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«I Ragazzi sono la risorsa per un futuro migliore»

Al Pian del Gac di Fornace la festa della Associazione provinciale per i minori

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La grande famiglia dell’Associazione provinciale per i minori si è riunita oggi al Pian del Gac, poco sopra l’abitato di Fornace, per la consueta festa annuale: 80 soci, 148 dipendenti occupati nelle 27 strutture sparse sul territorio della provincia e, loro, i protagonisti, le decine di ragazzi che hanno trascorso una giornata di sport e divertimento, nonostante l’anticipo repentino dell’autunno.
«Dal 1976, da quando siamo nati – spiega il papà dell’Appm, Paolo Cavagnoli – cerchiamo di dare risposte concrete a centinaia di ragazzi che quotidianamente si rivolgono a noi per una speranza di vita migliore e per affrontare problemi e disagio reali.»
L’Appm rappresenta una delle migliori realtà del volontariato sociale.
 
E a testimoniare la riconoscenza della comunità trentina nei confronti dell’associazione è intervenuto anche il presidente della Provincia autonoma, Lorenzo Dellai.
«L’associazione esprime al meglio lo spirito del nostro volontariato ed aggrega competenze e risorse indispensabili per il Trentino che stiamo costruendo. Garantire aiuto e sostegno a questi ragazzi significa costruire un Trentino migliore, fatto di solidarietà e persone capaci di crescere con valori forti e uno spirito comunitario.»
L’Associazione provinciale per i minori (Appm) è presente sul territorio trentino da oltre 30 anni.
L’Appm è una onlus creata da un gruppo di soci volontari che interpretando i bisogni dei minori in difficoltà ha creato una rete di strutture (Centri residenziali e Centri di aggregazione) di tipo familiare per ospitare giovani in difficoltà, segnalati dai servizi sociali e dal Tribunale per i minorenni.
 
«Come abbiamo più volte documentato nelle nostre pubblicazioni – spiega il presidente Paolo Cavagnoli – i bisogni dei giovani, delle famiglie e della nostra comunità sono mutati e quindi l’attività dell’associazione si è evoluta per soddisfare le nuove richieste di aiuto.
«Ènecessario che l’ente pubblico ma la stessa comunità trentina si facciano carico dei ragazzi, impegnandosi in prima persona in modo responsabile, ad incominciare delle stesse famiglie, nucleo fondante della comunità. E’ proprio la famiglia che deve dare le prime, essenziali risposte.»
 
«Investire sui giovani – ha aggiunto Dellai – significa investire sul futuro e sulle risorse da cui il Trentino attingerà. Esperienze come quella dell’Appm vanno sostenute perché vivono di valori importanti, quali la convivenza e l’aiuto a chi ha maggiormente bisogno, di cui avvertiamo continuamente necessità. Lavorare sui ragazzi garantisce risultati importanti e, soprattutto consente di prevenire, nella maggioranza dei casi, situazioni ancora più difficili.»
Attualmente sono 187 i ragazzi ospitati nei Centri residenziali dell’Appm, ai quali si sommano le centinaia di altri giovani che quotidianamente frequentano i centri di aggregazione.
Negli oltre 35 anni di vita dell’associazione sono stati presi in carico oltre mille minori, molti dei quali oggi sono persone realizzate, con famiglie ed affetti consolidati.
 
«Nella nostra storia – conclude Cavagnoli – abbiamo visto crescere il numero degli stranieri, che oggi rappresentano il 30 per cento. All’inizio sono arrivati i nordafricani, seguiti dagli albanesi, dai kossovari, dai rumeni ed oggi dalle zone segnate dai conflitti, quali Iraq, Afghanistan ed Africa.»
L’impegno dell’associazione – è questo il messaggio che oggi arriva da Fornace – continuerà con lo stile e le tecniche di sempre, al fine di garantire come strumento operativo dell’autonomia, lo sforzo per combattere il disagio dei nostri giovani con l’obiettivo di formare cittadini responsabili e capaci di affrontare serenamente il loro cammino di vita.»
  

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