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Inaugurato a Canazei il monumento per gli eroi della val Lastìes

L’opera è dell'artista Rinaldo Cigolla che l'ha messo nel punto d’unione di cinque valli

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Si trova nello spazio verde tra piazza Marconi e il torrente Antermont a Canazei; un luogo centrale e di passaggio perché il paese e tutta la valle vogliono avere sempre vicino il ricordo dei loro ragazzi, gli eroi della Val Lastìes, gli operatori del soccorso alpino che il 26 dicembre 2009 hanno perso la vita nel tentativo di salvare quella altrui.
Il monumento, inaugurato questa mattina alla presenza delle autorità locali e del presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, è opera di Rinaldo Rheinhold Cigolla.
 
È stato posizionato non a caso a pochi passi dall'opera, dello stesso artista, che celebra l'unione delle cinque valli ladine dolomitiche, perché da queste parti i legami tra le persone, l'appartenenza ad una storia e ad una cultura comune, sono cose molto sentite e importanti.
«È venuto dal cuore» – ha detto con semplicità Cigolla, commosso, rivolgendosi ai parenti ed agli amici degli scomparsi.
Un blocco di granito rosa di Predazzo, la cui forma richiama il Sass Pordoi, montagna che sovrasta la Val Lastìes, un luogo incantato diventato tre anni fa teatro di una immane tragedia.
Nella pietra è incastonata, in bronzo, la scritta «Non c'è amore più grande che dare la vita per gli altri», e non c'è molto da aggiungere.
 
«Al di là del valore artistico dell'opera – ha detto il presidente Dellai – con questa iniziativa di cui è il promotore, l'autore è riuscito ad interpretare e dare corpo ad un sentimento molto forte in tutta la comunità. In questo tempo che consuma tutto con grande velocità, ricordare è essenziale perché ci sono cose importanti, sia belle che, come in questo caso, tragiche, che entrano nel vissuto di ognuno, diventano patrimonio di tutti.
«Ricordare, di per sé, non lenisce un dolore così forte ma ci aiuta a tenere presente il valore della vita e quanto sia importante avere ben chiaro questo concetto quando ci si confronta con un ambiente meraviglioso ma severo come la montagna. Il ricordo di quella tragedia ci serve per dire grazie, ancora una volta, alle persone che mettono a disposizione della comunità i loro talenti, le loro capacità.
«Questo patrimonio è espresso bene da tutte le componenti della nostra Protezione Civile, di cui il Soccorso Alpino è parte integrante. Questa ricchezza ci fa guardare con fiducia al futuro partendo dai valori veri che sono quelli della solidarietà, della collaborazione, della generosità, dello stare assieme. Siamo molto orgogliosi degli amici che oggi ricordiamo perché sono espressione della nostra anima migliore. Non li dimenticheremo mai sia per quello che hanno fatto che per quello che rappresentano.»
 
Anche il sindaco di Canazei Mariano Cloch ha ricordato con commozione la figura dei quattro soccorritori.
«Erano – ha detto – quattro nostri amici, erano sempre assieme a noi.»
La Procuradora Cristina Donei ha parlato di un grande dolore e di una ferita difficile da lenire, soprattutto adesso che si avvicinano le Festività e l'anniversario di quel terribile giorno.
«È di grande conforto per tutti noi – ha detto Roberto Bolza, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico trentino – sapere che quando operiamo abbiamo vicino tutta la comunità.»
 
Come detto, era il 26 dicembre 2009 quando Luca Prinoth, Diego Perathoner, Erwin Riz e Alex Dantone, del Soccorso Alpino Alta Fassa, sono morti travolti da una valanga mentre cercavano di salvare la vita a due alpinisti friulani.
Con loro c'erano anche Roberto Platter, Martin Riz e Sergio Valentini che sono stati più fortunati e si sono salvati.
Sono arrivate anche le medaglie d'oro al valor civile ma, soprattutto, quella giornata ha consegnato i nomi di questi uomini generosi al nòvero ristretto degli eroi.
Da oggi c'è un posto in più per fermarsi a ricordarli e dedicare loro un pensiero o una preghiera.

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