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Celebrati alla SAT i primi 60 anni del Soccorso Alpino del Trentino

Nel 1953 la prima stazione a Pinzolo, oggi sono 34 con 627 operatori, di cui 89 tecnici, 20 elisoccorritori, 31 Istruttori, 19 Unità cinofile e 14 Operatori speleologi

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Si è tenuta oggi, presso la sala conferenze della Sezione di Trento della Sat, la commemorazione dei sessant’anni di storia del Soccorso alpino, gli «angeli della montagna».
L'evento ha chiuso la serie di iniziative organizzate nel 2012 per festeggiare l'importante anniversario del Soccorso alpino e speleologico trentino, nato nel 1952 in seno alla Sat, grazie a una felice intuizione di Scipio Stenico, poi estesa dal Cai anche alle altre regioni montuose italiane.
Alla serata hanno partecipato, oltre ai presidenti della Sat e del Soccorso alpino trentino, rispettivamente Claudio Bassetti e Roberto Bolza (foto sotto il titolo), il Dirigente generale della Protezione civile trentina Roberto Bertoldi (nella foto del pubblico), il comandante del Nucleo elicotteri dell'elisoccorso provinciale Bruno Avi e numerosi protagonisti della storia di questi 60 anni.
 
«L'evento non rappresenta un'auto celebrazione della nostra organizzazione – ha evidenziato Roberto Bolza – ma l'occasione per riunire nella casa della Sat, la casa degli alpinisti, coloro che nel corso degli anni hanno fatto nascere e crescere il Soccorso alpino, facendolo diventare oggi una struttura all'avanguardia della Protezione Civile del Trentino.»
«È stato un incontro di festa – ha commentato Claudio Bassetti – con tre concetti-chiave: l'orgoglio della SAT di aver a suo tempo fondato il Soccorso alpino, la solidarietà che della montagna è fondamento, l'educazione alla montagna e ai suoi rischi. In particolare sulla prevenzione, Sat continuerà a investire molto del proprio impegno.»
 
  
C’erano anche i vecchi soccorritori che con il loro entusiasmo e spirito di solidarietà hanno portato il sodalizio a diventare uno dei punti di riferimento più importanti del territorio. 
Durante la serata sono stati rievocati i momenti fondamentali della storia del Soccorso alpino, con le dirette testimonianze dei soccorritori di una volta.
Tra questi, Renato Conte (85 anni - foto qui sopra), che ci ha mostrato le foto d’epoca, allorché vennero approntati i cosiddetti «pannoloni» che consentivano di trasportare a spalla gli infortunati.
Renato Conte ci ha raccontato come, nel 1953, lui con Cesare Maestri, Marino Stenico, Claudio Zeni e Toni Depaoli parteciparono a una prima esercitazione sul Doss Trento, dove quattro veri soccorritori recuperarono due finti infortunati sulla parete dove c’è la scritta «per gli alpini non esiste l’impossibile».
 
Il Trentino è stata la prima area alpina italiana ad istituire un corpo di volontari per gli interventi di soccorso in montagna.
Nel 1953, a Pinzolo, in Val Rendena, venne fondata, infatti, la prima Stazione del Soccorso Alpino della Sat presto seguita da altre località.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Trentino è presente oggi in modo capillare sul territorio della provincia con 33 stazioni territoriali e una di speleologica.
Le Aree operative che gestiscono l'organizzazione tecnico-interventistica delle stazioni, dell'elisoccorso e di tutte le risorse, sia umane sia tecniche, sono cinque. Il Soccorso Alpino conta ad oggi 627 Operatori Tecnici, tutti preparati e formati per intervenire con competenza e in sicurezza in ambiente impervio e ipogeo, tra cui 89 Tecnici di soccorso alpino, 20 Tecnici di elisoccorso, 31 Istruttori di soccorso alpino, 19 Unità cinofile e 14 Operatori tecnici speleologi.
Trattandosi perlopiù di volontari, gli Angeli della montagna rappresentano uno dei tesori più preziosi della comunità trentina. 

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