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KOMM TANZ Residenze artistiche ospita IVONA

La compagnia del roveretano Giacomo Todeschi e di Pablo Girolami in residenza per un progetto ispira-to dalla natura

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Continuano i progetti di Komm Tanz, le residenze artistiche ospitate dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni con il Comune di Rovereto all’interno di Passo Nord, il Centro regionale di residenze artistiche del Trentino Alto Adige/Südtirol.
In queste settimane al Teatro alla Cartiera IVONA, la compagnia fondata dal coreografo Pablo Girolami e dal danzatore roveretano Giacomo Todeschi.
Prossimamente in residenza Alessio Maria Romano, Leone d’Argento all’ultima Biennale Teatro. A fine mese invece i vincitori del bando Komm Tanz 2021.
Komm Tanz, il progetto di residenze artistiche della Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con il Comune di Rovereto prosegue ospitando in queste settimane al Teatro alla Cartiera di Rovereto la compagnia IVONA.
Fondata nel 2019 dal coreografo Pablo Girolami e dal danzatore roveretano Giacomo Todeschi, IVONA si arricchisce di danzatori e danzatrici diversi per ogni progetto.
 
La prima creazione di IVONA - che prende nome dall’alter ego di Girolami - è Manbuhsa, un progetto nato per testare l’incontro di due corpi, due anime, due danzatori.
Protagonisti del duetto sono proprio lo stesso coreografo e Giacomo Todeschi, che insieme poi danno vita all’estensione del progetto, Manbuhsona.
Manbuhsa è vincitore del PREMIO TWAIN direzioniAltre 2019, del riconoscimento alla forza interpretativa e tecnica all'interno del Festival Cortoindanza 2019 di Cagliari e del premio del Pubblico al 33° Certamen coreografico di Madrid.
È inoltre stato selezionato alla Vetrina della Giovane Danza d’autore 2019 promossa dal Network Anticorpi XL.
La ricerca di IVONA prosegue ora negli spazi della Compagnia Abbondanza/Bertoni che grazie al progetto Komm Tanz - parte del più ampio centro regionale di residenze artistiche Passo Nord - sostiene giovani compagnie grazie consulenze artistiche e tecniche, oltre che alla messa a disposizione di uno spazio teatrale per studiare e sperimentare.
 
«In questo momento più che mai è importante continuare a sostenere le residenze artistiche - affermano i direttori artistici Antonella Bertoni e Michele Abbondanza - I teatri chiusi e la situazione corrente ha dato una feroce battuta d’arresto al sistema dello spettacolo dal vivo. In questo momento gli artisti non possono fare altro che attraversare questo tempo per sperimentare, studiare, immaginare nuovi lavori. E certo la situazione migliore per farlo è proprio in un teatro, in sicurezza.»
Si intitola Tripofobia il progetto a cui IVONA sta lavorando in queste settimane di residenza artistica e, ancora una volta - come accaduto già in Manbuhsa e Manbuhsona - Girolami e Todeschi trovano ispirazione nel mondo animale.
In questa occasione in particolare a suggestionare gli artisti è la nascita del Rospo del Surinam, che dà vita ai piccoli da una serie di fori che la mamma ha su tutto il corpo.
La tripofobia - titolo del progetto della compagnia - è infatti la presunta paura di piccoli buchi o protuberanze, che pare derivare da una forma di difesa antica dell’essere umano, una salvaguardia dal pericolo di essere attaccati da parassiti o animali velenosi.
 
Nemmeno la nascita, l’esplorazione di un nuovo mondo è scevra di paura. Ed è qui che IVONA ferma la sua indagine, provando a sfidare la paura e a trasformare i corpi che danzano in veri e propri parassiti che attraversano le sue gallerie, ribaltando così la prospettiva.
Le immagini che lasciano emergere la tripofobia sono immagini geometriche, fori ordinatamente disposti su una superficie che creano un certo senso di disagio. E sarà questa la suggestione delle forme che disegneranno il pezzo di Girolami e Todeschi: forme geometriche alternate e precise che confonderanno i danzatori stessi in un disagio che paradossalmente li fa sentire a proprio agio, in un’alternanza di stati d’animo e in una atmosfera irrequieta.
IVONA trova spesso interesse per la propria creazione artistica nelle espressioni della natura: «Il mondo animale, come quello vegetale - spiega la compagnia - ha un’influenza latente nella vita dell’uomo, rimanda all’origine e ci proietta al futuro. Trasporre le percezioni sensoriali degli animali all’interno del corpo umano avviene spesso nello studio del movimento; un fenomeno che ci spinge verso la costruzione di forme originali e che dà sfogo alle nostre molteplici personalità.»
 
La residenza artistica di IVONA è la penultima legata a Komm Tanz 2020.
Nel mese di dicembre Alessio Maria Romano sarà a Rovereto dopo aver ricevuto il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia.
Il bando Komm Tanz per il 2021 ha invece visto candidarsi quasi 80 compagnie.
Al termine del mese di novembre saranno comunicati i cinque vincitori, che trascorreranno periodi di residenza artistica al Teatro alla Cartiera durante tutto l’anno prossimo.

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