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Welfare trentino/ 4 – «Una sperimentazione di livello nazionale»

L'intervento del ProRettore alla ricerca della facoltà di Sociologia, Antonio Schizzerotto

«Tra i punti di forza del welfare trentino, il maggiore è costituito dal suo impianto. È riuscito a limitare i malfunzionamenti del mercato e a scaricare la famiglia da compiti impropri, per consentirle  di svolgere le funzioni che le sono proprie. Il sistema di welfare trentino è diventato di stampo universalistico, capace di riconoscere una gamma universale di servizi e dunque di offrire anche elevati criteri di equità e buone capacità redistributive. In questo senso è un unicum in Italia.»
 
Così Antonio Schizzerotto, ProRettore alla ricerca della facoltà di Sociologia - Università di Trento ha aperto il suo intervento - il quarto oggi in programma - agli stati generali del welfare trentino in corso alla sala della Cooperazione di Trento.
Dunque «un welfare universalistico diretto principalmente all’individuo, queste sono le caratteristiche del welfare trentino.»
 
Nel suo intervento Schizzerotto ha scelto tre ambiti per mettere in luce questi aspetti universalistici ed equitativi del welfare trentino.
1 - Politiche istruzione.
«Ricordo trasporto, corsi di formazione, servizi di orientamento, stage all’estero: tutte queste misure hanno fatto crescere scolarizzazione superiore e universitaria nell’arco degli ultimi dieci anni. Oggi i trentini sono al di sopra della media nazionale anche grazie a questo perché si è tradotto in una crescita del grado di meritocrazia e del peso dell’istruzione nell'assegnare i destini lavorativi delle persone.»
2 - Sfera lavorativa.
«In questo ambito la Provincia autonoma di Trento ha posto in essere (caso più unico che raro in Italia) una massa cospicua di politiche attive del lavoro (corsi di qualificazione), innovativo veicolo di attuazione di servizi per l’impiego. Con l'Agenzia del lavoro è stato messo in campo un esperimento di integrare politiche attive e politiche passive del lavoro nonché  indennità standard con corsi di aggiornamento.»
3. Assistenza.
«Ci sono circa 50 interventi nelle politiche assistenziali ed una in particolare vorrei riprendere, perché emblematica di assistenza: il reddito di garanzia. È l’unica misura contro la povertà, esempio unico nel nostro paese. E' la dimostrazione palese del carattere inclusivo ed equitativo del sistema di welfare trentino. Nel 2011 risultavano poveri il 4,6% dei trentini contro una media nazionale di oltre il 12%.»
 
Schizzerotto ha concluso indicando problematiche e limiti del welfare trentino («le misure dovrebbero essere temporane e spingere gli individui a diventare autonomi, in Trentino non ci sono grandi stimoli in tal senso ed inoltre non si evitano fenomeni di opportunismo nelle politiche di welfare») e i margini di miglioramento, che ci sono.
«Per il futuro io ritengo che il Trentino debba cercare di promuovere a livello nazionale la sperimentazione di alcune riforme che si sono qui attuate, ovvero va diffuso a livello nazionale il carattere di sperimentazione che il Trentino ha assunto.»

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