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Al Festival della Famiglia si è svolta la prima conferenza

Al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda si è svolta la conferenza sulle «Politiche per la famiglia e crisi economica»

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La prima giornata del Festival della Famiglia organizzato a Riva del Garda dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Provincia autonoma di Trento, è stata dedicata all’analisi degli strumenti più adatti per aiutare la crescita dei nuclei familiari.
Nella conferenza dal titolo «Politiche per la famiglia e crisi economica» si sono alternati Luigino Bruni, Gianpiero Dalla Zuanna, Pierpaolo Donati (foto in basso), Linda Laura Sabbadini e Marco Zanotelli, coordinati da Chiara Valentini.
 
«Se cresce la famiglia, cresce la società. Ma il problema, in Italia, è che la famiglia non può crescere perché il nostro sistema sociale nel suo complesso la penalizza. E quindi non può crescere la società.»
Con un commento proprio al sottotitolo del Festival della famiglia, che si svolge nella sua prima edizione a Riva del Garda dal 25 al 27 ottobre, Pierpaolo Donati (docente di sociologia dei processi culturali a comunicativi all’Università di Bologna) ha aperto il primo dei convegni del festival, dedicato a «Politiche per la famiglia e crisi economica».
 
Secondo l’esperto, che ha diretto l’Osservatorio nazionale sulla famiglia, la crisi economica attuale è solo una piccola parte del problema nascosto dietro l’impoverimento delle famiglie italiane. Sono invece profondamente negativi tutti quei meccanismi che penalizzano la nascita di un vero welfare sul modello di quello tedesco.
«La Germania ha capito bene che questi interventi economici sono investimenti e non costi, perché investire sulle forme di welfare che facilitano lo sviluppo di un modello forte di famiglia aumenta il capitale sociale e rende la famiglia un prerequisito dello sviluppo sostenibile.»
 
Luigino Bruni ha invece ribadito la necessità di investire sul capitale sociale, proprio nei periodi di crisi: l’economista vede i «sistemi locali di scambio», ovvero i gruppi che si costituiscono intorno ad azioni come i Gruppi di acquisto solidale e la Banca del tempo, forme solidali che aumentano il potenziale relazionale della società, potenziale valorizzato dalla famiglia.
Secondo Bruni si tratta di «imparare di nuovo a stare insieme e vivere i territori, dando priorità ai rapporti con l’ambiente e con gli altri, che altro non è che una nuova forma di etica: il modo di abitare insieme contemporaneo».
 
Difficile quindi dare risposte certe e concrete alle famiglie, strette fra l'attuale crisi economica, la disoccupazione giovanile, l'invecchiamento della popolazione.
Anche se in Trentino, con una legge che intende promuovere il benessere familiare, si stanno sperimentando alcuni strumenti interessanti come il sistema dei «Distretti famiglia», che operano sul territorio secondo un modello reticolare, stimolando attori diversi a riorientare i propri prodotti o servizi sul benessere delle famiglie residenti e ospiti.

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