiamo concretizzato un accordo che ci consente di installare le strumentazioni nelle caserme di tutta Italia, incluse quelle forestali.
 
Infine, è divenuta operativa la nostra Data Policy ovvero l’insieme delle norme che regolano la gestione e la pubblicazione dei dati della ricerca: possiamo dire con orgoglio che siamo tra gli enti all’avanguardia.
Ma il 2020 non sarà da meno perché l’INGV guarda sempre al futuro: ammodernamento delle reti di monitoraggio, nuovi progetti internazionali, miglioramento e ampliamento del sistema osservazionale.
Partono i tre progetti istituzionali dei Dipartimenti Ambiente, Terremoti e Vulcani con temi ambiziosi, finalizzati allo studio dei cambiamenti climatici, dell’innalzamento del livello marino nel Mediterraneo, della struttura della crosta e del mantello terrestre sotto l’Italia, dei sistemi di preparazione dei forti terremoti, della dinamica pre-eruttiva e di tutti gli scenari conseguenti per i vulcani attivi nella nostra nazione.
Stiamo valorizzando le attività dell’INGV anche nell’ambito della Space Economy e l’osservazione della Terra dallo spazio tramite il COMINT (COMitato INTerministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio).
 
Il successo dei Blog dei tre Dipartimenti ed il nuovo portale contribuisce alla diffusione di tutte le notizie in tempo reale e le ricerche in itinere con grande impatto sul pubblico.
Inoltre, il 12 e 13 gennaio prossimi riparte il nuovo ciclo di giornate «Porte Aperte all’INGV» e sulla «Alfabetizzazione sismica».
Le riviste dell’Istituto hanno trovato un nuovo slancio nella passione dei loro curatori e si stanno diffondendo come non mai.
 
Insomma, con un percorso che ha investito l’INGV fin dal suo tessuto più fitto, come il superamento del precariato per la sua parte più consistente, tutto il personale ha messo sempre il cuore nell’impegno al servizio dei cittadini, sia durante le fasi di emergenza, che in tutta la routine quotidiana di mantenimento delle infrastrutture, nello svolgere le proprie ricerche, nel rendere l’amministrazione funzionale alle necessità di un ente di ricerca, nel costruire una società della conoscenza per capire come è fatta e come funziona la Terra, per meglio entrare nell’intimo della nostra natura, della nostra esistenza, per svolgere un ruolo chiave nelle scelte politiche per una cultura della prevenzione dai rischi naturali.
 
Un ringraziamento a tutti, a coloro che sono andati in pensione, a coloro che ogni giorno si spendono, orgogliosi, per il bene dell’INGV, ai tanti che lavorano in silenzio per il bene comune.

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