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Dellai: «Per ricostruire, famiglie, reti e amministrazioni virtuose»

Il presidente della Provincia autonoma di Trento alla cerimonia conclusiva del Festival della Famiglia di Riva del Garda

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Un discorso che sembra quasi un progetto per la prossima legislatura parlamentare.
«Le famiglie, le reti sociali, le tante amministrazioni pubbliche, le autonomie serie e virtuose chiedono di essere considerati partner di questa strategia di ricostruzione in Italia.»
Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, si è rivolto al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione Andrea Riccardi, nella cerimonia conclusiva del Festival della Famiglia di Riva del Garda, organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche alla famiglia e dalla Provincia autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune di Riva del Garda.
 
«Questo Festival – ha proseguito il presidente Lorenzo Dellai – è stato una splendida occasione, si è creata una partnership virtuosa sui temi della famiglia. Anche la costituzione, per la prima volta, di un Ministero un po' particolare, che lega la cooperazione allo sviluppo con le politiche della coesione sociale, è stato un bel segnale e spero che rimanga anche in futuro come punto di riferimento di una politica nazionale che non tratta questi temi a spot ma con continuità.
«Credo che questo Festival sia stato un contributo per scambiarsi buone esperienze e auspico che da qui esca una piccola grande rete, in grado di collegare istituzioni, associazioni e persone che hanno a cuore il tema della famiglia.»
 
Ma dal Festival della Famiglia esce un altro grande messaggio che è quello della «Centralità della famiglia, come paradigma di una ricostruzione morale del nostro Paese».
Parlando del rischio che corre la coesione sociale, Dellai si è quindi espresso così.
«La ricostruzione civile e morale dell'Italia deve ripartire dai grandi valori di solidarietà, di sacrificio, che sono i valori che emergono nella vita di ogni giorni dai milioni di famiglie italiane che tengono duro e che assicurano stabilità e la vera tenuta del nostro sistema sociale.»
 
È da questo insieme di valori concreti e praticati dalle famiglie che bisogna partire.
«Penso che Lei, presidente Monti, possa trovare delle realtà alleate su questa strada della ricostruzione, può e deve trovare alleanze nei mondi vitali della società italiana, così come nelle istituzione autonomistiche e locali, perché mi permetto di ricordare che l'Italia è fatta anche di tantissime amministrazioni locali che lavorano con efficienza e non ovunque si usano soldi pubblici per fare festicciole.»
 
«Sappiamo che questa fase è carica di grandi sofferenza e sacrifici per le famiglie italiane – ha continuato il presidente Lorenzo Dellai – ma sappiamo anche che se il Paese fosse andato verso il declino finanziario e il dissesto, a pagare sarebbero state le famiglie, quella parte di comunità che non ha alternative.
«Sappiamo anche che non si va da nessuna parte seguendo i pifferai che promettono meraviglie. Le famiglie, ovvero questa larga parte del Paese che esprime la propria coesione, così come tante amministrazioni autonome serie e virtuose, queste due grandi risorse chiedono di essere considerate partner della ricostruzione morale e civile dell'Italia, chiedono che la stagione del doveroso rigore sia però anche la premessa per radicali riforme sociali, che abbiano a cuore veramente la famiglia.»
 
Nelle sue conclusioni il presidente Lorenzo Dellai ha espresso gratitudine per questa iniziativa e per il lavoro che «sapremo fare insieme a livello istituzionale».
«Questa grande alleanza fra le parti virtuose della società e delle istituzioni è da dove dobbiamo partire per l'azione di ricostruzione morale, civile ed economica del Paese e credo che il contributo del Festival della Famiglia possa essere positivo in questo senso.»
 
Il presidente Dellai ha parlato davanti a una sala gremita. In prima fila rappresentanti del governo e del consiglio provinciale, fra questi gli assessori Ugo Rossi, Alessandro Olivi e Franco Panizza.
A introdurre i lavori il prefetto Mario Morcone, capo di gabinetto del ministro Andrea Riccardi.
«Vorrei evidenziare la presenza delle famiglie, – ha concluso Morcone – che non solo hanno fatto da contorno, ma sono state protagoniste in prima persona di questo che è il loro festival più che il nostro.»

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