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Mercoledì 10 agosto, ore 21, Piazza Cesare Battisti, Trento

Nuovo appuntamento al Capovolto con «L’estinzione della razza umana», una tragicommedia nell’androne di un palazzo

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All’interno del variegato calendario estivo programmato dal Centro Servizi Culturali S. Chiara sul palco del Teatro Capovolto-La città in scena in Piazza Cesare Battisti, tra musica, danza e letteratura c’è spazio anche per il «Teatro Antropocene», l'interessante rassegna proposta in collaborazione con il MUSE-Museo delle Scienze e con la direzione artistica di Andrea Brunello (Compagnia Arditodesìo).
Si tratta di un ciclo di quattro spettacoli che cercano di indagare e riflettere sulle attuali condizioni dell’uomo e del pianeta. Il terzo appuntamento vedrà salire sul palco del Capovolto mercoledì 10 agosto (ore 21),
«L’estinzione della razza umana», una tragicommedia nell’androne di un palazzo.
 
Testo e regia di Emanuele Aldrovandi, con Giusto Cucchiarini, Eleonora Giovanardi, Luca Mammoli, Silvia Valsesia e Riccardo Vicardi, lo spettacolo è prodotto da Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Stabile di Torino-Teatro nazionale in collaborazione con La Corte Ospitale - Centro di Residenza Emilia-Romagna.
In un mondo incastrato dentro ritmi frenetici e disumani, che sottraggono tempo al pensiero e all’introspezione, l’arrivo di un virus che trasforma le persone in tacchini blocca e distorce ogni cosa.
Così, le due coppie protagoniste della storia, persone comuni, portatrici ognuna di una diversa posizione filosofica della vita, si ritrovano nell’androne di un palazzo assalite da domande, frustrazioni e paure.
 
L’estinzione della razza umana è una sorta di esorcismo – catartico e liberatorio – che ci aiuta a metabolizzare il nostro presente con ironia, lucidità e un pizzico di grottesco surrealismo, utilizzando un linguaggio tragicomico, con dialoghi affilati e serrati.
«L’estinzione della razza umana» è uno spettacolo «grottesco, comico, surreale e filosofico - come lo ha definito Alan Mauro Vai su Teatrionline - che meraviglia e stupisce per la capacità di mettere a confronto punti di vista e visioni del mondo opposte e ragionevoli senza dare una risposta, ma generando dubbi, quei dilemmi esistenziali con cui tutti dobbiamo fare i conti».

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