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Ancora intolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente

Studenti del collettivo Hurriya hanno impedito al giornalista Fausto Biloslavo di esprimersi sulla situazione in Libia

Ancora atti di intolleranza si sono verificati oggi a Trento, davanti al dipartimento di Sociologia, dove un gruppo di ragazzi del collettivo Hurriya ha provato a impedire al giornalista Fausto Biloslavo di esprimersi sulla situazione in Libia.
Dapprima hanno bloccato con le catene l’ingresso alla facoltà e poi hanno contestato l’intervento con fischi e schiamazzi in aula Kessler.
Alla fine l’incontro è cominciato e, bene o male, si è svolto – si fa per dire – regolarmente.
È la seconda volta che l’intolleranza di alcuni gruppi si è manifestata proprio per impedire l’incontro programmato con Biloslavo. Anche la volta precedente, due settimane fa, il giornalista era stato contestato duramente, al punto da impedirgli di venire a Trento.
E, va da sé, la contestazione di sinistra ha richiamato i contestatori opposti di destra. I due gruppi non sono venuti alle mani perché si è infrapposta la polizia in tenuta antisommossa.
 
Inevitabile la protesta formale dell'assessore provinciale all'istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti.
«Fa male vedere che in una realtà come la nostra, considerata ai vertici per tanti indicatori di qualità, possano manifestarsi forme di intolleranza violenta come quella cui abbiamo assistito questa sera, – scrive Bisersti in una nota per la stampa. – Al di là dei modi violenti indirizzati contro la mia stessa persona, ciò che sconcerta maggiormente e che va condannata con forza è la strumentalizzazione, pianificata e annunciata di una protesta che confonde la prepotenza con la libertà di esprimere le proprie idee e, all'occorrenza, il dissenso.
«Quella libertà che a mio avviso è stata difesa sia da chi ha consentito di promuovere l'incontro - e ringrazio il rettore, gli organizzatori e le forze dell'ordine - sia lo stesso relatore che, nonostante il clima, ha voluto tenere comunque la sua conferenza. L'esempio migliore da offrire anche a chi, alla parola preferisce una rabbia urlata.»
 
A lamentarsi dell’episodio di intolleranza c’è anche il nostro giornale.
Noi non siamo di destra né di sinistra, ma in una cosa crediamo fermamente: la libertà di pensiero e la libertà di parola.
Una società civile deve sempre poter consentire a chiunque di dire quello che pensa. E la stessa costituzione italiana, che consideriamo come breviario del giornalista, impone la libertà di opinione.
Noi non condividiamo nulla delle motivazioni che hanno spinto i collettivi di sinistra e di destra a contestare o a sostenere Biloslavo, ma siamo disposti a batterci al loro fianco purché possano continuare a farlo.
Ma certamente non con la violenza.

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